lunedì 18 novembre 2019

Genitori alla scoperta della LIUC: torna l’open day per le famiglie

Una giornata per le famiglie dei futuri studenti alla scoperta della didattica LIUC (con i corsi di Economia Aziendale e Ingegneria Gestionale) ma anche dei servizi dell’Università e dei progetti che la rendono un “caso” nel panorama nazionale.

Torna “L’università dei figli raccontata ai genitori” il prossimo sabato 23 novembre dalle ore 9.15. Agli info point sarà possibile chiedere informazioni sulle tante opportunità offerte agli studenti attraverso Relazioni Internazionali e Certificazioni linguistiche, Career Service, Diritto allo Studio, Consulenza per lo studio e la ricerca, Segreteria Studenti, Attività Extradidattiche e Residenza.

A queste si aggiunge il nuovo progetto Life Skills in Action, un vero e proprio percorso di allenamento alla professione e alla vita, utile per affrontare con maggiore consapevolezza l’ingresso nel mondo del lavoro, approfondendo tutte le competenze che fanno parte del “saper essere”.

Sono previsti poi, alle 10.15, il saluto del Rettore prof. Federico Visconti, le presentazioni dei corsi di laurea di Economia e Ingegneria a cura dei docenti (che saranno a disposizione per rispondere alle domande dei partecipanti) e un ulteriore focus sui servizi dell’ateneo, moderato dal prof. Michele Puglisi (Direttore del CARED – Centro di Ateneo per la Ricerca Educativa – Didattica della LIUC).

L’incontro è da anni un tassello fondamentale delle attività di orientamento della LIUC. Un complemento ai tradizionali open day e alle tante proposte formative per le scuole, per allineare anche i genitori sui contenuti dell’offerta LIUC e favorire una scelta più consapevole.

venerdì 15 novembre 2019

Visite senologiche per le studentesse LIUC: medici, associazioni e Università insieme per la prevenzione

Si rinnova l’appuntamento con il progetto di diagnosi senologica precoce proposto da Rotary “Castellanza”, Rotaract La Malpensa, LILT, CAOS Onlus e LIUC – Università Cattaneo.

Nei prossimi giorni, infatti, le studentesse della LIUC potranno effettuare una visita senologica gratuita presso la sede dell’Università: il 16 e il 30 novembre le visite saranno a cura dei medici dell’ASST Valle Olona, in particolare dal dottor Luigi Armiraglio e dalla dottoressa Valentina Carsenzuola, chirurghi in staff alla Chirurgia generale dell'Ospedale di Busto Arsizio, diretta dal dottor Ildo Scandroglio.
Entrambi i clinici sono parte integrante della Breast Unit dell'ASST Valle Olona (coordinata dal professor Stefano Bracelli), il Centro multidisciplinare che si occupa di patologia della mammella e che assiste la donna malata a 360 gradi. Qualora emergessero necessità di approfondimenti diagnostici, le donne verranno prese in carico dall'Ambulatorio di Senologia dell'Ospedale di Busto Arsizio, diretto dal dottor Pietro Bernasconi e coordinato da Loredana Agliuzzo.
“Asst Valle Olona promuove salute mettendo in essere interventi di prevenzione. In particolare rivolgersi alla popolazione femminile dell’Università LIUC significa contribuire a investire sulle nuove generazioni per sensibilizzarle ai temi della prevenzione e della salute - ha detto il Direttore sanitario dell’ASST Valle Olona, la dottoressa Paola Giuliani - Asst Valle Olona si impegna e agisce per tutelare la salute di tutte le fasce di popolazione: la sinergia con l'Università assume particolare significato per contribuire a rendere consapevoli i giovani e la futura classe dirigente, promuovendo stili di vita sani“.

La terza giornata di visite, sabato 14 dicembre, coinvolgerà il dottor Claudio Andreoli (Coordinatore Breast Unit) e la dottoressa Veronica Arlant (Chirurgo Senologo), entrambi specialisti di Humanitas Mater Domini. L’Istituto, da sempre attento alla prevenzione, ha colto questa importante opportunità per sensibilizzare le donne, in particolare le giovani ragazze, sull’importanza dei controlli e della diagnosi precoce.
Per tutte le studentesse per le quali si rendessero necessari ulteriori approfondimenti, gli specialisti dell’Istituto resteranno a disposizione per guidarle nel percorso.
La Senologia dell’Istituto, infatti, assicura alla paziente un percorso di cura ed un approccio clinico integrato e multidisciplinare (dalla diagnosi al follow up) e fa parte della “Breast Centres Network”, la prima rete internazionale di centri di senologia, il cui obiettivo è favorire la collaborazione clinica e scientifica fra i centri specializzati di tutto il mondo. .
Direttore Sanitario: Dr. Norberto Silvestri
Un’opportunità importante per sensibilizzare le più giovani, che hanno risposto positivamente (i posti sono già quasi esauriti).

“Questa iniziativa - spiega Eliana Minelli, docente LIUC e delegata del Rettore per l’inclusione - rappresenta un esempio efficace di collaborazione tra pubblico e privato, per offrire un servizio di valore sul territorio in un ambito così delicato come quello della prevenzione delle malattie oncologiche. Non solo: l’Università vuole lavorare su una autentica crescita culturale dei suoi studenti e di tutta la comunità. Per raggiungere l’obiettivo, essenziale è il contributo delle due realtà sanitarie coinvolte, che hanno generosamente messo a disposizione le loro risorse professionali, così come delle associazioni, che stanno mobilitando tutte le loro energie”.

mercoledì 13 novembre 2019

A lezione di Debate come percorso per la Cultura d’Impresa

L’Archivio del cinema industriale e della comunicazione d’impresa e Fondazione Dalmine, in collaborazione con Società nazionale Debate Italia, Museimpresa e Fondazione Merlini, propongono una giornata (gratuita) di studio e aggiornamento per docenti delle Scuole Superiori finalizzata all’applicazione della metodologia Debate all’approfondimento di temi di cultura d’impresa nella Scuola Secondaria.
L’appuntamento è giovedì 21 novembre 2019 (dalle ore 9.30 alle 16) alla LIUC – Università Cattaneo.

Si intende proporre un approccio innovativo ai temi economici e sociali che coinvolgono l’impresa; argomenti che l'opinione pubblica e, in particolare, i giovani, percepiscono come rilevanti anche nel proprio quotidiano, ma che sono spesso poco conosciuti o affrontati in maniera superficiale.
Per questi obiettivi, risulta particolarmente stimolante un dialogo con gli esperti del Debate, metodologia didattica in grado di favorire lo sviluppo di capacità argomentative e di approfondimento particolarmente indicate per approcciarsi a temi complessi e a problemi per i quali non esiste una soluzione univoca.

L’incontro vedrà una dimostrazione di Debate a cura degli studenti della rete WeDebate.
Un altro elemento che si intende valorizzare è la conoscenza degli strumenti indispensabili per la comprensione dei temi dell’impresa, sia in una prospettiva di applicazione alle problematiche contemporanee, sia con un obiettivo di studio storico – culturale.
Sarà rilasciato un Attestato di Partecipazione valido ai fini dell'aggiornamento.
L’evento fa parte della Settimana della Cultura d’Impresa Confindustria.

Per informazioni e iscrizioni: http://www.liuc.it/articoli_eventi/il-debate-come-percorso-per-la-cultura-dimpresa/

martedì 12 novembre 2019

Celebriamo Leonardo - Il grafene: scienza, tecnologia, innovazione e futuro

Grafene, una grande invenzione.
Nell’ambito delle celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, organizzate dalla Città di Castellanza, c’è l’appuntamento con il grafene, in programma martedì 19 novembre 2019 alla LIUC – Università Cattaneo (ore 17, aula Bussolati). Un materiale innovativo con diverse e numerose potenzialità di utilizzo che potrebbe trasformare tutti i settori più tecnologici: dall’energia, all’elettronica, alla meccanica.
“Il grafene incarna molto bene la definizione di enabling material: è infatti molto più di una materia prima, perché ha la straordinaria caratteristica di migliorare le proprietà esistenti dei materiali a cui viene aggiunto e di introdurne di nuove”, evidenzia l’ingegner Giulio Cesareo che da anni ne studia e sviluppa l’utilizzo.
Sarà lui una delle voci della tavola rotonda prevista alla LIUC, moderata dal vicedirettore di Varesenews Michele Mancino, dal titolo “Il grafene: scienza, tecnologia, innovazione e futuro”.
Oltre all’ingegner Cesareo, Founder e Ceo Directa Plus Spa, interverranno:
Riccardo Comerio, Presidente della LIUC e Amministratore Delegato della Comerio Ercole Spa; Roberto Grassi, Presidente e Amministratore Delegato della Alfredo Grassi Spa e Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese; Raffaella Manzini, Prorettore alla Ricerca della LIUC. 
Ci sarà molto da imparare. “L'altro aspetto unico del grafene è la sua multidisciplinarietà – annota Cesareo - può essere impiegato in moltissimi settori, dall'elettronica al medicale, dall'ambiente al tessile. Proprio su queste due ultime applicazioni si sta concentrando molta della ricerca di Directa Plus: i capi con Graphene Plus sul tessuto e nelle membrane sono già sul mercato da qualche anno e si distinguono per il grande comfort termico che apportano all'utilizzatore, oltre che per le loro caratteristiche batteriostatiche. Si tratta di prodotti ecosostenibili e certificati sicuri da laboratori indipendenti e dermatologicamente testati. Crediamo infatti che l'innovazione tecnologica debba sempre andare di pari passo con la trasparenza nei confronti del consumatore e alla sua tutela”.

Per informazioni e iscrizioni: http://www.liuc.it/articoli_eventi/il-grafene-scienza-tecnologia-innovazione-e-futuro/  

giovedì 7 novembre 2019

Immatricolazioni alla LIUC: boom delle lauree magistrali



+ 16% nelle immatricolazioni alle lauree triennali tra il 2015/16 e il 2019/20 e + 81% nelle lauree magistrali: i numeri della LIUC – Università Cattaneo si confermano positivi non solo con riferimento all’ultimo anno ma guardando al medio periodo.

“Il primo dato che ci conforta – spiega il Rettore Federico Visconti – è l’incremento complessivo della popolazione studentesca negli ultimi 4 anni, pari a circa il 40%. Entrando nel dettaglio dei dati, si conferma l’esistenza di due ‘mercati’ distinti nel mondo universitario, quello delle lauree triennali e quello delle magistrali”.

Quali, dunque, le ragioni della scelta al triennio? Nel confronto quotidiano con gli studenti, si rileva che per molti è stata determinante la concreta possibilità di fare un’esperienza internazionale, dagli scambi in Europa ed extra Europa all’opportunità di seguire corsi in lingua. In particolare, scegliendo il percorso Business Economics di Economia gli studenti frequentano l’intero triennio in inglese ed effettuano due semestri all’estero, mentre ad Ingegneria è possibile seguire il secondo e terzo anno in lingua.

Ancora, a convincere studenti e famiglie è la qualità delle strutture (la classifica CENSIS assegna a LIUC il punteggio massimo su questo aspetto), unita a servizi realmente efficienti e vicini allo studente, che può sentirsi totalmente a ‘casa’. In questo senso, fondamentale anche il ruolo della Residenza Universitaria interna al Campus, con oltre 400 posti a disposizione: una soluzione che permette agli studenti fuori sede di organizzare più efficacemente la loro vita da universitari, soprattutto nei primi anni.

Lo scenario cambia alla laurea magistrale, in cui la LIUC, come si evince dai dati, registra performance addirittura eccellenti: “Agli studenti LIUC che proseguono nel loro percorso - continua Visconti – si aggiungono quelli provenienti da altri atenei: le ragioni della scelta sono tante, ma prima di tutte c’è la maggiore consapevolezza maturata dopo i primi 3 anni, che porta ad informarsi e a fare scelte più ponderate. Per la LIUC, conta molto la capacità di collocare rapidamente i laureati nel mondo del lavoro, fattore essenziale per un ‘cambio di rotta’. Tutto questo grazie alla reale vicinanza al mondo delle imprese e al lavoro del nostro Career Service: a fare la differenza sia l’approccio durante il percorso di studi che l’attenzione a supportare nel tempo i nostri laureati”.

Più in generale, tra i progetti distintivi che stanno favorendo un nuovo e più alto posizionamento dell’ateneo nel panorama universitario italiano, c’è il percorso Life Skills in Action, progettato per preparare al meglio gli studenti ad affrontare l’attuale complessità e competitività del mondo del lavoro e, in particolare, per allenare le soft skills. Gli studenti si cimentano in attività sulla crescita della personalità, lo sviluppo della leadership, la risoluzione efficace e creativa dei problemi, il riconoscimento e la gestione delle emozioni.

E ancora, l’i – FAB, la fabbrica simulata 4.0 dove ci si allena ad operare nel contesto di un’impresa “intelligente” e snella. E, non da ultimo, la ricerca. Una componente determinante della mission di un ateneo che assume ulteriore valore quando diventa, come accade per la LIUC, fonte di arricchimento per la didattica. Dagli studi sull’economia dei territori alle tante analisi sul settore della logistica, anche grazie alla LIUC Business School, tutto questo è messo a servizio degli studenti e degli stakeholders.

martedì 5 novembre 2019

Un mondo senza pallet … è sostenibile?

La sostenibilità in tutti i suoi aspetti, ambientale, sociale ed economica unita allo sviluppo dell’economia circolare sta portando le aziende a rivedere i propri processi logistico-produttivi adottando, laddove possibile, strategie di ottimizzazione e innovazioni in chiave green.
Analogamente a quanto ha rappresentato il container per gli scambi marittimi internazionali, anche il pallet rappresenta il cambiamento che ha rivoluzionato il modo di fare logistica.
Ma, qual è il valore generato dal pallet? E a quanto ammonta?
Il Centro sulla Logistica e il Supply Chain Management della LIUC Business School, in occasione dei 20 anni dall’introduzione del pallet EPAL in Italia, ha svolto, con il patrocinio di Conlegno, una ricerca finalizzata a quantificare il risparmio che l’introduzione del pallet ha portato nei moderni sistemi economico-industriali. 
La ricerca, che verrà presentata ufficialmente il prossimo 7 novembre a Rimini nel corso dell’evento “Pallet Day” presso la fiera Ecomondo, è stata condotta da un team di ricercatori della LIUC con il supporto di una coppia di studenti in Ingegneria gestionale a cui verrà conferito il premio di laurea da parte di Conlegno.

Partendo da uno scenario surreale di un mondo in cui la logistica avviene senza pallet, la ricerca dimostra quanto costerebbe di più alle aziende e al Sistema Paese movimentare, trasportare e stoccare le merci per il settore dei beni di largo consumo che annualmente utilizza più di 80 milioni di pallet.
Basandosi sull’analisi dei costi differenziali relativi ai diversi scenari, è stato sviluppato un modello di confronto che dimostra come, attraverso l’adozione del pallet in legno, le aziende del settore del largo consumo possano risparmiare.

Durante il “Pallet Day” verranno comunicati dati e dettagli emersi dalla ricerca, a cominciare dal vantaggio complessivo per l’economia nazionale e dai benefici sulla salute degli operatori di magazzino.

Per ulteriori informazioni: http://www.liucbs.it/notizie-ed-eventi/il-valore-del-pallet-nella-ricerca-del-centro-sulla-logistica-e-il-supply-chain-management/

martedì 29 ottobre 2019

Manager oggi, il capitale umano che fa la differenza

In un contesto competitivo odierno quanto mai sfidante, il tema delle competenze manageriali è cruciale. Vale per le grandi imprese e altrettanto per le innumerevoli piccole e medie realtà imprenditoriali che caratterizzano il tessuto industriale del Varesotto. Stessa pressione competitiva, ma spesso mancano risorse adeguate, non tanto sotto il profilo finanziario quanto di un capitale umano capace di guidare tali realtà verso una crescita profittevole.

Quali caratteristiche deve avere il capitale umano per consentire alle imprese, sia grandi sia piccole, di competere efficacemente?
E quanto sono “distanti” i manager delle piccole da quelli delle grandi? Possono dialogare fra loro? Si generano opportunità di sviluppo professionale che favoriscano il travaso di risorse umane fra aziende di dimensioni differenti? 

Il progetto di ricerca
Nel tentativo di rispondere a queste domande e con il fine ultimo di formare capitale umano per lo sviluppo delle piccole e medie imprese, Federmanager Varese ha avviato il progetto “Manager oggi: opportunità di sviluppo professionale e occupazionale nel modello di relazione fra Pmi e Grandi imprese e viceversa”, in collaborazione con LIUC Business School, l'Ufficio Studi di UNIVA Varese e 4.Manager.
Un’occasione per contribuire alla realizzazione degli obiettivi di politiche attive di 4.Manager, coinvolgendo alcuni manager non occupati su progetti di sviluppo ad hoc per le imprese del territorio.

Il progetto sarà presentato martedì 5 novembre 2019, ore 17, in Villa Jucker alla LIUC Business School.

Il piano di lavoro
I più recenti studi di management sono concordi nel ritenere che, per competere efficacemente, le competenze tecniche-procedurali restano fondamentali, ma suggeriscono anche di porre l’attenzione su capacità manageriali di natura cognitiva e relazionale
Focalizzando l’attenzione proprio su questo genere di competenze, il progetto pone innanzitutto a confronto due gruppi di manager, rispettivamente alla guida di PMI e di grandi imprese, per coglierne i tratti salienti e distintivi.
L’esito del confronto stimolerà, poi, riflessioni e iniziative formative volte a favorire il dialogo fra le due tipologie di manager e lo sviluppo professionale dei soggetti coinvolti.   

Per info: http://www.liucbs.it/notizie-ed-eventi/manager-oggi-un-confronto-tra-piccole-e-grandi-imprese/

venerdì 25 ottobre 2019

Innovazione e competitività nelle PMI, chiusa la prima fase del progetto R.I.S.I.CO.

Si è concluso il ciclo di workshop sul territorio insubrico del progetto R.I.S.I.CO. (Rete Integrata di Servizi per l’Innovazione e la Competitività) a favore dei processi di innovazione e digitalizzazione nelle PMI italiane e svizzere, volto a migliorarne la competitività e a favorire la collaborazione transfrontaliera tra le aziende.
Inserito nel Programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera 2014 -2020, il progetto mira, con servizi personalizzati, ad accompagnare le aziende dei settori Meccatronico, Tessile/moda e Scienze della vita nelle attività di   mappatura dei processi, analisi di ruoli critici e sviluppo di competenze chiave per l’innovazione.
L’ultimo incontro è stato dedicato alle aziende operanti nel settore delle scienze della vita e si è svolto all’Insubrias Biopark, in collaborazione con il progetto Bionet (il cui scopo è quello di creare una piattaforma transfrontaliera di soggetti che collaborano nella realizzazione di servizi e soluzioni innovativi nel settore del biotech e medtech), anch’esso finanziato dal programma Interreg. 

I ricercatori della LIUC, con i partner del progetto, hanno presentato alle aziende le prime risultanze delle ricerche (trend e sfide per i prossimi 5 anni dei tre settori coinvolti) e offerto a 40 tra le 100 PMI partecipanti al ciclo di workshop l’opportunità di beneficiare di un servizio di assessment del proprio processo di innovazione, con evidenza di eventuali aree di debolezza e soluzioni su misura da poter adottare.
Non solo. Tra queste 40 aziende della provincia di Varese, Como e del Canton Ticino saranno poi selezionate le 24 (tra cui 7 del Varesotto) che beneficeranno gratuitamente di un percorso di coaching su un progetto di innovazione. 
Per tutte le altre, non passate alla fase di coaching, resta comunque valida la possibilità di un report di analisi del proprio processo di innovazione.

In definitiva, il progetto R.I.S.I.CO. finanziato dal programma di cooperazione Interreg è un’ottima occasione per le piccole e medie imprese per prendere coscienza della propria capacità di guardare al futuro e migliorare competenze organizzative e culturali per l’innovazione. Senza alcun costo.

Il progetto Bionet, tramite la condivisione di infrastrutture e competenze presenti sul territorio, stimola la ricerca, l’innovazione e l’accesso al mercato biotech e medtech. L’obiettivo di Bionet è quello di supportare la filiera della ricerca e sviluppo nella creazione di nuovi prodotti e processi tramite la creazione di un ecosistema di fornitore di servizi per la ricerca, estesi sul territorio insubrico, supportati da una piattaforma per la condivisione di risorse, conoscenze ed opportunità di crescita e sviluppo.
Gli impatti attesi dal progetto BIONET sono:
•    Potenziare la collaborazione tra imprese ed istituti presenti sul territorio
•    Rafforzare la competitività e la capacità d’internazionalizzazione delle MPMI del settore bio/med- tech
•    Ridurre il Time To Market di prodotti e servizi accorciando tempi di ricerca, sviluppo e    
     certificazione.
Grazie alla piattaforma www.bionetplatform.eu le aziende del settore Scienze della Vita potranno trovare un sostegno importante allo sviluppo proprio, della propria ricerca e dei propri prodotti e servizi.

Per ulteriori informazioni:
https://www.myecole.it/ooc/risicohttps://www.myecole.it/ooc/risico
www.bionetplatform.euwww.bionetplatform.eu

mercoledì 23 ottobre 2019

Imprese familiari nel calzaturiero: i casi delle imprese venete, Formificio STF e Moda Di Fausto



Primo produttore di calzature nell’Unione Europea e undicesimo per numero di paia nel mondo, l’Italia è un riferimento per il settore calzaturiero e molte delle sue imprese sono di natura familiare. A loro è dedicato l’ultimo libro della collana Università Cattaneo Libri di Guerini Next, “L’impresa calzaturiera di famiglia. Storie di una generazione che innova”, curato da Valentina Lazzarotti (professore associato della Scuola di Ingegneria Industriale) e Federico Visconti (Rettore della LIUC – Università Cattaneo). In linea con il precedente volume dedicato alle imprese familiari (“Family Up – Il giovane imprenditore tra continuità e cambiamento”), il libro è un viaggio attraverso 11 casi di eccellenza del settore. PMI collocate in varie zone d’Italia (le Marche la fanno da padrone, ma non mancano aziende lombarde, venete, campane, toscane), che coprono tutti le fasi della filiera, dal formificio alla conceria, dai produttori di suole a quelli di tacchi.

Tra le imprese raccontate nel libro anche due casi di aziende venete, ovvero il Formificio STF di Strà e Moda Di Fausto di Vigonovo.

“Prodotti di alta precisione e con tempi di consegna sfidanti”: è questa la sintesi del modo di lavorare che sta alla base del Formificio STF nelle parole di Alessandra Tripodi, seconda generazione alla guida dell’azienda. Una realtà nata nel 1971 come piccolo laboratorio artigianale e oggi articolata in tre stabilimenti fra Strà e le Marche. Con la crisi del 2008, inizia una riorganizzazione dell’assetto proprietario, anche con il coinvolgimento di un manager/socio esterno. Elemento chiave della recente storia aziendale è l’investimento per migliorare la produzione, in particolare su sistemi CAD/CAM, digitalizzazioni ottiche/laser, tagli laser, macchine a controllo numerico e processi altamente automatizzati. I modelli/prototipi rimangono invece in legno, segno che la duttilità di questo materiale, unita alla bravura dell’artigiano/modellista, è ancora assoluta protagonista. In azienda rimangono due generazioni a confronto: Alessandra e il fratello da una parte e il padre Aldo dall’altra. Attualmente circa il 10% del fatturato viene investito in R&S e dal 2014 è attivo un contratto di rete con aziende della filiera per individuare progetti innovativi a cui partecipare attraverso l’adesione a bandi.

Anche Moda Di Fausto inizia la sua avventura negli anni ‘70, grazie alla spinta imprenditoriale di Fausto Ballin e della moglie Mariarosa Piacentini. Con loro, oggi, anche i figli Gilberto e Giorgia. Un’impresa in cui le relazioni affettive hanno un grande peso, come si evince dalle parole di Fausto: “L’azienda bisogna portarla per mano come avessero un bambino tutti i santi giorni”. Tre i principali elementi di competitività: comodità della scarpa, design di prodotto, miglioramento dei macchinari. Peculiarità nell’organizzazione interna la scelta di un ufficio stile esterno per un contributo sull’andamento dei trend, che ha portato a un riscontro positivo da parte dei clienti e a un vero e proprio rinnovo del campionario. Inoltre, Gilberto ha stretto una partnership - per incentivare la formazione dei dipendenti – con il Politecnico Calzaturiero e la struttura di formazione, trasferimento tecnologico e servizi del distretto calzaturiero della Riviera del Brenta.

“Il volume – spiega Valentina Lazzarottinasce da un’iniziativa dell’associazione di categoria, Assocalzaturifici, che con questo studio ha voluto mettere in luce le eccellenze del comparto, analizzandone dinamiche e strategie. Da una parte c’è il tentativo di fronteggiare la crisi contenendo i costi anche attraverso l’automazione dei processi, dall’altra la necessità di “restare artigiani”, per garantire il bello del design italiano che rende queste aziende partner insostituibili per le grandi griffe di moda. In questo contesto, si inseriscono le dinamiche tipiche delle imprese familiari”. 
A questo proposito, a guidare le scelte di innovazione dei giovani imprenditori, rispetto ai loro predecessori, ci sono cinque classi di obiettivi che la letteratura specialistica indica come tipici delle imprese familiari: controllo e influenza familiare sull’impresa, identificazione e senso di appartenenza, attenzione alla creazione di legami duraturi con i diversi stakeholder, attaccamento emozionale fra i membri della famiglia, desiderio di conservazione della dinastia familiare.

Questi obiettivi assumono una connotazione particolare nei giovani intervistati e sono in grado di attivare alcune determinanti di innovazione (in termini di allocazione delle risorse, strutture e sistemi, apprendimento organizzativo), a loro volta generatrici di dimensioni di innovazione, osservabili come cambiamenti nel modo in cui l’innovazione stessa è organizzata o nei risultati che essa produce (nuovi prodotti, nuovi business model, nuovi processi produttivi, ecc.).

“Oltre alle scelte di gestione dell’innovazione e ai suoi risultati, dai casi analizzati – continua Valentina Lazzarotti – emergono altri numerosi aspetti, come l’internazionalizzazione di queste imprese, il coinvolgimento di soggetti esterni alla famiglia, il ruolo delle donne ai vertici.

Oltre a Formificio STF e Moda Di Fausto, le altre imprese che si sono raccontate nel volume sono Suolificio Mannini Romano, Vittorio Virgili, Calzaturificio Gardenia, Missouri, Calzaturificio Brunate, Tedeschi Calzature, Loriblu, Conceria Sicerp e Tacchificio Villa Cortese.

“Sembra prender forma – spiega il Rettore Federico Visconti nelle conclusioni del volume – una ‘via calzaturiera all’innovazione’, i cui ingredienti fondamentali sono da ricercarsi nelle modalità con cui vengono attivate le determinanti dei processi innovativi, nell’apertura sistematica al contributo di attori terzi, nella tensione a collegare le azioni intraprese ai risultati conseguiti, nel perseguimento di un nuovo punto di equilibrio tra interessi della famiglia proprietaria e obiettivi di sviluppo dell’impresa”.

Per Assocalzaturifici, l’incoraggiante fotografia del settore offerta da questo volume può sollecitare le aziende al cambiamento e offrire alcune strategie su cui riflettere. Se, infatti, è indispensabile un cambio di paradigma verso logiche aziendali, queste non devono dimenticare l’origine familiare ma devono anche orientarsi verso forme manageriali, aperte a collaborazioni esterne e attente all’evoluzione del mercato.

Lo sviluppo di conoscenze nell’ambito delle imprese familiari sta alimentando alla LIUC anche un nuovo percorso formativo, dal titolo Family Business Management, inserito nella laurea triennale di Economia Aziendale, con insegnamenti specifici offerti in lingua inglese.







lunedì 21 ottobre 2019

Project Management per gestire la complessità aziendale: un nuovo percorso della LIUC Business School

Lavorare per progetti è una strada sempre più battuta per gestire la complessità. Per questo le aziende hanno “fame” di project manager, capaci di individuare soluzioni innovative ai problemi e di integrare il contributo di diverse competenze e professionalità.

La LIUC Business School risponde a questa esigenza, sempre più forte anche tra le PMI del territorio, con il corso Strategic Project Management.

“Le nostre aziende - spiega il Direttore del corso, prof. Andrea Martonehanno bisogno di persone che sappiano definire obiettivi chiari e concreti, ma anche tempi e costi. Un modello di lavoro ben preciso, che oggi può e deve essere adottato da figure anche molto diverse fra di loro e a tutti livelli. In altre parole, se l’azienda sceglie questa strada, tutti devono allinearsi. E qui entra in gioco il nostro corso”.

Con l’obiettivo di dare il la ad un’iniziativa più ampia: “Su questo tema – spiega Martone – ci si limita troppo spesso a una formazione strettamente tecnica ed esaurita in poco tempo. La nostra idea è quella di creare una community attorno al mondo del project management, con incontri di aggiornamento per alimentare il dibattito”.

Destinatari del corso sono manager e tecnici che nella loro attività lavorativa operano all’interno di gruppi di progetto.

Il percorso prevede una prima parte tecnica su definizione del budget, analisi dei rischi e sviluppo del piano delle comunicazioni, seguita da due moduli dedicati agli elementi più strategici e gestionali. Nel dettaglio, uno sull’organizzazione e gestione del team di progetto e uno sulle dinamiche economico – finanziarie dei progetti.

Il percorso è propedeutico all’esame per la certificazione PMP - Project Management Professional del Project Management Institute, sempre più richiesta in svariati settori (es. farmaceutico, aerospaziale ecc).

Le lezioni si svolgono in formula weekend (venerdì e sabato), per un totale di 18 giornate, da aprile a novembre 2020.

E’ possibile iscriversi anche a singoli moduli. Per le iscrizioni anticipate (entro il 31 gennaio 2020) è previsto uno sconto del 10%. 

mercoledì 16 ottobre 2019

Il Professor Visconti nel Comitato di indirizzo e coordinamento dell’Istat

Il Professor Federico Visconti, Rettore della LIUC, è stato nominato nel Comitato di indirizzo e coordinamento dell’informazione statistica, in rappresentanza del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

L’organo collegiale dell’Istat governa il Sistema statistico nazionale, esercita funzioni direttive nei confronti degli uffici di statistica e delibera il Programma statistico nazionale. E’ composto da 15 membri, tra i quali due Professori Ordinari di ruolo di prima fascia in materie statistiche, economiche e affini. 
Mercoledì 16 ottobre 2019 il primo incontro del Comitato presso la sede Istat di Roma.
Questa nomina, dichiara Visconti al termine della riunione di oggi, è “un onore e una responsabilità, nel contesto di una istituzione che svolge un compito di grande importanza per la crescita socio-economica del Paese. Per me rappresenta un’opportunità di apprendimento professionale e di networking istituzionale che potrà generare riflessi positivi anche per il nostro Ateneo”.

“In viaggio verso il futuro”: torna l’open day della LIUC – Università Cattaneo

Una giornata per scoprire la LIUC – Università Cattaneo e ascoltare dalla voce degli studenti l’esperienza dell’università, dalle lezioni agli scambi internazionali, dai laboratori agli stage.
L’appuntamento per l’open day autunnale della LIUC è giovedì 24 ottobre a partire dalle ore 9.
I partecipanti potranno accedere agli info point, dedicati ai corsi di Economia Aziendale e Ingegneria Gestionale e ai principali servizi dell’Università (oltre al nuovo percorso Life Skills in Action sulle soft skills, ci saranno segreteria studenti, borse di studio, attività extra didattiche, residenza universitaria, Career Service, scambi internazionali, certificazioni linguistiche e consulenza per lo studio e la ricerca).
E’ prevista poi una presentazione dell’offerta formativa e delle tante opportunità garantite agli studenti, a cura del Servizio Orientamento.
Fulcro dell’open day sarà la tavola rotonda con studenti LIUC, che, stimolati dal Rettore Federico Visconti, offriranno il loro punto di vista sull’Università e saranno a disposizione per domande.

Si prosegue poi con un tour all’interno del Campus e un pranzo nella mensa LIUC. Nel pomeriggio, sarà possibile effettuare il test di ammissione al corso di laurea in Economia, riservato a coloro che conseguono un voto di maturità inferiore a 85/100 (per gli altri l’ammissione è diretta).

Per gli interessati ad Ingegneria, continuano invece le sessioni del Test TOLC-I (CISIA) obbligatorio per tutti. Prossime date, 18 ottobre e 7 e 26 novembre.


Giovedì 24 ottobre 2019

Programma

9.00 Registrazione dei partecipanti
Visita agli Info Point

Aula C 229
9.30
LIUC: percorsi di studio, opportunità e servizi                                                                                          Antonella Coloru, Orientamento LIUC

10.15 “In viaggio verso il futuro”                                                                                                              Tavola rotonda con gli studenti delle Scuole di Economia e Ingegneria
Modera Federico Visconti, Rettore LIUC

12.00 Visita guidata del Campus Universitario e pranzo presso l’area ristorazione LIUC

15.00 TEST DI AMMISSIONE
Economia aziendale: aula C 229
Le operazioni di registrazione dei candidati inizieranno 30 minuti prima dell’inizio delle prove



TEST DI AMMISSIONE
Ingegneria gestionale: 18 ottobre - 7 e 26 novembre
Test TOLC-I (CISIA) obbligatorio per tutti                                                                                               Altre date su www.cisiaonline.it

Tedeschi Calzature di Casandrino (Napoli): un’azienda che innova restando artigiana

Primo produttore di calzature nell’Unione Europea e undicesimo per numero di paia nel mondo, l’Italia è un riferimento per il settore calzaturiero e molte delle sue imprese sono di natura familiare. A loro è dedicato l’ultimo libro della collana Università Cattaneo Libri di Guerini Next, “L’impresa calzaturiera di famiglia. Storie di una generazione che innova”, curato da Valentina Lazzarotti (professore associato della Scuola di Ingegneria Industriale) e Federico Visconti (Rettore della LIUC – Università Cattaneo). In linea con il precedente volume dedicato alle imprese familiari (“Family Up – Il giovane imprenditore tra continuità e cambiamento”), il libro è un viaggio attraverso 11 casi di eccellenza del settore. PMI collocate in varie zone d’Italia (le Marche la fanno da padrone, ma non mancano aziende lombarde, venete, campane, toscane), che coprono tutti le fasi della filiera, dal formificio alla conceria, dai produttori di suole a quelli di tacchi.

Tra le imprese raccontate nel libro anche un caso del napoletano, ossia Tedeschi Calzature di Casandrino.

Un giovane di seconda generazione ma lui stesso fondatore della sua impresa: questa in sintesi la storia di Salvatore Tedeschi, che da un anno ha lanciato il suo progetto, tutto rivolto al target dei Millennials. Partito con l’azienda di famiglia, Salvatore si scontra con le complessità del passaggio generazionale fino ad arrivare al punto di rottura e alla decisione di fondare una sua azienda, in cui coinvolge comunque il padre e la sorella. Tra le maggiori innovazioni di Tedeschi Calzature, l’utilizzo di un piccolo macchinario, impiegato di norma per rifinire il bordo delle borse, che viene usato invece per abbellire la tomaia delle scarpe. Fondamentale è poi per Salvatore il rapporto con gli stakeholder. Il futuro? C’è l’idea di realizzare da qui a 10 anni una catena del valore specializzata con la suddivisione fra design e produzione.

“Il volume – spiega Valentina Lazzarotti – nasce da un’iniziativa dell’associazione di categoria, Assocalzaturifici, che con questo studio ha voluto mettere in luce le eccellenze del comparto, analizzandone dinamiche e strategie. Da una parte c’è il tentativo di fronteggiare la crisi contenendo i costi anche attraverso l’automazione dei processi, dall’altra la necessità di “restare artigiani”, per garantire il bello del design italiano che rende queste aziende partner insostituibili per le grandi griffe di moda. In questo contesto, si inseriscono le dinamiche tipiche delle imprese familiari”. 

A questo proposito, a guidare le scelte di innovazione dei giovani imprenditori, rispetto ai loro predecessori, ci sono cinque classi di obiettivi che la letteratura specialistica indica come tipici delle imprese familiari: controllo e influenza familiare sull’impresa, identificazione e senso di appartenenza, attenzione alla creazione di legami duraturi con i diversi stakeholder, attaccamento emozionale fra i membri della famiglia, desiderio di conservazione della dinastia familiare.

Questi obiettivi assumono una connotazione particolare nei giovani intervistati e sono in grado di attivare alcune determinanti di innovazione (in termini di allocazione delle risorse, strutture e sistemi, apprendimento organizzativo), a loro volta generatrici di dimensioni di innovazione, osservabili come cambiamenti nel modo in cui l’innovazione stessa è organizzata o nei risultati che essa produce (nuovi prodotti, nuovi business model, nuovi processi produttivi, ecc.).

“Oltre alle scelte di gestione dell’innovazione e ai suoi risultati, dai casi analizzati – continua Valentina Lazzarotti – emergono altri numerosi aspetti, come l’internazionalizzazione di queste imprese, il coinvolgimento di soggetti esterni alla famiglia, il ruolo delle donne ai vertici.

Oltre a Calzaturificio Brunate, le altre imprese che si sono raccontate nel volume sono Formificio STF, Suolificio Mannini Romano, Vittorio Virgili, Calzaturificio Gardenia, Missouri, Moda Di Fausto, Calzaturificio Brunate, Tedeschi Calzature, Loriblu.

“Sembra prender forma – spiega il Rettore Federico Visconti nelle conclusioni del volume – una ‘via calzaturiera all’innovazione’, i cui ingredienti fondamentali sono da ricercarsi nelle modalità con cui vengono attivate le determinanti dei processi innovativi, nell’apertura sistematica al contributo di attori terzi, nella tensione a collegare le azioni intraprese ai risultati conseguiti, nel perseguimento di un nuovo punto di equilibrio tra interessi della famiglia proprietaria e obiettivi di sviluppo dell’impresa”.

Per Assocalzaturifici, l’incoraggiante fotografia del settore offerta da questo volume può sollecitare le aziende al cambiamento e offrire alcune strategie su cui riflettere. Se, infatti, è indispensabile un cambio di paradigma verso logiche aziendali, queste non devono dimenticare l’origine familiare ma devono anche orientarsi verso forme manageriali, aperte a collaborazioni esterne e attente all’evoluzione del mercato.

Lo sviluppo di conoscenze nell’ambito delle imprese familiari sta alimentando alla LIUC anche un nuovo percorso formativo, dal titolo Family Business Management, inserito nella laurea triennale di Economia Aziendale, con insegnamenti specifici offerti in lingua inglese.

martedì 15 ottobre 2019

Il coraggio di fare la differenza: Superbrands di scena alla LIUC

Superbrands o, in altre parole, il coraggio di fare la differenza.
Martedì 22 ottobre 2019, alla LIUC – Università Cattaneo in aula Bussolati (ore 15.45), sarà l’occasione di ascoltare dalla viva voce di Disney, Mulino Bianco, Fastweb e Leroy Merlin come stanno mettendo in pratica i principi dell’essere Superbrands.

Il convegno vuole approfondire il contesto attuale in cui marketing e comunicazione vivono momenti di profondo ripensamento e si propone al percorso di “Comunicazione, marketing e new media”, come stimolo per approfondire le nuove logiche del mercato e il loro impatto sulle strategie di marca.
Nel contesto economico attuale, caratterizzato da una sempre maggiore velocità di cambiamento dei mercati, quali sono gli ingredienti per essere considerati dei veri Superbrands?
“Sicuramente la rilevanza per il consumatore, il rispetto della componente etica e della sostenibilità, la creazione di una connessione emotiva con i clienti e una forte competitività sul prezzo”, indica Andrea Farinet, professore Associato di Economia e Gestione delle Imprese alla LIUC che introdurrà all’incontro in programma. “Il convegno sarà una bella opportunità per gli studenti LIUC di scoprire quali strategie stanno mettendo in campo grandi realtà, come quelle presenti in aula, per reagire alla trasformazione digitale in atto”.

Perché abbiamo bisogno di Superbrands lo spiegherà, invece, Sergio Tonfi, docente di Comunicazione aziendale alla LIUC: “Nel contesto di un possibile nuovo paradigma sociale più equo e sostenibile, l’eccellenza di marca assume un valore inestimabile per competere con successo e costituisce l’elemento strategico fondamentale per affrontare sfide sociali e ambientali sempre più complesse sostiene Tonfi - Alla superiorità qualitativa dei prodotti e servizi offerti bisogna che i brand aggiungano la garanzia di esperienze eccellenti vissute e riconosciute da clienti e consumatori. Solo così possono essere chiamati Superbrands. Perché usano l’innovazione, l’autenticità e la responsabilità come driver della loro crescita sul mercato e scelgono un “purpose” valoriale per indirizzare l’impegno aziendale verso il reale miglioramento della qualità della vita delle persone e della società”.

Di seguito le testimonianze di brand autorevoli e famosi prima delle domande degli studenti.


PROGRAMMA

15.45 Registrazione dei partecipanti
16.00 Saluto
          Federico Visconti
          Rettore, LIUC - Università Cattaneo
16.10 Introduzione all’incontro
          Andrea Farinet
          Professore Associato di Economia e gestione delle imprese LIUC - Università Cattaneo
16.20 Perché abbiamo bisogno dei Superbrands?
          Sergio Tonfi
          Docente di Comunicazione aziendale, LIUC – Università Cattaneo
          Editor & Promoter, Superbrands
16.30 Testimonianze aziendali
          Ileana Cappelletti,
          Senior Marketing Manager Disney
          Valentino Coda Canati
          Direttore Marketing Customer Base, Fastweb
          Stefania Savona
          Communication and brand Director, Leroy Merlin
          Julia Schwoerer
          Vice President Marketing, Mulino Bianco
17.45 Sessione di domande e risposte
18.00  Chiusura dei lavori

lunedì 14 ottobre 2019

Carlo Cottarelli e il Cardinal Gianfranco Ravasi all’Inaugurazione dell’Anno Accademico

Saranno Carlo Cottarelli, economista e Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, e il Cardinal Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, i due ospiti della Cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Accademico della LIUC – Università Cattaneo, il 28° dalla fondazione.

L’appuntamento è lunedì 28 ottobre dalle ore 10.30.

“Miopia e ipermetropia: il giusto orizzonte temporale nella soluzione di problemi economici e sociali” sarà il titolo dell’intervento del prof. Cottarelli, che tratterà di quella tentazione, così cara al nostro tempo, di prendere decisioni limitandoci ad obiettivi di breve periodo, a vantaggi immediati, senza considerare “che esistono spesso pesanti conseguenze di lungo termine ad azioni che appaiono convenienti nell’immediato” e che “i vantaggi immediati sono quelli che ci raggiungono prima e che sono più facilmente quantificabili, mentre i costi futuri sono non solo più lontani nel tempo, ma sono anche più incerti, pur prevalendo nel tempo e non potendo essere ignorati”.

Il Cardinal Ravasi proporrà invece una riflessione su “Università, cultura e società: le sfide del mondo contemporaneo”, a partire dai cambi di paradigma che muovono l’orizzonte socio-culturale contemporaneo e interessano sia i singoli che le istituzioni. In particolare, si approfondiranno la crisi della categoria radicale di natura umana (e di «verità»), gli orizzonti inediti aperti dalla scienza con l’intelligenza artificiale, la genetica e le neuroscienze e l’infosfera (che comprende la comunicazione affidata alla rete, ai social, ecc).

Al Presidente dell’Università Riccardo Comerio e al Rettore Federico Visconti, il compito di tratteggiare in questa occasione gli orizzonti di sviluppo dell’Università e di fare il punto sui tanti traguardi raggiunti nella didattica, nella ricerca e nello sviluppo complessivo dell’ateneo.


La partecipazione all’evento è esclusivamente su invito.


 Inaugurazione Anno Accademico 2019/20

Lunedì 28 ottobre


Programma

10.30 Registrazione
Intervento di apertura
Riccardo Comerio
Presidente LIUC - Università Cattaneo

Relazione
Federico Visconti
Rettore LIUC - Università Cattaneo
Prolusioni

Università, cultura e società: le sfide del mondo contemporaneo
Cardinale Gianfranco Ravasi
Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra

Miopia e ipermetropia: il giusto orizzonte temporale nella soluzione di problemi economici e sociali
Carlo Cottarelli
Economista e Direttore dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell'Università Cattolica

giovedì 10 ottobre 2019

Imprese familiari nel calzaturiero: i casi delle imprese marchigiane Suolificio Mannini, Calzaturificio Vittorio Virgili, Missouri e Loriblu



Primo produttore di calzature nell’Unione Europea e undicesimo per numero di paia nel mondo, l’Italia è un riferimento per il settore calzaturiero e molte delle sue imprese sono di natura familiare. A loro è dedicato l’ultimo libro della collana Università Cattaneo Libri di Guerini Next, “L’impresa calzaturiera di famiglia. Storie di una generazione che innova”, curato da Valentina Lazzarotti (professore associato della Scuola di Ingegneria Industriale) e Federico Visconti (Rettore della LIUC – Università Cattaneo). In linea con il precedente volume dedicato alle imprese familiari (“Family Up – Il giovane imprenditore tra continuità e cambiamento”), il libro è un viaggio attraverso 11 casi di eccellenza del settore. PMI collocate in varie zone d’Italia (le Marche la fanno da padrone, ma non mancano aziende lombarde, venete, campane, toscane), che coprono tutti le fasi della filiera, dal formificio alla conceria, dai produttori di suole a quelli di tacchi.

Tra le imprese raccontate nel libro anche quattro casi di aziende marchigiane del Fermano.

Una realtà innovativa, anche grazie a bandi per progetti di automazione dedicati a touch screen, software per immagazzinamento ed elaborazione dei dati di processo e e robot antropomorfi: il Suolificio Mannini, situato a Sant’Elpidio a Mare, è oggi guidato dal papà Romano e dai figli Angiolo e Massimo. E’ soprattutto grazie a loro che l’azienda ha mutato la propria concezione dei dipendenti, visti sempre di più come collaboratori che come membri della famiglia, segno di una maggiore professionalizzazione nella gestione delle risorse umane, anche con un forte impegno nella formazione e nell’aggiornamento delle risorse. Dal 2015, l’azienda è presente con un nuovo stabilimento produttivo in Romania, ma restano in Italia le competenze e il know how. Suolificio processa sia le suole stampate che quelle costruite e innova non solo dal punto di vista tecnico o tecnologico, ma anche dal punto di vista stilistico e del business model, nonché con modifiche importanti nel layout dello stabilimento.

Nata come azienda di calzature per bambini, il calzaturificio Vittorio Virgili di Sant’Elpidio a Mare avvia la sua attività nel 1964 e dai primi anni 2000 è passato a quelle femminili di alta fascia. Dopo la scomparsa del fondatore, l’azienda è passata nelle mani della figlia Monica, CEO della società. Una realtà tutta al femminile, dunque, che vanta partnership con grandi brand dell’alta moda internazionale, fa innovazione più di prodotto che di processo e punta molto sul legame con gli stakeholder. Inoltre, Monica Virgili ha fortemente voluto l’apertura di uno showroom a Milano, così come l’introduzione di una figura che fa da collante tra il team di tecnici e gli studi di design con cui collabora, una sorta di Resource & Development Specialist.

Forte radicamento sul territorio ma anche clientela internazionale (soprattutto Russia, Medio Oriente ed Europa), con un mercato estero che arriva a rappresentare circa l’80% del fatturato: questa la dimensione in cui opera Missouri, azienda di Monte Urano specializzata nelle scarpe di alta gamma per bambini. A fianco del padre Sergio (“Lavoro nel settore da sessantatrè anni. Della scarpa conosco “vita morte e miracoli e questo ha un grande valore perché permette di procedere speditamente nella realizzazione dei modelli, evitando spesso prove superflue”), ci sono i figli Cristina e Cristiano La struttura aziendale è snella ed informale (non si timbra il cartellino delle presenze) e i rapporti con gli stakeholder sono particolarmente stretti. Molte le iniziative green in corso, per verificare che i materiali dei prodotti dei fornitori e, soprattutto, quelli a trattamento chimico, siano certificati.

Graziano Cuccù inizia l’avventura di Loriblu di Porto Sant’Elpidio in un garage nel 1974. Nel 2014 l’azienda ha raggiunto un fatturato di quasi 50 milioni di euro. Un’avventura straordinaria che ha portato l’azienda a diventare un’eccellenza a livello regionale e nazionale. Con il Presidente Cuccù, la moglie Annarita Pilotti, prima donna a ricoprire la carica di Presidente di Assocalzaturifici (in carica fino a giugno 2019). Il passaggio generazionale è in corso e sta portando sempre maggiori responsabilità ai figli Sara, Claudia, Riccardo e Michela. Tra le peculiarità dell’azienda: la coesione dei dipendenti, la rete di distribuzione che garantisce prossimità al cliente e incentivazione della customer experience, con 20 negozi monobrand e 28 showroom in tutto il mondo. L’innovazione è supportata attraverso attività di acquisizione di conoscenza proveniente dall’esterno (buyer, boutique, società di consulenza, fornitori) e il coinvolgimento di alcuni centri di ricerca e scuole di formazione. Il futuro? Gli obiettivi riguardano il consolidamento del proprio posizionamento nel mercato interno e la continua spinta dell’internazionalizzazione.

“Il volume – spiega Valentina Lazzarotti – nasce da un’iniziativa dell’associazione di categoria, Assocalzaturifici, che con questo studio ha voluto mettere in luce le eccellenze del comparto, analizzandone dinamiche e strategie. Da una parte c’è il tentativo di fronteggiare la crisi contenendo i costi anche attraverso l’automazione dei processi, dall’altra la necessità di “restare artigiani”, per garantire il bello del design italiano che rende queste aziende partner insostituibili per le grandi griffe di moda. In questo contesto, si inseriscono le dinamiche tipiche delle imprese familiari”. 

A questo proposito, a guidare le scelte di innovazione dei giovani imprenditori, rispetto ai loro predecessori, ci sono cinque classi di obiettivi che la letteratura specialistica indica come tipici delle imprese familiari: controllo e influenza familiare sull’impresa, identificazione e senso di appartenenza, attenzione alla creazione di legami duraturi con i diversi stakeholder, attaccamento emozionale fra i membri della famiglia, desiderio di conservazione della dinastia familiare.

Questi obiettivi assumono una connotazione particolare nei giovani intervistati e sono in grado di attivare alcune determinanti di innovazione (in termini di allocazione delle risorse, strutture e sistemi, apprendimento organizzativo), a loro volta generatrici di dimensioni di innovazione, osservabili come cambiamenti nel modo in cui l’innovazione stessa è organizzata o nei risultati che essa produce (nuovi prodotti, nuovi business model, nuovi processi produttivi, ecc.).

“Oltre alle scelte di gestione dell’innovazione e ai suoi risultati, dai casi analizzati – continua Valentina Lazzarotti – emergono altri numerosi aspetti, come l’internazionalizzazione di queste imprese, il coinvolgimento di soggetti esterni alla famiglia, il ruolo delle donne ai vertici.

Oltre a Suolificio Mannini, Calzaturificio Vittorio Virgili, Missouri e Loriblu, le altre imprese che si sono raccontate nel volume sono Calzaturificio Gardenia, Calzaturificio Brunate, Tedeschi Calzature, Conceria Sicerp, Tacchificio Villa Cortese, Formificio STF, Moda Di Fausto.

“Sembra prender forma – spiega il Rettore Federico Visconti nelle conclusioni del volume – una ‘via calzaturiera all’innovazione’, i cui ingredienti fondamentali sono da ricercarsi nelle modalità con cui vengono attivate le determinanti dei processi innovativi, nell’apertura sistematica al contributo di attori terzi, nella tensione a collegare le azioni intraprese ai risultati conseguiti, nel perseguimento di un nuovo punto di equilibrio tra interessi della famiglia proprietaria e obiettivi di sviluppo dell’impresa”.

Per Assocalzaturifici, l’incoraggiante fotografia del settore offerta da questo volume può sollecitare le aziende al cambiamento e offrire alcune strategie su cui riflettere. Se, infatti, è indispensabile un cambio di paradigma verso logiche aziendali, queste non devono dimenticare l’origine familiare ma devono anche orientarsi verso forme manageriali, aperte a collaborazioni esterne e attente all’evoluzione del mercato.

Lo sviluppo di conoscenze nell’ambito delle imprese familiari sta alimentando alla LIUC anche un nuovo percorso formativo, dal titolo Family Business Management, inserito nella laurea triennale di Economia Aziendale, con insegnamenti specifici offerti in lingua inglese.








Una trilogia di coraggio intraprendente - Quando la disabilità diventa promozione umana e sociale

La presentazione in anteprima nazionale è stata il 3 ottobre al centro Culturale San Gaetano di Padova e, dopo Vercelli e Verona, giovedì 17 ottobre 2019, il libro di Guido Marangoni “Come stelle portate dal vento” arriva alla LIUC – Università Cattaneo. Per offrire positività. Incantare e sorprendere.
Perché la terza missione di un’Università consiste anche nel diffondere un senso di fiducia nelle capacità dell’uomo.

In tal senso la LIUC, in collaborazione con il Centro Pastorale “Pier Giorgio Frassati”, propone una trilogia di coraggio intraprendente, con l’intenzione di disabilitare la disabilità.
Tre gli incontri, a partire da giovedì 17 ottobre, alle 17.30, in Auditorium, per la presentazione del nuovo libro di Guido Marangoni, già autore di “Anna che sorride alla pioggia” (vincitore Premio Selezione Bancarella 2018).
“Portando in giro per l'Italia la storia di Anna, la nostra storia, ho capito che gli inciampi riguardano tutti, e sono tantissime le testimonianze di cadute e ripartenze, paura e resilienza che ho incontrato lungo questo viaggio”, racconta l’autore. “Ogni incontro, ogni abbraccio, ogni sorriso è stato per me una nuova iniezione di fiducia, la conferma di una certezza che porto dentro di me come una bussola: dietro a un brusco cambio di direzione, un porto mancato o dopo una violenta tempesta, si nasconde sempre un nuovo orizzonte da esplorare."
Da esplorare è il coraggio che i 3 incontri in programma vogliono portare all’attenzione di tutti.

Martedì 5 novembre, sempre alle 17.30, nel laboratorio i-FAB della LIUC, sarà invece la volta di una dimostrazione con il maestro di karate della nazionale paralimpica, Rolando Gaido, che si sta preparando a Tokyo 2020.
Mentre venerdì 22 novembre, alle 17.30 in i-FAB, largo alla squadra Black Lions, campioni nazionali per 3 anni consecutivi di hockey su sedia a rotelle.

Tutti gli incontri sono ad ingresso libero, aperto a tutti.
Per informazioni e iscrizioni: http://www.liuc.it/articoli_eventi/disabilitare-la-disabilita/

mercoledì 9 ottobre 2019

Calzaturificio Brunate di Lomazzo: un’azienda che innova restando artigiana

 

Primo produttore di calzature nell’Unione Europea e undicesimo per numero di paia nel mondo, l’Italia è un riferimento per il settore calzaturiero e molte delle sue imprese sono di natura familiare. A loro è dedicato l’ultimo libro della collana Università Cattaneo Libri di Guerini Next, “L’impresa calzaturiera di famiglia. Storie di una generazione che innova”, curato da Valentina Lazzarotti (professore associato della Scuola di Ingegneria Industriale) e Federico Visconti (Rettore della LIUC – Università Cattaneo). In linea con il precedente volume dedicato alle imprese familiari (“Family Up – Il giovane imprenditore tra continuità e cambiamento”), il libro è un viaggio attraverso 11 casi di eccellenza del settore. PMI collocate in varie zone d’Italia (le Marche la fanno da padrone, ma non mancano aziende lombarde, venete, campane, toscane), che coprono tutti le fasi della filiera, dal formificio alla conceria, dai produttori di suole a quelli di tacchi.

Tra le imprese raccontate nel libro anche un caso del comasco, ossia il Calzaturificio Brunate di Lomazzo. Un’azienda storica, che nasce nel 1926 come calzaturificio per l’infanzia ed è passata attraverso diverse traversie prima di arrivare all’apice dello splendore negli anni 60 e 70, grazie all’intuizione di produrre scarpe correttive per bambini. Negli anni 80, la scelta di spostarsi sulle calzature per donna. E’ guidato dalla famiglia Galli, oggi alla terza generazione, che comprende anche Marta, laureata alla LIUC – Università Cattaneo. Nelle “buona gestione” che caratterizza questa impresa spiccano non solo il rapporto familiare con i dipendenti e la sperimentazione di nuovi stili (hanno introdotto una piccola produzione di sneaker), ma anche le risorse dedicate ad iniziative sociali e culturali che contribuiscono al rafforzamento del brand.

“Il volume – spiega Valentina Lazzarotti – nasce da un’iniziativa dell’associazione di categoria, Assocalzaturifici, che con questo studio ha voluto mettere in luce le eccellenze del comparto, analizzandone dinamiche e strategie. Da una parte c’è il tentativo di fronteggiare la crisi contenendo i costi anche attraverso l’automazione dei processi, dall’altra la necessità di “restare artigiani”, per garantire il bello del design italiano che rende queste aziende partner insostituibili per le grandi griffe di moda. In questo contesto, si inseriscono le dinamiche tipiche delle imprese familiari”. 

A questo proposito, a guidare le scelte di innovazione dei giovani imprenditori, rispetto ai loro predecessori, ci sono cinque classi di obiettivi che la letteratura specialistica indica come tipici delle imprese familiari: controllo e influenza familiare sull’impresa, identificazione e senso di appartenenza, attenzione alla creazione di legami duraturi con i diversi stakeholder, attaccamento emozionale fra i membri della famiglia, desiderio di conservazione della dinastia familiare.

Questi obiettivi assumono una connotazione particolare nei giovani intervistati e sono in grado di attivare alcune determinanti di innovazione (in termini di allocazione delle risorse, strutture e sistemi, apprendimento organizzativo), a loro volta generatrici di dimensioni di innovazione, osservabili come cambiamenti nel modo in cui l’innovazione stessa è organizzata o nei risultati che essa produce (nuovi prodotti, nuovi business model, nuovi processi produttivi, ecc.).

“Oltre alle scelte di gestione dell’innovazione e ai suoi risultati, dai casi analizzati – continua Valentina Lazzarotti – emergono altri numerosi aspetti, come l’internazionalizzazione di queste imprese, il coinvolgimento di soggetti esterni alla famiglia, il ruolo delle donne ai vertici.

Oltre a Calzaturificio Brunate, le altre imprese che si sono raccontate nel volume sono Conceria Sicerp, Tacchificio Villa Cortese, Formificio STF, Suolificio Mannini Romano, Vittorio Virgili, Calzaturificio Gardenia, Missouri, Moda Di Fausto, Tedeschi Calzature, Loriblu.

“Sembra prender forma – spiega il Rettore Federico Visconti nelle conclusioni del volume – una ‘via calzaturiera all’innovazione’, i cui ingredienti fondamentali sono da ricercarsi nelle modalità con cui vengono attivate le determinanti dei processi innovativi, nell’apertura sistematica al contributo di attori terzi, nella tensione a collegare le azioni intraprese ai risultati conseguiti, nel perseguimento di un nuovo punto di equilibrio tra interessi della famiglia proprietaria e obiettivi di sviluppo dell’impresa”.

Per Assocalzaturifici, l’incoraggiante fotografia del settore offerta da questo volume può sollecitare le aziende al cambiamento e offrire alcune strategie su cui riflettere. Se, infatti, è indispensabile un cambio di paradigma verso logiche aziendali, queste non devono dimenticare l’origine familiare ma devono anche orientarsi verso forme manageriali, aperte a collaborazioni esterne e attente all’evoluzione del mercato.

Lo sviluppo di conoscenze nell’ambito delle imprese familiari sta alimentando alla LIUC anche un nuovo percorso formativo, dal titolo Family Business Management, inserito nella laurea triennale di Economia Aziendale, con insegnamenti specifici offerti in lingua inglese.