È stato presentato mercoledì 22 luglio il primo semestre 2026 del Rapporto di ricerca Venture Capital Monitor – VeM sulle operazioni di venture capital in Italia. Lo studio è stato realizzato dall’Osservatorio Venture Capital Monitor – VeM attivo presso LIUC – Università Cattaneo, promosso con AIFI e realizzato grazie al contributo di Intesa Sanpaolo Innovation Center e KPMG e al supporto istituzionale di CDP Venture Capital SGR e IBAN, con l’obiettivo di sviluppare un monitoraggio permanente sull’attività di early stage istituzionale svolta nel nostro Paese.
Operazioni
Nel primo trimestre sono state realizzate 58 operazioni, che diventano 69 nei successivi tre mesi (+19%). Complessivamente il primo semestre 2026 si è chiuso con 127 operazioni (initial e follow on). Se si guarda solo ai nuovi investimenti, initial, questi sono stati 95 rispetto ai 110 del primo semestre 2025. Per quanto riguarda l’ammontare investito sia da operatori domestici che esteri in startup e scaleup italiane, il valore si attesta a 679 milioni di euro, in aumento rispetto ai 494 milioni del 2025, distribuiti su 117 round (erano 146 nel primo semestre 2025). Si registra una crescita anche sull’ammontare investito in realtà estere fondate da imprenditori italiani che passa da 95 milioni a 238 milioni di euro, con un numero di operazioni in lieve calo rispetto all’anno passato (10 round rispetto ai 12). Sommando queste due componenti, il totale complessivo si attesta a 917 milioni di euro (erano 589 milioni nel primo semestre 2025).
L’indice VeM-i fa registrare un valore pari a 1.375 nel secondo trimestre del 2026, in netto aumento rispetto ai primi tre mesi dell’anno e poco al di sopra rispetto ai valori trimestrali monitorati negli ultimi due anni.
“Il secondo trimestre segna, come mostrato dal VeM-i, una ripresa dell’attività di investimento rispetto a un inizio anno partito a rilento” dichiara Giovanni Fusaro, Direttore del Venture Capital Monitor – VeM. “A rafforzare questo segnale, per la seconda metà del 2026, contribuiscono l’aumento dell’ammontare investito rispetto al primo semestre dello scorso anno e il flusso costante di deal di Technology Transfer”.
"Il numero di operazioni in cui sono stati coinvolti i Business Angel italiani rimane sostanzialmente stabile e si accompagna al progressivo aumento di deal sempre più grandi. Riteniamo siano ulteriori segnali importanti di come il mercato italiano stia proseguendo nel suo percorso di consolidamento e maturazione. L’instabilità del quadro normativo degli ultimi mesi, invece, non ha certamente agevolato gli investimenti dei Business Angel, portando a un dimezzamento dell’ammontare complessivo impegnato" commenta Paolo Anselmo, Presidente di IBAN.
“L’eccezionale concentrazione degli investimenti registrata nel primo semestre del 2026 (con un controvalore di circa 560 miliardi di dollari, addirittura superiore agli investimenti dell’intero 2025, per quasi 17.000 operazioni) conferma come il venture capital globale stia vivendo una fase di forte polarizzazione verso le opportunità più innovative e scalabili. Questa crescita è stata trainata principalmente dal dinamismo degli investitori statunitensi, che continuano a svolgere un ruolo centrale negli investimenti in venture capital e nell’ecosistema dell’innovazione. L'Intelligenza Artificiale si conferma il principale catalizzatore degli investimenti, attirando una quota crescente di capitali. Parallelamente, il mercato continua a essere caratterizzato dalla presenza di mega-round, che testimoniano la forte disponibilità di risorse finanziarie verso asset considerati strategici e ad alto potenziale di crescita. Sebbene il contesto macroeconomico resti complesso, gli investitori continuano a privilegiare tecnologie in grado di generare vantaggi competitivi di lungo periodo.” commenta Alessandro Soprano, Partner di KPMG.
“Il mercato italiano del VC nel semestre mostra segnali positivi di crescita e di maturità, aumentando gli investimenti complessivi su un minor numero di operazioni in un contesto europeo che vede ancora ampi spazi di crescita rispetto ai principali Paesi in termini di capitale investito. La distribuzione sui settori resta pressoché invariata anche se gli investitori si stanno concentrando su realtà che hanno consolidato le proprie soluzioni, confermate dal mercato (Es. ICT Enterprise Technologies).” spiega Luca Pagetti, Head of Crescita Startup ed Ecosistemi Innovazione di Intesa Sanpaolo Innovation Center. “Intesa Sanpaolo Innovation Center sostiene questa crescita con iniziative di ecosistema a supporto dell’innovazione per la competitività di aziende, territori e comunità, grazie alle sue competenze distintive costruite nel tempo e alla sinergia con l’offerta finanziaria del Gruppo Intesa Sanpaolo, tra cui gli investimenti del Fondo SEI gestito da Neva SGR”.
Focus su Technology Transfer, Corporate venture capital e filiera dell'early stage
Il totale degli investimenti in Technology Transfer (TT) negli ultimi tre anni e mezzo ha ricevuto un importante boost dall’attività dei Poli e dei Fondi di TT promossi da CDP Venture Capital SGR, rinvigorendo ulteriormente il trend di crescita iniziato nel 2018 grazie all’avvio dell’operatività dei 5 fondi supportati da ITAtech. L’effetto leva complessivo generato da queste iniziative su capitali terzi è pari a oltre 700 milioni di euro. Considerando l’attività svolta da investitori e Poli di TT attivi nel nostro paese, dal 2023 sono stati investiti quasi 1,2 miliardi di euro su 374 operazioni, di cui oltre 100 milioni nei primi sei mesi del 2026 (33 operazioni), valore già al di sopra della media annua investita nel periodo 2018-2022.
Con riferimento all’attività di corporate venture capital, nel primo semestre dell’anno, si conferma l'evidenza recente che vede una notevole presenza di imprese nei round di venture capital. In particolare, è stata registrata la partecipazione delle corporate negli investimenti a supporto delle realtà imprenditoriali nascenti o nella fase di primo sviluppo in circa il 24% dei round in società italiane.
Relativamente alle sole startup con sede in Italia, venture capital e corporate venture capital hanno investito 334 milioni di euro su 69 round, le attività di sindacato tra venture capital, corporate venture capital e business angel hanno fatto registrare investimenti pari a 345 milioni di euro su 48 operazioni e i soli business angel hanno investito 11 milioni in 13 round. Il totale di queste attività porta la filiera dell’early stage in Italia ad aver investito 690 milioni di euro su 130 round (era 516 milioni di euro su 160 round nel primo semestre 2025). Aggiungendo anche gli investimenti in startup estere con founder italiani, il totale complessivo si attesta a oltre 900 milioni di euro su 140 round.
Distribuzione geografica e settoriale
Come per gli anni passati, a livello di investimenti initial, la Lombardia è la Regione in cui si concentra il maggior numero di società target, 43, coprendo il 51% del mercato italiano (49% nel primo semestre 2025). Seguono Lazio ed Emilia-Romagna (rispettivamente con 12% e 8%).
Dal punto di vista settoriale, l’Ict monopolizza l’interesse degli investitori di venture capital, rappresentando una quota del 42%. L’Ict è costituito per il 10% da operazioni su startup nel comparto dei digital consumer services, e per il 90% su società con focus su enterprise technologies. Seguono le startup operanti nel settore dei Servizi Finanziari (13%) e dell’Healthcare (12%).

