“Informarsi comporta fatica, come studiare. Non basta uno sguardo veloce. Mai accontentarsi di una verità comoda”: parola di Ferruccio De Bortoli.
Il famoso giornalista, già direttore de Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore, ha chiuso il ciclo di lezioni del nuovo corso “Tecniche e scenari della comunicazione economica” tenuto da Gianfranco Fabi alla LIUC – Università Cattaneo e rivolto agli studenti di Economia della Laurea magistrale.
“E’ stata un’esperienza nuova all’interno dell’Università – spiega Fabi, già vice-direttore vicario del Sole 24 Ore e direttore di Radio 24 – nata da una proposta del Rettore Federico Visconti, condivisa dal Direttore della Scuola di Economia, Rodolfo Helg; un’esperienza che è partita dall’obiettivo di far riflettere gli studenti sulle grandi trasformazioni che la realtà della comunicazione sta vivendo, con rilevanti opportunità per le imprese e l’intero sistema economico”.
Un’occasione preziosa per gli studenti dell’Ateneo che hanno potuto approfondire i temi della comunicazione non solo sotto l’aspetto degli strumenti, pur fondamentali, ma anche nella prospettiva dell’influenza dell’informazione sulle strategie aziendali e sulle scelte economiche, politiche, sociali delle persone. L’ottica è stata quella di esaminare il nuovo mondo del web in tutte le logiche aziendali, dall’organizzazione al marketing, dalla pubblicità agli uffici stampa.

comunicazione.
“La buona informazione, libera, indipendente e responsabile, è architrave di una democrazia - ha ricordato De Bortoli - I costi della non informazione si traducono in opacità, arbitrio, non riconoscimento del merito, mancanza di competitività, persino corruzione e criminalità”. E, per chi fa informazione, il richiamo a un dettame fondamentale: “La deriva dell’informazione, come la peggior politica, insegue la pancia del lettore raccontandogli falsità. E’ venuta meno l’importanza sociale della verità. I fatti hanno una loro oggettività. Perché rinunciare ad essere oggettivi a priori?”
Durante il corso si è parlato di come affrontare il mondo dell’informazione e come essere protagonisti di quella realtà in continua evoluzione che sono i social network. Inoltre, è stata sottolineata la necessità di considerare l’impresa, ogni impresa, una web company, ossia una realtà in cui in ogni funzione, ad ogni livello, in qualunque posizione gerarchica, si possono e si devono sfruttare fino in fondo le opportunità di un mondo che è caratterizzato dalla logica della connessione.
In un corso di questo tipo non poteva che essere innovativo anche l’esame: non più la classica prova, ma un video-selfie da realizzare per spiegare come si deve comportare un’azienda di fronte ad un improvviso elemento di crisi in grado di mettere a rischio la reputazione e il valore del marchio.