giovedì 28 marzo 2019

Organizzazioni ambidestre: se ne parla con Maurizio Decastri, Prorettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

Aziende capaci di unire gli estremi, di coniugare l’esistente con il nuovo: si parlerà di organizzazioni ambidestre venerdì 29 marzo per il Graduation Day dell’Executive Master in Business Administration della LIUC Business School, grazie all’intervento di Maurizio Decastri, Prorettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. 
Secondo questa idea di organizzazione, le imprese devono sempre di più puntare ad una sintesi, a fronte di contesti complessi. Un buon capo, dunque, deve saper usare cuore e mente, essere un leader ma anche un manager che porta risultati, avere visione ma anche strategia. Per superare la tirannia dell’alternativa (o una strada o l’altra) e acquisire un reale vantaggio competitivo.

L’evento si svolgerà dalle ore 17.00 in Auditorium e vedrà l’intervento del Rettore della LIUC prof. Federico Visconti, del Dean della LIUC Business School Raffaele Secchi e del Direttore dell’EMBA, prof. Vittorio D’Amato.
Prima della proclamazione e del lancio del tocco, gli studenti della classe 2017/19 porteranno la loro testimonianza sull’esperienza di questo intenso percorso formativo.

L’evento sarà anche l’occasione per presentare la nuova edizione dell’EMBA, al via nel mese di ottobre. Il corso ha una durata di 18 mesi part-time, per coniugare lo studio con il lavoro. Tra gli elementi caratterizzanti, la possibilità di svolgere gli elective anche presso la IÉSEG School of Management di Parigi. E ancora, ci sarà la possibilità di confrontarsi con guru di fama internazionale per essere sempre aggiornati sui principali trend ed i più recenti sviluppi sui temi di management e leadership.
Per chi si iscrive entro il 30 aprile 2019, è previsto uno sconto pari al 10%. La stessa agevolazione è riservata alle quote dal secondo partecipante in avanti, in caso di più partecipanti della stessa azienda.


Venerdì 29 marzo 2019

Programma

17.00 Opening Graduation Day

17.15 Benvenuto                                                                                                                                       FedericoVisconti                                                                                                                                                Rettore, LIUC - Università Cattaneo                                                              

RaffaeleSecchi                                                                                                                                                      Dean, LIUC Business School                                                                  

17.30                            
L’Executive MBA                                                                                                                              
Vittorio D’Amato                                                                                                                                   Direttore EMBA, LIUC Business School      
                                                
17.45 Lectio Magistralis «Ambidextrous Organization»                                                                                                                                             Maurizio Decastri                                                                                                                                    Prorettore, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”                                      

18.10 Il saluto dell’aula Classe EMBA 2017-2019                                                             

18.30 Proclamazione e lancio del tocco

19.00 Aperitivo di networking

mercoledì 20 marzo 2019

Le parole del bene comune - Convegno alla LIUC Business School per una nuova strategia d’impresa

Obiettivo da raggiungere, risultato da mantenere e sfida quotidiana per il benessere di tutti, il bene comune trasforma anche l’impresa in una comunità di vita. Ma cos’è il bene comune? Perché oggi è una sfida economica? E perché può diventare una strategia d’impresa?
A queste domande cercherà di rispondere il convegno della LIUC Business School “Le parole del bene comune”, promosso insieme a Cdo Insubria, in programma giovedì 28 marzo alle ore 17, in Auditorium, con una tavola rotonda moderata dal giornalista Gianfranco Fabi alla quale prenderanno parte Ali Reza Arabnia, presidente e amministratore delegato di Geico Taikisha spa; Andrea Giussani, presidente della Fondazione Banco Alimentare onlus; Marco Ratti, Direzione Impact Intesasanpaolo e l’onorevole Mauro Del Barba, estensore della legge sulle società Benefit.
Le loro esperienze professionali e imprenditoriali saranno testimonianze utili a trattare il tema di fondo del convegno introdotto da Massimo Folador, docente di Business Ethics della LIUC Business School, dopo i saluti del Dean della LIUC Business School Raffaele Secchi.

“Pensa bene, di’ bene, fai bene: il motto di Zoroastro alla base della cultura persiana è la migliore sintesi di come ho scelto di comportarmi”, premette Ali Reza Arabnia, ad di Geico Taikisha spa, azienda per la fornitura di impianti di trattamento e verniciatura per le principali case automobilistiche di tutto il mondo con 52 sedi in 28 Paesi. “Sono convinto che un clima aziendale positivo e collaborativo spinga le persone a migliorare la loro soddisfazione e il loro contributo professionale. Per questo motivo ho costruito la cultura aziendale di Geico sulle fondamenta di valori come il rispetto, la correttezza e l’accoglienza. Questo approccio culturale ha una duplice funzione: nel nostro mercato, contribuisce a soddisfare le aspettative dei clienti, ma anche a migliorare le persone, la comunità e l’ambiente circostante”.

La voce della Fondazione Banco Alimentare è quella del suo Presidente Andrea Giussani: “Il bene è comune, cioè di tutti, se non dimentica nessuno, se sviluppa risorse e opportunità, senza lasciare ai margini gruppi, fasce e comunità di persone. Il Banco Alimentare, nei suoi trent’anni di presenza in Italia, ha “fatto rete” tra organizzazioni profit e no-profit, testimoniando una lotta quotidiana e silenziosa contro il paradosso delle eccedenze alimentari e la grave carenza di cibo per milioni di indigenti. L’attività instancabile delle centinaia di volontari risponde ad una necessità immediata della persona e subito ne condivide un bisogno più grande di dignità e di inclusione nella odierna società, permettendo la messa in campo delle risorse di ognuno.”

Contribuire al bene comune, dice Marco Ratti Direzione Impact  Intesasanpaolo “è, per noi, fare al meglio ciò che sappiamo fare, principalmente il credito, con l’obiettivo di includere più persone e più organizzazioni rimanendo sostenibili da 10 anni. Banca Prossima declina questa responsabilità servendo organizzazioni del Terzo Settore. Intesa Sanpaolo ha avviato l’iniziativa Impact, allargando questa logica di inclusione dei ‘primi esclusi’ a tutti i comparti dell’economia e della società italiane.”

Saranno, dunque, le parole, ma anche l’agire concreto dei relatori presenti alla tavola rotonda, a tracciare un percorso possibile per una nuova strategia d’impresa, in cui bene condiviso e utile aziendale camminano di pari passo, insieme.

Per info e iscrizioni: http://www.liucbs.it/notizie-ed-eventi/le-parole-del-bene-comune/

PROGRAMMA

16.45  Registrazione

17.00  Saluti
           Raffaele Secchi, Dean LIUC Business School

17.15  Il bene come sfida e strategia
          Massimo Folador, Docente di Business Ethics LIUC Business School

17.30  Tavola rotonda: Le parole del bene comune
           Modera Gianfranco Fabi, Giornalista economico
           Ali Reza Arabnia, Presidente e Ad Geico Taikisha Spa
           Mauro Del Barba, Onorevole estensore della legge sulle Società Benefit
           Andrea Giussani, Presidente Fondazione Banco Alimentare onlus
           Marco Ratti, Direzione Impact Intesasanpaolo

18.45  Discussione e prossimi passi

lunedì 18 marzo 2019

Riforma del terzo settore: un’iniziativa dell’Associazione LIUC Alumni

Un complesso ed articolato “riordino” della normativa che regola il terzo settore, con l’introduzione di un nuovo codice (il d.lgs. 117/2017), che ha il merito di avere raccolto il frammentato materiale esistente in un unico testo, in alcuni casi confermando la vecchia disciplina e in altri casi innovandola. La LIUC – Università Cattaneo insieme all’Associazione dei Laureati LIUC Alumni promuove un incontro con esperti del settore e professionisti per discutere delle principali tematiche affrontate dalla riforma in campo civile, contabile e fiscale, nel tentativo di individuare le opportunità e le criticità del Codice e fornire un supporto nell’affrontare i cambiamenti in atto. L’appuntamento è giovedì 21 marzo 2019 dalle ore 14.15.                                        

“Si tratta di un’importante occasione per la nostra Associazione – spiegano Alessandro Vignati e Stefania Liva, rispettivamente Segretario e Probiviro dell’Associazione LIUC Alumni – per parlare di tematiche care al mondo dei professionisti. Abbiamo raccolto e recepito le sollecitazioni degli associati, anche nella scelta di questo tema, di grande attualità”.                                                                                                                                                              
“Il convegno - afferma il prof. Giuseppe Zizzo, Ordinario di Diritto Tributario della LIUC - Università Cattaneo - nasce dalla necessità di mettere a fuoco alcuni punti della riforma del Terzo Settore che nelle sue prime applicazioni ha destato (e ancora desterà) qualche difficoltà. La prima novità della riforma è proprio quella di avere un codice, anziché la frastagliata normativa con la quale finora ci si è dovuti confrontare, ed è proprio su questo codice che ci soffermeremo nel corso dell’incontro. Sono stati regolamentati, in maniera più o meno innovativa, diversi profili: quello soggettivo (si pensi alle modifiche statutarie e organizzative e ai profili di responsabilità affrontati nel Codice), quello sostanziale (sulle attività che possono essere svolte) e, infine, i profili contabili e fiscali. A ciascuno di questi aspetti sarà dedicata la nostra attenzione, per cogliere insieme le opportunità e le criticità dei cambiamenti in atto”.
L’evento è accreditato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Busto Arsizio e dall’ Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, con il patrocinio del Consiglio Notarile di Milano. È stata presentata richiesta di accreditamento al Consiglio Nazionale del Notariato.

Giovedì 21 marzo – Auditorium

PROGRAMMA
14.15 Registrazione dei partecipanti

14.45 Saluti istituzionali
Alberto Malatesta
Direttore Scuola di Diritto, LIUC - Università Cattaneo

Marinella Latteri
Presidente LIUC Alumni, Amministratore Delegato e co-fondatore di Thymos Business & Consulting S.R.L.

15.00 Cambiamenti nel Terzo Settore: quali e perché
Fiorenzo Festi
Ordinario di Diritto Privato e Diritto Civile, LIUC - Università Cattaneo

15.30 Amministrazione e responsabilità degli Enti
Nicola Rondinone
Ordinario di Diritto Commerciale, LIUC - Università Cattaneo

16.00 La (nuova) veste del Terzo Settore: affrontare il cambiamento statutario
Davide Mascagni
Notaio in Milano

16.30 Coffee Break

16.45 Fabio Pellizzoni
Private Banker FINECO

17.00 Contabilità e revisione nel Terzo Settore
Gabriella Croci
Dottore Commercialista e revisore contabile Ordine di Varese

17.30 I regimi fiscali del nuovo Codice
Giuseppe Zizzo                                                                                                               
Ordinario di Diritto Tributario, LIUC - Università Cattaneo

18.00 Q&A

18.30 Chiusura lavori

venerdì 15 marzo 2019

Ungari Group promuove la formazione su lean e industry 4.0 con la LIUC Business School




Anche Ungari Group, azienda attiva da oltre 50 anni nel settore della movimentazione e logistica delle merci, tra le aziende protagoniste di progetti formativi “su misura” della LIUC Business School.









Al via, infatti, il prossimo martedì 26 marzo il percorso “Lean production e industry 4.0”, destinato alle aziende del network di Ungari. Il percorso si svolgerà all’interno del laboratorio i-Fab della LIUC, dove viene simulato il funzionamento di una fabbrica organizzata secondo logiche lean utilizzando molti degli strumenti propri del paradigma Industria 4.0.

Il primo seminario (le altre date previste sono 2, 9, 16 aprile e 10 maggio) vedrà un importante contributo da parte di Stefano Cortiglioni, Toyota Academy Director e Responsabile Business Unit di Toyota Material Handling Italia. L’incontro conclusivo è previsto presso la sede della Ungari Group, dove i partecipanti verranno accolti nella nuova area formativa.

“Questa     nuova      rivoluzione      industriale      non      significa    solamente digitalizzare, robotizzare o automatizzare le imprese. La vera sfida dell’Industria 4.0 – spiega Marco Ungari, General Manager Ungari - è introdurre una radicale innovazione dei processi. Per non correre il rischio di digitalizzare gli sprechi occorre tendere a processi produttivi sempre più stabili, ma anche flessibili e affidabili. Questo obbiettivo si raggiunge solamente mettendo le persone al centro della trasformazione mediante un approccio che punti a modificare la cultura organizzativa”.

Se è vero infatti che robot intelligenti, veicoli autonomi, IoT, stampa in 3D e realtà virtuale sono innovazioni che fanno già parte della nostra vita quotidiana, è altrettanto vero che le logiche lean e le tecnologie digitali non sono ancora implementate e utilizzate nel pieno delle loro possibilità dalle PMI Italiane.

Il percorso prevede un modulo dedicato alla stabilità (5S e standard work per diminuire la variabilità all’interno dei processi), uno alla qualità (problem solving per individuare ed eliminare definitivamente i problemi che inficiano la qualità degli output dei processi), uno al flusso e al bilanciamento (per garantire il raggiungimento dei target di produzione e di servizio) e uno alle tecnologie dell’industry 4.0.

“Lean e industry 4.0 – spiega il responsabile del percorso, il prof. Tommaso Rossi della LIUC Business School sono a nostro avviso legati in maniera indissolubile. Il lean è un vero e proprio prerequisito per l’industry 4.0, infatti solo se i processi sono semplici, snelli e stabili, l’azienda può davvero trarre benefici dalla trasformazione digitale. Obiettivo di tutta la nostra offerta formativa su questi temi è far comprendere il circolo virtuoso tra principi lean e quarta rivoluzione industriale e, allo stesso tempo, trasferire le metodologie che consentono di progettare e gestire le fabbriche del futuro. Partendo da questo, abbiamo strutturato un percorso particolarmente adatto alle aziende manifatturiere che fanno parte del network Ungari”.

L’i-Fab rappresenta un esempio concreto di fabbrica snella e intelligente, dimostrando i vantaggi che la combinazione di lean e tecnologie digitali può portare alle imprese indipendentemente dalla loro dimensione. All’interno dell’i-FAB i partecipanti potranno sperimentare in particolare IoT Internet of Things, Big data & data analytics, Simulazione, Robot Autonomi, Additive Manufacturing.

giovedì 14 marzo 2019

Donne e tecnologie digitali, un binomio perfetto

Diventare digital nel lavoro per migliorare le prassi quotidiane e migliorarsi: le donne lo fanno, autonomamente, mosse da passione e piacere per essere più efficaci ed efficienti e per superare, grazie all’innovazione di cui sono portatrici, sfide personali ma, soprattutto, professionali, spesso legate al lavoro in team. 

E’ quanto emerge, in sintesi, dalla ricerca inedita di Carolina Guerini, Eliana Minelli e Aurelio Ravarini, rispettivamente professore Associato di Economia e Gestione delle Imprese e di Organizzazione Aziendale le prime, e ricercatore della Scuola di Ingegneria della LIUC – Università Cattaneo l’ultimo. Gli studiosi hanno voluto indagare il fattore femminile all’interno del progetto Digital Do-It-Yourself (DiDIY), un programma avviato anni fa grazie anche al finanziamento Horizon 2020 dell'Unione Europea e realizzato dalla LIUC - Università Cattaneo nel triennio 2015-2017.
Al progetto complessivo hanno partecipato partner spagnoli, britannici e greci e una delle principali linee di ricerca, coordinata proprio dal professor Ravarini, ha approfondito il tema dell’impatto dell’evoluzione tecnologica digitale sul lavoro e sull'organizzazione aziendale.

Anche la ricerca di genere realizzata, lo scorso anno, su un campione di donne all’interno di organizzazioni complesse (grazie alla collaborazione del Comune di Milano, della LIUC – Università Cattaneo e di imprese associate a Valore Donna, Associazione che promuove la leadership femminile nel mondo delle imprese) analizza il fenomeno del Digital-do-it Yourself nell’ambito del mondo delle istituzioni e delle imprese, occupandosi quindi di DiDIYer worker.

Dai 591 questionari raccolti è emerso che l’11,8 % delle intervistate (con età media 49 anni) partecipa in maniera significativa al fai da te digitale: nella fattispecie 38 donne sono definite come DiDIYer e 32 vere e proprie maker, capaci di creare nuovi prodotti e servizi digitali senza avvalersi di alcuna collaborazione in nessuna delle fasi del processo. Si tratta di donne, per le quali le tecnologie assumono il significato di innovazione e affidabilità sebbene, allo stesso tempo, continuino a preferire le relazioni vis-à-vis rispetto a quelle mediate dalla tecnologia.

Un predittore rilevante del fai da te digitale è, secondo la ricerca, la digital literacy, mentre non appaiono significativi l’età o il tipo di organizzazione lavorativa. Tra le caratteristiche delle DiDIYer si segnala anche una formazione di livello universitario o superiore (nel 60% dei casi) che appare più elevata rispetto a quella del campione complessivo, mentre aumenta anche l’abitudine a lavorare in team (82%) e in ‘community of practice’.

La ricerca testimonia l’importanza del fenomeno del DiDIY includendo, a pieno titolo, le donne nella società digitale. Il fatto, infine, che le donne DiDIYer sviluppino autonomamente prodotti e servizi nel dominio digitale per uso professionale essendo mosse da passione e piacere conferma, inoltre, che il DiDIY è una cultura di produzione e di consumo, un fenomeno socio-tecnico e non solo una pura pratica.
 
La ricerca è stata presentata nel corso della conferenza stampa sulla terza edizione di #STEMintheCity, l’iniziativa promossa dal Comune di Milano per favorire la diffusione delle discipline tecnico-scientifiche e delle nuove tecnologie digitali come base formativa per le nuove generazioni e per rimuovere gli stereotipi culturali che allontanano le ragazze da questi percorsi di studio.

mercoledì 13 marzo 2019

Open Day lauree magistrali - Conferme e novità nei percorsi di studio alla LIUC

Presentazione delle lauree magistrali alla LIUC – Università Cattaneo nel corso dell’Open Day rivolto a tutti gli studenti di qualsiasi ateneo.
Martedì 19 marzo 2019, dalle 9 alle 11.30, sarà possibile assistere alle presentazioni dei diversi percorsi di laurea. Da quelli più tradizionali come Amministrazione, controllo e libera professione, Banche, mercati e finanza d’impresa o Economia e direzione d’Impresa, a quelli più innovativi e interamente in lingua inglese come Entrepreneurship & Innovation o International business management, senza dimenticare i focus dedicati al Management delle risorse umane e al Marketing, per Economia aziendale.

Per la Magistrale in Ingegneria gestionale si confermano, invece, i percorsi dedicati al settore sanitario e della consulenza  - Health Care System Management e Digital Consulting -  ma ci sono anche novità: Data Science per il Management, un’opportunità concreta per studiare gli strumenti tecnologici dell’Industry 4.0 e il loro impatto sui processi aziendali e Manufacturing Strategy per avvicinarsi alle strategie manifatturiere predominanti e toccare con mano il concetto di smart factory.

Nella stessa giornata, gli studenti potranno richiedere informazioni ai desk sui principali servizi e opportunità dell’Università: segreteria studenti, borse di studio, career service, scambi Internazionali, certificazioni linguistiche, consulenza per lo studio e la ricerca, attività extradidattiche e residenza universitaria.
Per preparare al meglio gli studenti alle attuali richieste del mondo del lavoro, la LIUC propone il percorso Skills & Behaviour, utile ad allenare le cosiddette soft skills, quelle competenze trasversali, slegate da uno specifico know-how tecnico, che descrivono l’abilità di una persona di interagire, di rapportarsi con gli altri e di integrarsi con il contesto di riferimento. 
Alle 11.30 sarà possibile anche la visita guidata dell’Università con gli studenti del Team di accoglienza LIUC.

Per informazioni: orientamento@liuc.it 
http://www.liuc.it/articoli_orientament/open-day-lauree-magistrali-2019-20/  

venerdì 8 marzo 2019

All’Istituto “Mosè Bianchi” di Monza i genitori si informano sulla scelta dell’università

Quanto conta il parere dei genitori nella scelta del percorso universitario da intraprendere? Come le famiglie possono essere d’aiuto in questa fase così delicata, in un panorama universitario sempre più complesso e mutevole? E infine, come districarsi tra le tante - forse troppe - informazioni a disposizione?

La LIUC – Università Cattaneo è impegnata da alcuni anni nella promozione di incontri dedicati ai genitori che desiderano informarsi sul mondo universitario sia presso la propria sede che nelle scuole.
All’Istituto Mosè Bianchi di Monza l’appuntamento è giovedì 14 marzo 2019 alle ore 18.00.

L’iniziativa è a cura della scuola in collaborazione con il Comitato Genitori.
Interverrà il prof. Michele Puglisi, Direttore del CARED (Centro d’Ateneo per la Ricerca Educativo Didattica e l’Aggiornamento) della LIUC – Università Cattaneo.
L’incontro sarà un’opportunità per riflettere sullo stato dell’università oggi e sugli aspetti di cui tenere conto nella scelta. Un confronto sempre molto apprezzato dai genitori, inevitabilmente coinvolti nella costruzione del percorso di studi dei figli e attenti alle reali opportunità di inserimento nel mondo del lavoro. Nel corso dell’incontro, Elena Galante, collaboratrice del CARED, presenterà l’offerta formativa e le opportunità offerte dall’Università (relazioni internazionali, career service, borse di studio, ecc.).

L’incontro è aperto ai genitori degli studenti iscritti all’Istituto Bianchi ma anche a tutte le altre famiglie interessate. Per info: orientamento@liuc.it
                                                                                                                                                             

mercoledì 6 marzo 2019

La Business Etichs e i nuovi modelli d’impresa - Quando il benessere fa crescere l’azienda e l’economia

L’impresa etica fa business. Genera benessere dentro e oltre le proprie mura. Parliamo del valore aggiunto del fare impresa oggi, di imprese che accanto al valore economico costruiscono valore sociale e ambientale, contribuendo ad un’evoluzione globale. E’ il valore del fare impresa etica che genera lavoro di qualità. Ma, come fare?
In virtù di questo valore la LIUC Business School promuove un percorso di formazione per imprenditori, manager e professionisti sulla business ethics ideato da Massimo Folador, docente di Business Ethics della LIUC Business School, che prende il nome dal libro dello stesso Folador Storie di ordinaria economia nel quale vengono raccolte le storie di imprese e delle loro scelte etiche in tutto il territorio italiano.

Il percorso di formazione è di 4 tappe in 4 diverse realtà che operano su un mercato in continuo cambiamento, dove la qualità del prodotto e del processo, l'innovazione, l'attenzione alle persone, alle relazioni e all'apertura al contesto territoriale locale divengono le linee guida per lo sviluppo di nuovi modelli d'impresa in cui si restituisce al lavoro il suo vero valore sociale.

Queste le 4 tappe:
•    9 maggio 2019
Storia di creatività che si trasforma nel tempo: Frigoriferi Milanesi - Milano
•    27 giugno 2019
Storie di tradizione e innovazione: Mazzucchelli 1849 e NAU! - Castiglione Olona (VA)
•    24 ottobre 2019
Storia di passione e family business: Tenuta Montemagno - Montemagno (AT)
•    5 dicembre 2019
Storie di lavoro, dignità e riscatto: Istituto Penale Minorile Beccaria - Milano
C’è una fabbrica del ghiaccio, la Frigoriferi Milanesi, che, nel tempo, cambia destinazione d'uso diventando prima un luogo dedicato alla conservazione delle derrate alimentari per poi trasformarsi in un caveau per oggetti preziosi e in uno spazio per l'arte e la cultura. Qui la creatività è competenza, in grado di ricombinare capitali vecchi e nuovi e di liberare il potere realizzativo dell'impresa e dell'imprenditore.

In un borgo ricco di storia, arte e cultura, considerato ancora oggi “l'isola di Toscana in Lombardia", nasce, a metà dell’Ottocento, la Mazzucchelli 1849, un'azienda che ha fatto dell'innovazione il suo punto di forza e di continua svolta. E proprio lo stesso luogo ha saputo accogliere altre imprese innovative, come accade oggi con NAU! una delle realtà all'avanguardia dell'occhialeria italiana.

La terza tappa è nell’astigiano, alla Tenuta Montemagno, dove un imprenditore e una famiglia hanno saputo unire le passioni per l'elettronica, il vino e l'equitazione e tramutarle in progetti imprenditoriali. E’ una storia dove emerge con chiarezza la capacità dell'impresa di valorizzare competenze e unirle a quelle energie positive che rendono unici e distintivi i risultati finali.

Infine, imprenditori all’Istituto penale minorile Beccaria per comprendere la centralità del lavoro, perno nella crescita delle persone e delle organizzazioni. Un luogo che richiede rigore e disciplina, ma soprattutto la capacità di divenire esperienza educativa per riconsegnare dignità a chi l'ha perduta, riconquistando un senso diverso del vivere attraverso il lavoro. 

Ogni tappa del percorso, oltre alla visita aziendale, prevede l’intervento di un imprenditore, di un docente della LIUC Business School e, naturalmente, di Massimo Folador, docente di Business Ethics.
Spiega Folador:Il contesto economico e sociale sta cambiando molto il modo di fare impresa, spesso alcuni modelli vengono sostituiti da altre modalità che anticipano dei trend e fanno scuola. Per questo motivo, incontrare persone e imprese innovative, sia dal punto di vista della strategia che della modalità di gestione, è il modo più concreto e più rapido, per chi fa impresa, di poter valutare come impostare la propria impresa e la propria attività nell'ottica di uno sviluppo concreto”. 

La quota di iscrizione al percorso è di 1.500 euro. Per le iscrizioni anticipate sarà previsto uno sconto del 10% se perfezionate entro il 31 marzo 2019. In caso di iscrizioni di più partecipanti della stessa azienda, è previsto uno sconto del 10% a partire dal secondo partecipante.

Per informazioni e iscrizioni: http://www.liucbs.it/formazione-manageriale/formazione-a-catalogo/storie-di-ordinaria-economia/

martedì 5 marzo 2019

Ricchezze dormienti in Lombardia: vincolo alla crescita o meccanismo di autodifesa? Rovescala e San Giorgio di Lomellina tra i comuni con maggiore ricchezza dormiente pro capite

Quanto conta in Lombardia il fenomeno della “ricchezza dormiente”? Questo accumulo di liquidità, creatosi a partire dalla crisi economica, è stata un’occasione persa? Oppure, al contrario, rappresenta un fattore potenziale di sviluppo economico ancora inespresso?
A queste ed altre domande si propone di rispondere la ricerca condotta dal Centro sullo sviluppo dei territori e dei settori della LIUC Business School con il supporto di UBI Banca, volta ad analizzare la presenza sul territorio di ricchezze, monetarie e patrimoniali, inattive sul territorio.

La “ricchezza dormiente”, ossia non destinata ad usi produttivi, rappresenta un fattore potenziale di sviluppo economico ancora inespresso. Il fenomeno appare di assoluta rilevanza anche in Lombardia, nonostante si tratti della prima regione italiana e della seconda regione in Europa per capacità di generare valore aggiunto.

Questa la top 3 dei comuni con maggiore ricchezza dormiente pro capite: al primo posto Basiglio (circa 8.000 abitanti, in provincia di Milano), mentre al secondo e al terzo Rovescala (886 abitanti) e San Giorgio di Lomellina (1050 abitanti), entrambi in provincia di Pavia.

Gli alti valori di ricchezza dormiente registrati dalla provincia di Pavia sono il segnale che il territorio ha una maggior attitudine conservativa e scarsa propensione all’investimento in attività produttive. Uno dei fattori che maggiormente determina la propensione all’investimento del territorio è la sua cultura finanziaria. L’incidenza sul territorio di persone altamente istruite è ad essa fortemente correlata e, quindi, determina la spinta verso investimenti in attività produttive. In provincia di Pavia, dunque, a valori bassi sulla presenza di «talenti» si associa elevata ricchezza dormiente. Inoltre, la scarsa urbanizzazione del territorio non favorisce dinamismo e competitività.

Ma quali sono le ragioni di questa distribuzione dei flussi di ricchezza? “Prima di tutto – spiega Andrea Venegoni, ricercatore del Centro sullo sviluppo dei territori e dei settori – i flussi vanno riferiti alle dinamiche demografiche e reddituali della popolazione. Aree maggiormente popolate e con popolazione più giovane, caratterizzate, inoltre, da una miglior dinamica reddituale sono quelle che mostrano maggior spinta all’investimento, favorendo lo ‘sblocco’ e la ‘messa a reddito’ delle risorse monetarie e patrimoniali”.

In questi anni, è stato spesso veicolato il messaggio secondo cui un eccessivo aumento delle quote di ricchezza non consumate può essere inteso come fattore negativo per un’economia: ciò porterebbe ad una contrazione della domanda interna e dello sviluppo industriale (diminuzione degli investimenti).
Se si guarda alla teoria economica, invece, sembra essere vero il contrario: meno consumi si associano spesso a maggiori investimenti, quindi crescita della domanda e della produzione.
Può succedere, però, che non tutto il risparmio accumulato in un sistema economico venga riattivato sotto forma di investimenti, ma solo una frazione di esso. Quando ciò accade si viene a creare un accumulo di “risparmio dormiente”, che ha un effetto negativo sull’equilibrio economico, non contribuendo né alla crescita della domanda (consumi) né all’espansione dell’offerta (investimenti).

È, quindi, fondamentale per i territori riuscire a bilanciare la doppia esigenza di solidità da un lato e dinamicità economica dall’altro: “La chiave per garantire crescita economica senza troppo esporsi a shock esterni – spiega Massimiliano Serati, Direttore della Divisione Ricerca della LIUC Business School – risiede, dunque, nel trovare il punto di equilibrio ottimale tra accumulazione di ricchezza e spinta all’investimento. I risultati dimostrano, infatti, come i comuni dove si è ‘risparmiato di più’ così come quelli dove si è investito, invece, quasi tutta la quota di ricchezza accumulata mostrino le performance meno brillanti in termini di resilienza e di attrattività di impresa”.
Questi risultati sono stati ottenuti partendo dalla misurazione di quale sia l’entità di questi patrimoni dormienti sul territorio, per poi analizzarne le determinanti e l’impatto sulle condizioni economiche dello stesso, come sempre adottando un focus di analisi micro-territoriale.

Oltre alle macro-evidenze già citate, a livello comunale è possibile riscontrare come ci sia stato un accumulo di capitali non destinati ad attività produttive nelle province di Varese, Como, Lecco, Sondrio, Brescia (soprattutto nell’area del Garda) e Pavia. L’area centrale che comprende le province di Milano, Bergamo e Cremona, sconfinando a sud-ovest ed includendo la provincia di Mantova, mostra una dinamica di investimento che è rimasta attiva nonostante la prolungata contrazione del ciclo economico.

Nasce l’EMBA Community: il “club” dell’Executive MBA

Nasce la Community dei manager, imprenditori e professionisti che hanno partecipato alle prime quattro edizioni dell’Executive Master in Business Administration - EMBA della LIUC Business School, percorso formativo altamente sfidante che garantisce un’effettiva accelerazione del percorso professionale e un miglioramento delle performance.

Il primo evento della Community si svolgerà giovedì 14 marzo dalle 19.30 alla LIUC presso Villa Jucker.

“Il patrimonio di relazioni che abbiamo costruito in questi anni con l’EMBA - spiega il Direttore dell’EMBA e della Divisione Master, Vittorio D’Amato - rappresenta un valore aggiunto di questo percorso. Vogliamo favorire ancor più i contatti tra i partecipanti a questa e alle altre edizioni per creare concrete occasioni di collaborazione e sinergie. Ora, con la nascita della Community, vogliamo incentivare le relazioni con incontri periodici e, a breve con una piattaforma online dedicata”.

Il 14 marzo i partecipanti saranno suddivisi in gruppi e si cimenteranno in un’attività che coniuga storytelling e cucina. Un modo per raccontare, durante l’aperitivo di networking, il cambiamento professionale e personale che l’EMBA ha portato nelle loro vite.

L’evento sarà anche l’occasione per presentare la nuova edizione dell’EMBA, al via nel mese di ottobre. Il corso ha una durata di 18 mesi part-time, per coniugare lo studio con il lavoro. Tra gli elementi caratterizzanti, la possibilità di svolgere gli elective anche presso la IÉSEG School of Management di Parigi.

Il “viaggio” dell’EMBA parte con un assessment per costruire un proprio piano personalizzato di sviluppo, a cui seguono focus su business e management model, i moduli elective e il project work finale.

Nel corso di tutto l’Executive MBA i partecipanti sono direttamente coinvolti in attività finalizzate a conoscere meglio se stessi, migliorare la propria capacità decisionale e rafforzare la capacità di relazionarsi con gli altri. Inoltre, alcune lezioni si svolgono all’interno di contesti aziendali.
E ancora, ci sarà la possibilità di confrontarsi con guru di fama internazionale per essere sempre aggiornati sui principali trend ed i più recenti sviluppi sui temi di management e leadership.

Per chi si iscrive entro il 30 aprile 2019, è previsto uno sconto pari al 10%. La stessa agevolazione è riservata alle quote dal secondo partecipante in avanti, in caso di più partecipanti della stessa azienda.

lunedì 4 marzo 2019

Antropologia della ricchezza: incontri con il filosofo Silvano Petrosino


Ricchezza, proprietà, profitto sono solo alcune delle parole chiave attorno alle quali si sviluppano gli incontri promossi dal Centro Pastorale Piergiorgio Frassati della LIUC – Università Cattaneo con Silvano Petrosino,  studioso di filosofia contemporanea e docente di Filosofia della comunicazione dell’Università Cattolica di Milano.

Gli incontri si svolgeranno sempre alle ore 18.00 nelle seguenti date:  
martedì 12, 19 e 26 marzo e martedì 2 e 9 aprile 2019.

"L’Università, al di là degli specifici corsi offerti – spiega Don Omar Cappelli, Cappellano della LIUC – deve essere un luogo di confronto e di riflessione a 360°. Per questo ci fa piacere proporre iniziative di questo tipo, aperte agli studenti, ai docenti, al personale dell’Università ma naturalmente anche a tutto il territorio, al quale vorremmo portare un contributo in termini di diffusione della cultura. Scopo di questi incontri è sondare i risvolti antropologici dell’economia attraverso un vero e proprio percorso, in cui, guidati da un filosofo di spessore come Petrosino, potremo dibattere e confrontarci”.

Negli incontri, Petrosino proporrà una riflessione approfondita sulla ricchezza, sul suo reale significato e sui diversi livelli possibili di approccio al tema. Non solo ricchezza come possesso ma prima di tutto come relazione che nasce dal contatto con altri esseri umani.
Dall’economia all’uomo in quanto individuo e soggetto, con i suoi bisogni e i suoi desideri, in rapporto allo spazio che abita. Nel tentativo di offrire una definizione di mondo, si analizzerà il significato della casa, luogo antropologico per eccellenza in cui è d’obbligo trovare leggi dell’economia su cui fare affidamento e, allo stesso tempo, abbandonare il concetto di profitto quale unica ragione della ricchezza.

Gli incontri sono aperti a tutti. Partecipazione gratuita con iscrizione obbligatoria: http://w3.liuc.it/iscrizioni/f.php?f=358http://w3.liuc.it/iscrizioni/f.php?f=358

venerdì 1 marzo 2019

Dall’Università della tua città, per affacciarsi al mondo - Premi di merito a 3 studentesse di Castellanza


Martina Trenti, iscritta al primo anno di Economia aziendale; Irene Ferioli e Federica Truisi al primo anno, invece, della Magistrale di Economia: sono loro le 3 studentesse che hanno ottenuto il Premio di Merito per l’Anno Accademico 2018/2019 da 1.750 euro ciascuno.
Un riconoscimento nato da un’Intesa tra la LIUC – Università Cattaneo e il Comune di Castellanza, in vigore dall’anno accademico 2003/2004, rivolto esclusivamente a studenti residenti meritevoli.

Giovedì 28 febbraio 2019, la cerimonia di consegna dei premi in Villa Jucker, alla LIUC, alla presenza del Rettore Federico Visconti, del sindaco di Castellanza Mirella Cerini, del consigliere comunale con delega all’Istruzione Rosangela Olgiati e della Responsabile Diritto allo Studio della LIUC Sabrina Belli.

“La cerimonia di consegna dei premi agli studenti meritevoli è l’ennesima dimostrazione di quanto il Comune di Castellanza sia impegnato a riconoscere l’impegno e la dedizione nello studio, nella consapevolezza che la formazione rappresenta un’importante opportunità di crescita. Una crescita che si sviluppa non soltanto dal punto di vista strettamente culturale, ma anche sul piano delle relazioni sociali e delle competenze individuali, nel cammino di ognuno verso la costruzione della propria identità e autonomia”, ha dichiarato il sindaco Cerini. “E’ importante sottolineare come questo impegno congiunto di Amministrazione Comunale e LIUC – Università Cattaneo, che dura ormai da 16 anni, abbia permesso di assegnare oltre 50 premi di merito a studenti residenti in città. Un traguardo importante di cui andiamo fieri”.

Il buon voto di Maturità al Liceo Linguistico “Galilei” di Legnano per Martina e il 110 e lode alla laurea triennale, rispettivamente in Bicocca e Cattolica, di Irene e Federica ha fatto la differenza per le 3 castellanzesi che ora frequentano la LIUC. 

“Dall’Università “sotto casa”, per affacciarsi al mondo: con queste parole sintetizzerei il significato della scelta di voler destinare questi premi, realizzati grazie ad un’intesa con il Comune di Castellanza, per valorizzare l’impegno degli studenti residenti più meritevoli, che scelgono di frequentare un corso di laurea offerto da un ateneo non statale, nell’Università a loro più vicina, volendo in realtà arrivare molto lontano”, ha ricordato Sabrina Belli. “Sia le ottime possibilità di collocamento lavorativo dei laureati, sia la forte internazionalizzazione dell’Ateneo costituiscono, infatti, aspetti che caratterizzano la LIUC e che risultano sempre più apprezzati nell’attuale contesto socio-economico”.