venerdì 16 giugno 2017

Studi alla LIUC e sei cittadino del mondo


Essere internazionali, non solo dirlo.
Gli studenti LIUC che studiano in Europa o fuori Ue sono aumentati del 31% da un anno all’altro: sono 237 “in uscita” nel corso dell’anno accademico 2016 - 2017 (171 Erasmus, 47  Exchange, 19 doppi titoli), diventati 311 per l’anno accademico 2017 – 2018 con 202 ragazzi in Erasmus, e una seconda selezione rimasta aperta fino al 9 giugno, 76 in Exchange e 33 doppi titoli. Numeri importanti per un’Università con 2.000 studenti che mostra dati di mobilità in netta progressione: dall'anno accademico 2014- 2015 ad oggi c'è stato un aumento del 60% degli studenti che hanno trascorso almeno una media di quattro mesi all'estero.
La percentuale di segno positivo è stata una costante nel corso del tempo: +22% di studenti in uscita dal 2014 - 2015 al 2016 - 2017; + 31% dall'anno accademico in corso al preventivo per il prossimo.
Anche gli studenti in entrata sono in aumento: 168 nell'anno accademico 2014 – 2015 e 230 quale dato definitivo nell'a.a. 2016 – 2017 significa + 36,9% di studenti stranieri che vengono a studiare alla LIUC.
Dati che confermano l'impegno e i buoni risultati dell'Università guidata dal Rettore Federico Visconti nella mobilità internazionale con il 40% dei laureati che ha avuto un’esperienza internazionale.

Intanto, nel corso della settimana appena trascorsa, dal 5 al 10 giugno 2017, la LIUC – Università Cattaneo ha ospitato la Summer School in collaborazione con University of Greenwich, ateneo partner per il programma Erasmus + che ha selezionato 13 studenti della scuola di Business per seguire delle lezioni sull’economia italiana e sul made in Italy.
Per gli studenti sono state previste visite ad aziende di spicco della zona, come Vibram di Albizzate e Sambonet a Novara, ottimo corollario a supporto del tema scelto per la Summer School “The italian economy and made in Italy” che ha chiamato i docenti LIUC ad approfondire in aula cosa caratterizza l’impresa e l’economia italiana.
Inoltre una visita al Comune di Milano, la principale azienda pubblica del capoluogo di Regione, grazie all’assessore alla Digitalizzazione di Palazzo Marino Roberta Cocco, docente di Brand Management alla LIUC.

Brexit non ha ancora prodotto effetti, se non il timore delle Università del Regno Unito di restare isolate dal resto del Vecchio Continente dove i vari Atenei continuano una politica di integrazione di cui gli studenti possono soltanto beneficiarne. Ne è convinta la LIUC il cui disegno formativo e pedagogico spinge per un’apertura al mondo dei propri studenti sia in loco (grazie alla presenza di studenti stranieri in scambio) sia mediante quattro mesi, un semestre o un anno intero all’estero.  “Fare un’esperienza all’estero è, oggi, una condizione necessaria, un’occasione indispensabile di conoscenza”, sostiene Rodolfo Helg, direttore della Scuola di Economia e Management della LIUC . Per gli studenti e le loro famiglie “è un investimento”. La stessa crisi economica è stata, paradossalmente, “uno stimolo in più alla mobilità internazionale degli studenti”.
Non a caso il 92% dei datori di lavoro (fonte Agenzia Nazionale) indica nelle cosiddette abilità trasversali (curiosità, risoluzione di problemi complessi, tolleranza) le principali caratteristiche richieste. Un background internazionale e un'esperienza in Erasmus sono fattori determinanti nella ricerca di occupazione qualificata. 

“La mobilità in LIUC funziona molto bene perché abbiamo cura ed estrema attenzione verso la persona: lo studente LIUC può contare su un tutoraggio e un supporto da parte del nostro ufficio a tutto tondo, “su misura” per tutta la durata del periodo di mobilità: dalle fasi preparatorie dell’iter, al piano di studi, alla soddisfazione delle inclinazioni e passioni personali”, spiega Raffaella Angelucci, Direttore della Divisione Didattica – Relazioni Internazionali della LIUC.
Le destinazioni preferite in Europa rimangono Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, ma sono Svezia, Polonia e Danimarca a fare un balzo in avanti, rispetto al passato, quali mete per il prossimo anno accademico. Fuori dall’Unione europea, Hong Kong, Stati Uniti e Canada sono i primi tre Paesi scelti, mentre per il 2017 – 2018 trovano interesse Taiwan e Tailandia, ad esempio, fino ad ora meno gettonate.
Nel complesso la LIUC ha 128 accordi in 48 Paesi: 90 in Paesi europei e 38 in sedici Paesi extra Ue.