venerdì 29 settembre 2017

Notte Europea dei Ricercatori: la giornata della LIUC



Un’intera giornata dedicata alla ricerca oggi alla LIUC, nell’ambito della Notte Europea dei Ricercatori, iniziativa che si propone di avvicinare i cittadini al mondo della ricerca e diffondere la cultura scientifica attraverso occasioni di incontro e di riflessione tra ricercatori e popolazione.

La prima parte della giornata è stata dedicata a un incontro sui nuovi trend della moda tra ecologia e innovazione con Aurora Magni, Docente di Prodotti e processi sostenibili della Scuola di Ingegneria Industriale della LIUC e Grazia Cerini, Direttore Generale Centrocot. “C’è un’industria tessile che pensa che made in Italy non significhi mettere un’etichetta su un tessuto o un abito ma progettare e produrre nel rispetto dell’ambiente e delle persone – ha spiegato la prof.ssa Magni - Un’industria che  punta sulla ricerca e sull’innovazione e che pensa sia più importante come si produce anzichè dove si produce. Le prove? Sempre più imprese progettano i propri prodotti in una logica di eco design, selezionano materie prime e processi in base a criteri di sostenibilità, agiscono sulla propria catena di fornitori perché condivida obiettivi e modalità di lavoro. Mai come oggi temi come la sicurezza chimica, la tracciabilità delle lavorazioni, la circular economy sono di attualità e oggetto di sperimentazione quotidiana nelle imprese. Normale che LIUC se ne occupi. Non solo perché l’industria tessile è nel dna dell’università ma perché il tessile è un settore  ad alto valore economico  e culturale capace di costante innovazione e con un forte radicamento nella società e nei territori. Un vero tesoro per il sistema economico del nostro Paese”.


A seguire, nella tavola rotonda dal titolo “Si scrive tessile si legge innovazione”, è stato presentato il primo volume della collana Università Cattaneo Libri di Guerini Next, dedicato a “Innovazione e sostenibilità nell’industria tessile”, curato dalla prof.ssa Magni e dal prof. Carlo Noè, Direttore della Scuola di Ingegneria Industriale della LIUC . Il libro ha offerto una serie di spunti alla ricca tavola rotonda con rappresentanti di note imprese del comparto: dall’innovazione “non solo nei materiali ma anche nei disegni e nei colori” della Taroni Spa di Michele Canepa ai prodotti tecnici della Fil Man Made Group Srl di Andrea Parodi, dall’approccio “figital”, tanto fisico quanto digitale, degli store Yamamay con Barbara Cimmino alla startup nata all’interno della Alfredo Grassi Spa con Roberto Grassi, fino ai macchinari di Ferraro Spa e ACIMIT con Alessandro Zucchi.

Nel pomeriggio, spazio alla ricerca targata LIUC con un incontro nella Biblioteca dell’Università: protagonista la ricerca "Firm Rain – Firm Gain”, realizzata dal Centro sullo Sviluppo dei Territori e dei Settori della LIUC Business School con il supporto di UBI Banca e finalizzata ad approfondire il forte nesso di reciprocità tra la presenza di capitale umano altamente profilato ed imprese che operano in settori ad alta intensità di innovazione tecnologica e con forte vocazione all’export.
Stilando una classifica delle province Lombarde in base all’indicatore di concentrazione di talenti sintetizzato nella ricerca, emerge come i territori che eccellono siano quelli collocati sull’asse pedemontano (Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Milano, Monza, Varese), mentre le aree a Nord e a Sud rispetto a questa fascia (Cremona, Lodi, Mantova e Sondrio) siano connotate da una offerta di manodopera con un profilo qualitativo inferiore. Inoltre, i territori attorno alla direttrice Varese-Brescia mostrano la miglior performance in termini di capacità di catalizzare attività produttive, mentre le province padane e Sondrio, caratterizzate da una minor dotazione di talento, mostrano meno appeal per le scelte di localizzazione effettuate dagli imprenditori sul territorio.