lunedì 29 aprile 2019

Innovazione nei magazzini: come ridurre i costi energetici attraverso le nuove tecnologie al litio

Quanto si risparmia con le nuove tecnologie di alimentazione dei carrelli agli ioni di litio?
Su questa domanda si concentra lo studio della Scuola di Ingegneria gestionale della LIUC – Università Cattaneo che ha analizzato diverse situazioni aziendali per dimensioni e ritmi di lavoro e i rispettivi investimenti ponendo l’attenzione all’applicazione di un particolare modello, il TCO Total Cost of Ownerhip (investimento annualizzato, costi di esercizio e costi “occulti”). Una ricerca durata sei mesi che ha coinvolto oltre 300 aziende.

Il problema è: conviene sostituire i carrelli o l’alimentazione degli stessi con batterie al litio e investire in questa direzione? E’ un vero aiuto per migliorare la gestione del magazzino e risparmiare spazio nella cosiddetta “sala di ricarica”?

A fronte di un maggiore investimento iniziale, la riduzione significativa di energia impiegata per la ricarica dei carrelli e i benefici facilmente monetizzabili, permettono di abbattere il maggior investimento delle batterie Li-ion (da 4 a 5 volte più costose) nel breve periodo e di avere un notevole risparmio nel medio-lungo periodo. Già in 3 anni, per aziende che lavorano su più turni e che possono sfruttare le pause intermedie per il cosiddetto biberonaggio dei carrelli, l’investimento iniziale si ripaga a fronte dei minori costi energetici (-25% rispetto alle batterie tradizionali al piombo-acido) e di altri costi occulti che verrebbero evitati.
C’è, dunque, un fattore tempo nei minori costi operativi prodotti dall’uso della tecnologia Li-ion. E c’è un utilizzo più funzionale del locale di ricarica dei carrelli, elemento fondamentale per un magazzino.

Con quali batterie viaggiare
Tra i vantaggi dell’utilizzo di carrelli alimentati con batterie agli ioni di litio (Li-ion) c’è la possibilità di ricaricare le batterie in qualsiasi reparto del magazzino, anche in fondo ai corridoi a fine turno. Mentre, infatti, per i carrelli dotati delle tradizionali batterie al piombo-acido è necessario prevedere una sala ricarica all’interno del magazzino dotata di opportune cappe di aspirazione e di sistemi di ventilazione, per i carrelli con batterie Li-ion, sigillate e regolate da valvole, l’assenza di emissioni di gas nocivi in atmosfera consente la ricarica in corsia. Da questa innovazione tecnologica derivano due benefici:

•    il recupero di spazio per attività a maggior valore aggiunto
•    il recupero di efficienza connesso all’azzeramento degli spostamenti degli addetti da e per la sala di ricarica che molto spesso è posizionata in fondo al magazzino.

Altri importanti benefici riguardano la maggiore efficienza energetica dovuta a un fattore di carica di 1,02 per le batterie Li-ion, contro un fattore di 1,2 per il Pb-Acido. Ciò significa che per caricare, ad esempio, una batteria Li-ion da 100 Ah occorre fornire energia solo per 102 Ah (il 2% in più rispetto al 20% in più richiesto per caricare le batterie Pb-acido).

Ma la vera rivoluzione delle batterie Li-ion è la possibilità di fare “biberonaggio”, ossia ricariche anche brevi di 10-15 minuti tra due fasi operative o in pausa pranzo. E’, insomma, possibile ricaricare rapidamente anche una quota parte della batteria Li-ion, a differenza di quella Pb-acido che necessita di un ciclo completo di scarica e di ricarica per evitare danneggiamenti. Ciò consente di fare più ricariche parziali durante la giornata e ridurre la necessità della doppia batteria, in particolare nei casi di operatività su due o tre turni di lavoro. Ecco allora che i benefici aumentano significativamente, rendendo la tecnologia Li-ion una scelta quasi obbligata nel medio periodo.

Le aziende che guardano lontano hanno già sostituito gran parte del parco carrelli nonostante i costi dell’investimento iniziale: se, infatti, il costo iniziale di una batteria agli ioni di litio è 4-5 volte superiore a quella tradizionale a piombo-acido, dall’altra ha una durata utile di quasi 3 volte superiore (3300 cicli di ricarica effettivi contro 1200).
Questo comporta che il calcolo del ritorno dell’investimento, da svilupparsi con il modello del “Total Cost of Ownership”, andrebbe fatto su un orizzonte di tempo più lungo rispetto ai tradizionali 60 mesi con cui si attivano i contratti di locazione operativa (rental).

giovedì 18 aprile 2019

Dal ghiaccio all’arte per continuare a fare impresa

Frigoriferi Milanesi, una storia di grande bellezza. Attraverso questo complesso industriale di fine Ottocento, che testimonia l’audacia economica e lo spirito imprenditoriale lombardo dell’epoca, si anima più di un secolo di storia milanese. Una storia di quelle che si rinnovano e cambiano pelle, senza tradire passione ed entusiasmo originari.
Un esempio di creatività per imparare a modificarsi e migliorare così da rimanere sul mercato nel tempo. Avanguardia da cui trarre i risultati concreti del fare impresa, come vuole “Storie di ordinaria economia”, il percorso di formazione itinerante per imprenditori della LIUC Business School diretto da Massimo Folador, docente di Business Ethics, con prima tappa proprio ai Frigoriferi Milanesi il 9 maggio 2019 (ore 14.30).

Questi gli obiettivi delle 4 tappe del percorso:

•    conoscere imprese ed enti che stanno percorrendo nuove strade e nuovi risultati con competenza e    passione

•    scoprire i valori e gli obiettivi a sostegno delle strategie di queste imprese

•    analizzare quali competenze e prassi organizzative sono all’origine dei loro risultati.

Dal ghiaccio all’arte 
 Il complesso di via Piranesi, oggi di proprietà, e sede, del Gruppo Bastogi, è costituito dal Palazzo dei Frigoriferi, nato nel 1899 come fabbrica del ghiaccio con magazzini refrigeranti destinati alla conservazione di derrate alimentari. Strategica la sua posizione, in corrispondenza dello snodo ferroviario di Porta Vittoria e del mercato ortofrutticolo.
Accanto, a completamento del comparto, nel 1923 sorge il Palazzo del Ghiaccio, splendido edificio Liberty e pista di pattinaggio dei milanesi con i suoi 1800 metri quadrati (la più grande pista coperta d'Europa), ma anche teatro di importanti appuntamenti agonistici e concerti memorabili (dal debutto di Adriano Celentano al “Festival Italiano del Rock and Roll” nel 1957, alla “Sei giorni della Canzone” con Mina nel 1959).
Il binomio Palazzo dei Frigoriferi – Palazzo del Ghiaccio rappresenta una rivoluzione per allora: due edifici in uno stesso sito industriale che legano funzioni differenti, lavoro e tempo libero, attività produttiva e commerciale, sportiva e ricreativa.
Il boom economico e gli elettrodomestici entrati nelle case degli italiani negli anni ’50 accelerano la riconversione aziendale dalla produzione di ghiaccio e conservazione di generi alimentari alla conservazione di beni preziosi, pellicce e tappeti in depositi attrezzati e sicuri.
Col tempo l'attività va oltre e si concentra sul settore arte: nel 2003 nasce Open Care, unica società in Italia ad offrire in un solo luogo servizi integrati per la conservazione e gestione di opere e collezioni d’arte, attraverso laboratori di restauro polimaterici, servizi di art consulting, trasporto, logistica e caveau.
A seguito di un importante intervento di restauro, nel 2007 il Palazzo del Ghiaccio acquisisce nuove modularità e funzioni che lo rendono uno spazio adatto ad accogliere diverse tipologie di eventi (fiere, convegni, esposizioni, sfilate di moda, serate di gala, spettacoli, concerti).
Dal 2009, dopo una riqualificazione architettonica e funzionale del Palazzo dei Frigoriferi Milanesi, si sviluppa nel complesso un centro di produzione ed elaborazione culturale che promuove manifestazioni, incontri e rassegne tematiche e ospita un nucleo di imprese e associazioni che si occupano, tra l’altro, di arte, editoria, ecologia, filosofia, innovazione (Archivio Ugo Mulas Associazione per Filippo De Pisis, Factum Foundation, Greenpeace, Marcos y Marcos, Philo – Pratiche Filosofiche, StartupItalia, per citarne alcune), oltre al ristorante La Cucina dei Frigoriferi Milanesi e a WTC – World Trade Center Milano.
Dal 2016 si apre un nuovo capitolo della storia dei Frigoriferi Milanesi con FM Centro per l'Arte Contemporanea, polo espositivo dedicato a collezioni italiane e internazionali, che integra l’offerta del complesso.

Dalla filiera del freddo, dunque, alla conservazione di opere d’arte, produzione e organizzazione di grandi mostre ed eventi, Centro di aggregazione di start up, organizzazioni internazionali, associazioni dedicate alla formazione e alla tutela dell’arte. “I Frigoriferi” continuano ad essere presenti nella storia e nella vita della città, generando valore per le imprese, la collettività e il territorio.

Per info e iscrizioni: http://www.liucbs.it/formazione-manageriale/formazione-a-catalogo/storie-di-ordinaria-economia/

Le prossime tappe del percorso, presso le realtà coinvolte, sono:
27 giugno 2019 – Storie di tradizione e innovazione: Mazzucchelli 1849 e NAU! – Castiglione Olona (VA)
24 ottobre 2019 – Storia di passione e family business: Tenuta Montemagno – Montemagno (AT)
5 dicembre 2019 – Storie di lavoro, dignità e riscatto: Istituto Penale Minorile Beccaria – Milano

mercoledì 17 aprile 2019

Imparare a “saper essere”, alla LIUC aziende a confronto sulle life skills

Quanto contano le soft skills per l’inserimento nel mondo del lavoro? Cosa chiedono oggi le aziende ai laureati, al di là delle competenze puramente tecniche? E ancora, come riuscire a superare i propri limiti, nella vita e nel lavoro?

A queste domande vuole rispondere l’evento promosso dalla LIUC – Università Cattaneo per il prossimo mercoledì 8 maggio 2019, dal titolo “Life skills in action – Costruire insieme il futuro”.
Ospite d’eccezione sarà Max Calderan, record man con 13 primati del mondo ed esploratore estremo, mental coach e sport trainer. Calderan ha sfidato in solitaria i deserti più impraticabili raggiungendo traguardi incredibili e scientificamente inspiegabili.

Seguirà una tavola rotonda in cui alcune grandi aziende si confronteranno sui temi delle life/soft skills e del talento in un mondo del lavoro che cambia. Interverranno Francesca Ginocchio (AD Swatch Group Italia), Paolo Cederle (Italian Executive Chairman and Country Manager EVERIS Spa) e Giovanna Manzi (CEO Best Western Italia). Modera Francesco Seghezzi, Responsabile area Lavoro di Open.

L’evento sarà l’occasione per presentare una novità assoluta del nuovo anno accademico 2019/20, il progetto “Life Skills in Action”: tutti gli studenti della LIUC, sia quelli iscritti ad Economia che ad Ingegneria, potranno frequentare, fin dal primo anno, un vero e proprio percorso di allenamento alla professione e alla vita, utile per affrontare con maggiore consapevolezza l’ingresso nel mondo del lavoro, approfondendo tutte le competenze che fanno parte del “saper essere”.
Life Skills in Action si basa su una logica di apprendimento prima attivo e poi induttivo, incentrato sul saper fare e poi sulla riflessione attorno alle attività svolte. Il percorso prevede: simulazioni di colloquio e assessment center per la valutazione del potenziale, attività outdoor (in mezzo alla natura, per imparare ad entrare realmente in contatto con gli altri e a mettere da parte le proprie paure), incontri ‘Learning from leaders’ (storie di lavoro e di vita di alcuni grandi top manager ma anche di campioni dello sport, esperti di comunicazione e di altri rappresentanti di mondi ‘diversi’). Sew Eurodrive, Festo, Gruppo Angelini, Wyser, Page Personnel sono solo alcune delle aziende coinvolte nella progettazione del progetto.

Al tema delle soft skills la LIUC ha dedicato anche un libro dal titolo “Soft skills per il management – Elementi essenziali per affrontare le nuove sfide” della collana Università Cattaneo Libri di Guerini Next, a cura del prof. Vittorio D’Amato insieme a Daniela Mazzara e Elena Tosca.


Mercoledì 8 maggio 2019

Programma

15.00 Registrazione dei partecipanti

15.30 Saluto introduttivo
Federico Visconti, Rettore LIUC - Università Cattaneo

15.45 Life Skills in Action
Vittorio D’Amato, Responsabile Progetto,LIUC - Università Cattaneo

16.00 “Quando qualcuno dice impossibile, sento già che lo posso fare”
Max Calderan, Record Man ed esploratore estremo

17.00 La parola alle aziende
Francesca Ginocchio, AD Swatch Group Italia
Paolo Cederle, Italian Executive Chairman and Country Manager EVERIS Spa
Giovanna Manzi, CEO Best Western Italia

Modera Francesco Seghezzi, Responsabile area Lavoro di Open

martedì 16 aprile 2019

Dottorato di ricerca alla LIUC: nuove prospettive professionali


Anche quest’anno la LIUC – Università Cattaneo mette a bando 8 posti totalmente gratuiti per il corso di Dottorato di ricerca in Management, Finance e Accounting, di cui 6 con borsa di studio pari a circa 15mila euro annui.

Aperto a laureati magistrali, il dottorato è un ottimo biglietto da visita per l’ingresso in azienda e, in particolare, per carriere internazionali in posizioni di alto livello.

Lo studio delle principali teorie economiche e di management e delle tecniche di gestione che governano e supportano il comportamento di individui, imprese e mercati costituisce il tema centrale che aggrega le diverse discipline e metodologie del Dottorato.
Tali tematiche, legate agli aspetti maggiormente al centro dell'attenzione non solo di ricercatori e accademici, ma anche del mondo industriale, aprono ai Dottori di ricerca prospettive professionali anche in ambito aziendale, della consulenza e delle professioni.
Il corso, svolto totalmente in inglese ha una forte caratterizzazione internazionale, sia per i numerosi iscritti provenienti da Università europee o extraeuropee, sia per la realizzazione dei progetti di ricerca individuali che si svolgono in parte presso enti di ricerca esteri. Nell’ultimo anno accademico sono stati numerosi i Dottori di ricerca a cui è stato riconosciuto il titolo aggiuntivo di Doctor Europaeus. E’ inoltre previsto un ulteriore sostegno economico per le attività all’estero.

Le dimensioni della LIUC e il numero contenuto di partecipanti favoriscono un rapporto personalizzato con i docenti e con un tutor dedicato per tutta la durata del percorso.
Da rimarcare, inoltre, opportunità di collaborazione con i Centri di Competenza della divisione Ricerca della Business School.

Per informazioni: http://www.liuc.it/corsi-di-laurea/dottorato-di-ricerca/  

mercoledì 10 aprile 2019

LIUC e Intesa Sanpaolo insieme per la valutazione degli asset tecnologici



 Come valutare gli asset intangibili di natura tecnologica? Questo il tema al centro del tavolo di lavoro avviato da LIUC Business School e Intesa Sanpaolo, il primo gruppo bancario italiano per capitalizzazione, numero di sportelli e quota di mercato.

Il ciclo di incontri che si è concluso in questi giorni ha visto coinvolti esperti del mondo imprenditoriale e accademico e gestori di Intesa Sanpaolo, con  l’obiettivo di unire le diverse prospettive di valutazione: quella delle  imprese (gli innovatori), quella dei potenziali finanziatori (la banca) e quella  degli studiosi del tema. La discussione ha coinvolto imprese di tre settori  particolarmente importanti nell'economia italiana e lombarda: macchine  utensili, tessile, gomma e materie plastiche. E’ stata anche l’occasione per testare un possibile metodo che si articola in 5 aree di valutazione: brevetto  e tecnologia, aspetti interni, aspetti di filiera, digitalizzazione e industria 4.0,  strategia. 

Dal confronto tra i partecipanti è emerso anzitutto che la valutazione degli  asset intangibili deve essere un processo condiviso tra banca e impresa, che richiede collaborazione e trasparenza e che deve saper catturare anche la visione, i valori, lo  spirito, la capacità innovativa dell’impresa stessa. In sintesi, la valutazione deve essere anche un momento di apprendimento, di crescita culturale condivisa, che non deve basarsi su un metodo «perfetto» ma deve essere capace di adattarsi al contesto specifico dell’impresa e della tecnologia.

Il lavoro svolto grazie alla LIUC Business School, che ha integrato diverse  prospettive e competenze, ha permesso di identificare una strada da percorrere  e delle modalità operative di lavoro per una valutazione che sia convincente e soddisfacente per tutti.

Un’iniziativa, la prima per Intesa San Paolo a livello nazionale, fortemente orientata alla valorizzazione del know how delle imprese presenti sul territorio, dalla provincia di Varese e Como all’intera Lombardia.

martedì 9 aprile 2019

Etica e lavoro: un caffè con l’autore

Secondo appuntamento con il ciclo di incontri “Etica e lavoro: un caffè con l’autore”, iniziativa
Sabato 13 aprile in Villa Jucker (ore 10), alla LIUC, si parlerà di vendita ed etica quale principale driver di successo insieme ad Alberto Aleo e Alice Alessandri, autori del libro “La vendita etica” (Franco Angeli Edizioni) e con Manuele Barbini, Regional Managing Director di Roland South Europe.

Pubblicato per la prima volta da Franco Angeli nel 2014 dopo circa due anni di ricerche e analisi, il testo di Aleo e Alessandri nasce dal desiderio dei due autori di “trovare risposte ai molti dilemmi etici che assillano i venditori, stretti tra la voglia di comportarsi correttamente con i propri clienti dando dignità alla loro professione, e l'esigenza di portare risultati”.
 
La vendita etica, sostengono: “E’ un metodo negoziale che integra l'etica in ogni fase della relazione con il cliente, lavora su l'ottenimento di risultati che non sono solo di profitto, ma anche relazionali e di valore più ampio. Non si tratta di buonismo, piuttosto di fare la cosa più giusta quella cioè che integra ed esalta gli obiettivi di tutti: clienti, venditori, ambiente e società. A volte è molto difficile ottenere tale integrazione, proprio per questo c'è bisogno di modelli di business che aiutino le persone e le organizzazioni a dare metodo alla loro azione senza improvvisare”.

Massimo Folador, docente di Business Ethics della LIUC Business School, ha costruito un percorso di formazione aperto ad imprenditori, manager e professionisti (4 tappe a partire dal 9 maggio 2019) sul valore del fare impresa etica. Ed è proprio nel corso di queste tappe, in visita alle aziende, che i partecipanti potranno attingere a modelli di business da cui prendere esempio e ispirazione.

della LIUC Business School per discutere di business etichs e riattualizzare il valore del fare impresa seguendo determinati valori. 
Si parlerà anche di questo durante il caffè con l’autore, incontro ad ingresso libero, aperto a tutti, moderato dal giornalista de Il Corriere della Sera Claudio del Frate.

Per informazioni e prossimi appuntamenti http://www.liucbs.it/notizie-ed-eventi/etica-e-lavoro-un-caffe-con-lautore-2a-giornata/

lunedì 8 aprile 2019

L’Università dei figli raccontata ai genitori

Un’opportunità per condividere informazioni e riflessioni sullo stato dell’Università oggi e su ciò che offre la LIUC ai propri studenti. Con la possibilità di incontri individuali con i docenti e visita guidata dell’Ateneo e della Residenza.
Questo e molto altro ancora è “L’Università dei figli raccontata ai genitori”, iniziativa in programma sabato 13 aprile 2019, a partire dalle ore 9, che consente ai genitori dei ragazzi che devono scegliere quale percorso di studi universitari intraprendere di conoscere la LIUC e farsi un’idea precisa delle opportunità di una laurea in Economia aziendale o Ingegneria gestionale.

Appuntamento ormai consolidato, l’Università raccontata ai genitori sa rispondere a quelle richieste di chiarimento e conoscenza che semplici informazioni in rete non riescono a soddisfare fino in fondo. Ed è indubbiamente un momento prezioso di chiarificazione e interazione con i docenti.
Durante la presentazione dei corsi di laurea, affidata al professor Massimiliano Serati per Economia aziendale e alla professoressa Raffaella Manzini, Prorettore alla Ricerca, per Ingegneria gestionale, i genitori potranno fare tutte le domande del caso. Importante anche l’ascolto dei vari servizi presenti alla LIUC, a cominciare dalle borse di studio per studenti meritevoli e dalle preziose occasioni di esperienze di studio e stage all’estero.

Da non perdere, inoltre, la visita al laboratorio i-FAB della LIUC, interessante novità nel panorama nazionale, ideato e progettato da ricercatori e docenti LIUC a sostegno degli studenti, ma anche di manager e imprenditori che, in i-FAB, frequentano corsi di formazione di spiccata attualità.
Si tratta di una fabbrica simulata in cui è possibile applicare i paradigmi dell’Industria 4.0 e sperimentare i vantaggi delle tecnologie digitali nella gestione dei processi produttivi. Qui didattica e ricerca si combinano, in pieno stile LIUC, a servizio degli studenti sia di Ingegneria Gestionale sia di Economia Aziendale.



PROGRAMMA


Bar dei Gelsi: accoglienza e welcome coffee
9.00 Info Point: Corsi di Laurea - Servizi e Opportunità
Auditorium
10.00 Saluto introduttivo
          Federico Visconti, Rettore LIUC - Università Cattaneo
10.15 Presentazione corsi di laurea
          Prof. Massimiliano Serati, Economia aziendale
          Prof.ssa Raffaella Manzini, lngegneria gestionale
         Question Time con i Docenti
11.15  LIUC: servizi e opportunità
          Borse di studio, Relazioni internazionali, Consulenza per lo studio e la ricerca, Life Skills, 
          Career Service
          A cura dei Responsabili dei Servizi
          Modera
          Michele Puglisi, Direttore Centro di Ateneo per la Ricerca Educativa-didattica CARED

Al termine possibilità di visitare la Residenza universitaria e il laboratorio i-FAB  

venerdì 5 aprile 2019

Formazione per dirigenti e docenti a sostegno degli studenti con disabilità

“Dalla scuola all’Università. Un percorso per studenti con disabilità e DSA”: è il percorso di formazione promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale Lombardo e da CALD (Coordinamento Atenei Lombardi per la Disabilità) che si terrà giovedì 11 aprile 2019 alla LIUC – Università Cattaneo.
Rivolto ai dirigenti scolastici e ai docenti referenti per l’orientamento e per gli studenti con disabilità, il percorso vuole essere un importante momento di incontro e confronto per assicurare ai ragazzi una transizione di successo dalle scuole superiori all’università.
Anche in questa seconda edizione del percorso, per la prima volta alla LIUC, saranno presenti i referenti di tutti gli Atenei milanesi che si stanno adoperando per affrontare il problema con competenza e sensibilità.
Puntare alla felicità del ragazzo e sostenere la realizzazione delle sue potenzialità sono gli obiettivi principali da raggiungere. Il lavoro da fare non manca, a cominciare da un buon orientamento al termine della scuola superiore che consideri adeguatamente le probabilità di soddisfazione e di successo nel nuovo percorso di studio. Restano, in molti casi, la complessità di diagnosi, magari anche sovrapposte, che richiedono una pluralità di supporti da mettere in campo a sostegno degli studenti più fragili e le difficoltà di adattamento di un patrimonio storico con barriere architettoniche strutturali.
Lo sanno bene i referenti per la disabilità delle varie università aderenti al CALD che si confronteranno sui supporti tecnologici e sull’organizzazione dei servizi nelle diverse sedi, ma anche sul ruolo delle famiglie e sulle scelte degli studenti.

“La disabilità è relativa, non assoluta - ricorda Elio Borgonovi, presidente CALD e senior professor presso l’Università Bocconi l’impatto sui processi di apprendimento è diverso in ogni singolo caso e per ogni studente occorre trovare le giuste misure di accompagnamento secondo un approccio personalizzato e in una prospettiva integrale, di sostegno cioè all’intera persona”.
L’attenzione delle Università non manca, la formazione in programma l’11 aprile, che continuerà con altri incontri in altri Atenei, ne è la concreta dimostrazione.


 PROGRAMMA

14.30 Saluti e interventi introduttivi
          Federico Visconti, Rettore LIUC - Università Cattaneo
          Delia Campanelli, Direttore Generale per l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia
14.50 Normativa: L. 17/1999 e 170/2010
          Stefania Leone, Università degli Studi di Milano
15.10 Entrare all’università: il ruolo delle famiglie e le scelte degli studenti
          Mara Cabrini, Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano
15.30 Autonomia e progettualità nel percorso di studi: una conquista progressiva
          Roberta Garbo, Università di Milano – Bicocca
15.50 Accompagnamento psicoeducazionale nel percorso universitario
          Anna Ogliari, Università Vita-Salute S. Raffaele
16.10 I supporti tecnologici in università
          Licia Sbattella – Politecnico di Milano
16.30 Le lingue come strumento indispensabile per l’apprendimento universitario
          Francesca Santulli – IULM
16.50 L’organizzazione dei servizi per studenti con disabilità e DSA nelle università
          Elio Borgonovi – Università Bocconi e Coordinatore CALD
17.10 Domande e dibattito

giovedì 4 aprile 2019

Carlo Cattaneo, ieri e oggi: una giornata di studi alla LIUC

Nell’ambito delle iniziative promosse dal Comitato Italo – Svizzero per la pubblicazione delle opere di Carlo Cattaneo in occasione del 150° anniversario dalla morte del pensatore lombardo, una giornata di studi nell’Università che porta il suo nome e al cui pensiero si è ispirato il Comitato scientifico che delineò il profilo didattico dell’ateneo. L’appuntamento è mercoledì 10 aprile dalle ore 9.00.

Un viaggio attraverso il pensiero di uno dei protagonisti del Risorgimento italiano, dal federalismo alla visione di sviluppo economico, dalla ricerca di collegamenti tra cultura tecnica, economica e umanistica al continuo stimolo all’innovazione. Il legame dell’Università con Cattaneo – che ebbe per primo l’intuizione di accostare ai tre elementi della scienza economica classica (materia prima, capitale e lavoro) l’intelligenza e la volontà degli uomini – è vivo nel modello formativo dell’ateneo, con una visione dell’attività di direzione d’impresa che comporta precise responsabilità sociali.

“Il fatto che l’Università sia intitolata a Carlo Cattaneo e collocata all’interno di uno stabilimento tessile – spiega il Rettore della LIUC, Federico Visconti - evoca il concetto di economia reale e l’idea di un’avanguardia del manifatturiero: in questo mondo in cui tutto sembra così liquido e si ha la sensazione che, se non si ragiona in termini di digitalizzazione si finisce per essere tagliati fuori, si può richiamare esattamente l'opposto, cioè l’importanza del manifatturiero per lo sviluppo dei posti di lavoro in Italia”. 

Il pensiero di Cattaneo si conferma portatore di messaggi di estrema attualità, che riguardano temi quali innovazione, sostenibilità, globalizzazione e multiculturalità. E ancora, di grande interesse è la sua analisi del modello formativo, in particolare della selezione dei docenti e dell’equilibrio ricerca/didattica.

“Credo – afferma il Presidente della LIUC Michele Graglia - che il sogno di Cattaneo di diffondere come grande valore la cultura del fare e dell'operatività, anche pratica e non solo puramente intellettuale, abbia oggi un significato ancor più importante. L’Università, coerentemente con la propria mission, continua nella diffusione di questo ideale, unito a una cultura dello spirito, imprescindibile per la formazione e lo sviluppo delle nuove generazioni”. 

Il convegno è destinato a studenti della LIUC e delle scuole medie superiori ma anche ad imprenditori e manager.


martedì 2 aprile 2019

Nasce l'Innovation Patent Index, nuovo indicatore della capacità innovativa di imprese e territori

Dai dati brevettuali alla capacità innovativa di singole imprese, ma anche di filiere settoriali, cluster territoriali e tecnologici, aree geografiche: nasce l’Innovation Patent Index, un indicatore di performance innovativa che si inserisce nelle attività di Technology Intelligence, finalizzate a “catturare” ed “elaborare” l’informazione tecnologica come parte di un processo che abilita l’azienda ad acquisire consapevolezza delle minacce e opportunità del contesto tecnologico esterno.

Questo nuovo strumento è frutto del lavoro del Centro sull’Innovazione Tecnologica e Digitale della LIUC Business School ed è stato presentato questa mattina al Grattacielo Pirelli nel corso di un evento organizzato dalla LIUC Business School e da Economy in collaborazione con Regione Lombardia, con gli interventi di soggetti istituzionali, docenti universitari, esperti del tema, oltre alla testimonianza di alcune imprese.

“Misurare l’innovazione è sempre difficile – ha spiegato Raffaella Manzini, Direttore del Centro sull’Innovazione Tecnologica e Digitale della LIUC Business School, illustrando lo strumento - per capire davvero come innovano le imprese bisognerebbe entrare e parlare con le persone. Consapevoli di questo, ma altrettanto consapevoli della necessità, sia per i policy maker che per i manager, di avere a disposizione misure di innovazione su base estesa, abbiamo deciso di sviluppare uno strumento costruito sui brevetti, una fonte pubblica di informazioni sull’innovazione e la tecnologia che è ricchissima e al momento sottoutilizzata. L’Innovation Patent Index, che abbiamo sviluppato con un lavoro di ricerca scientifica e con l’aiuto di algoritmi di machine learning, considera quei dati brevettuali che si sono dimostrati essere predittivi della capacità innovativa delle imprese e dei territori. E la capacità innovativa, a sua volta, è ovviamente portatrice di benessere economico e sociale, per le imprese e per i territori. Questo indice supera il tradizionale approccio basato sul “numero di brevetti” e fornisce un quadro che guarda al futuro e non solo al passato, proprio perché valuta la capacità innovativa, e non solo la performance passata”.

5 gli indicatori specifici su cui si basa questo nuovo Index, costruiti a partire da 5 insiemi di dati brevettuali: efficienza (basata sulla quantità dei brevetti, depurata del fattore dimensionale), tempo (quello dedicato alla procedura di progettazione), internazionalizzazione (numero di estensioni geografiche), qualità (numero di backword citation) e diversificazione (numero di classi tecnologiche brevettuali).

Molteplici le applicazioni possibili: questo strumento, estremamente flessibile, può essere infatti utilizzato per analizzare singole imprese, gruppi di imprese (aggregati sulla base di criteri quali area geografica, settore industriale, ambito tecnologico, dimensione, governance, filiera produttiva), ma anche filiere settoriali, cluster territoriali e tecnologici, aree geografiche. “Un’opportunità concreta – specifica Raffaella Manzini – per effettuare benchmark mirati e identificare profili di innovazione”.

La prima ricerca realizzata a partire da questo strumento ha per oggetto le province lombarde, con riferimento ai brevetti del periodo 2000-2017: in testa al ranking delle più innovative, Milano, Varese e Mantova.

“La Lombardia si conferma patria della Ricerca e dell’Innovazione. Solo nel 2018 le domande di brevetti e registrazione di nuovi marchi hanno raggiunto quota 36.000, circa il 39% del totale nazionale. Si tratta di numeri che confermano la giusta direzione delle nostre misure per favorire lo sviluppo. Basti pensare che ogni Accordo regionale per la Ricerca e dell’Innovazione realizzato produce in media almeno un brevetto – Lo ha detto il Vicepresidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala – Stiamo lavorando per promuovere l’attrattività della Lombardia e in quest’ottica diventa fondamentale riuscire ad ottenere il trasferimento della sede del Tribunale dei Brevetti da Londra a Milano. Questo rappresenterebbe un grande risultato anche in termini di indotto economico, circa 350 milioni di euro all’anno. In questa direzione studi come quello realizzato da LIUC Business School si dimostrano vitali per contribuire a valorizzare il nostro territorio” ha concluso. 

“Una delle premesse su cui due anni fa abbiamo fondato il rilancio di Economy –
aggiunge Sergio Luciano, direttore del mensile – è stata proprio la percezione della nuova consapevolezza di molte imprese anche medie e piccole circa la crucialità dell’innovazione permanente ed anche della protezione della proprietà intellettuale. Il lavoro della LIUC sui brevetti va esattamente in questa direzione”.



lunedì 1 aprile 2019

Industrial Heritage: Uno sguardo al passato e al futuro dell’impresa

Una nuova iniziativa dell’Archivio del Cinema e della Comunicazione d’Impresa della LIUC – Università Cattaneo, questa volta tutta pensata per Dirigenti scolastici e Docenti degli Istituti superiori di area disciplinare sia umanistica sia tecnico-scientifica.
Il seminario, in programma giovedì 4 aprile, alle ore 15 in Villa Jucker, si propone di approfondire il tema dell’impresa come soggetto che esiste nel tempo e che, quindi, attraversa un’evoluzione storica e incorpora in sé un’eredità che deriva dalla propria attività passata. L’obiettivo è quello di proporre una riflessione sulla natura complessa dell’impresa. Non solo entità che produce beni/servizi per il profitto, dunque, ma anche attore coinvolto attivamente nelle trasformazioni tecnologiche, sociali e culturali.
Al centro, il tema dell’Industrial Heritage con le varie forme di conservazione e fruizione del patrimonio industriale. Una risorsa per l’educazione e la divulgazione della cultura d’impresa.
A disposizione dei partecipanti saranno messi materiali utili alla preparazione di unità didattiche relative ai temi del seminario e un Attestato rilasciato dall’Università, valido ai fini dell’aggiornamento.
L’intervento di Massimo Negri, Direttore Scientifico dello European Museum Award, seguirà l’evoluzione della riflessione sul passato industriale e sulle sue testimonianze, esaminando il percorso che, dalle prime iniziative focalizzate sull’Archeologia Industriale, ha portato alle più recenti e complesse prospettive sull’Industrial Heritage. Le varie forme di conservazione e fruizione del patrimonio industriale verranno presentate con particolare attenzione alla loro funzione di risorsa per l’educazione e per la divulgazione di una matura cultura d’impresa
Il prof. Daniele Pozzi, docente LIUC e Direttore dell’Archivio del cinema industriale e della comunicazione d’impresa, introdurrà la visione del filmato industriale Il Pianeta Acciaio, realizzato da Italsider nel 1962 con la supervisione di Luciano Emmer e testi di Dino Buzzati.
Seguirà un'esercitazione che permetterà di interpretare il documentario attraverso un approccio in grado di considerare diversi piani di lettura, funzionali ad una riflessione sul tema della comunicazione d’impresa, anche grazie ad altri documenti dell’epoca (Carosello, riviste aziendali...).

Dichiara Daniele Pozzi: "Con questo seminario vorremmo offrire ai docenti un’opportunità per trasmettere alle proprie classi degli stimoli di riflessione su alcuni temi che spesso, purtroppo, vengono banalizzati dalla comunicazione dei media. Che cosa vuol dire fare impresa? Come possiamo descrivere la relazione tra impresa e Territori sul lungo periodo? Che eredità ci ha lasciato il processo di industrializzazione del nostro Paese? Ci piacerebbe offrire spunti che possano aiutare i giovani a riflettere non solo sugli aspetti materiali dei fenomeni economici, ma anche su quei particolari valori e quella particolare cultura che nascono nell’ambito della struttura organizzativa che chiamiamo impresa."

Per info e iscrizioni: http://www.liuc.it/articoli_eventi/industrial-heritage-uno-sguardo-al-passato-per-il-futuro-della-cultura-dimpresa/

Programma
14.45. Registrazione partecipanti
15.00.  Saluto introduttivo
            Federico Visconti, Rettore LIUC – Università Cattaneo
15.15  Che cos’è il patrimonio industriale?
           Massimo Negri, Direttore Scientifico European Museum Award
16.15  Il Cinema Industriale: Analisi di un Documento
           Daniele Pozzi, Docente LIUC e Direttore dell’Archivio del cinema industriale e della    
           comunicazione d’impresa visione del filmato industriale Il Pianeta Acciaio
           Esercitazione
17.15 Question time e dibattito
18.00 Chiusura dei lavori