lunedì 26 giugno 2017

Storie dal gran finale nel parco della LIUC – Università Cattaneo

 Parole come musica, come una canzone dal ritmo ben cadenzato che lancia messaggi su cui riflettere, dei quali nutrirsi. Il Rettore della LIUC – Università Cattaneo Federico Visconti ha scelto di rompere gli schemi e di rispettare poco la liturgia nel suo saluto ai “Il giorno del futuro – Laureati in festa”, preoccupato, piuttosto, dalla sostanza.
Una sostanza declinata secondo lo stile “unconventional” di un Rettore in ogni caso rigoroso che ha deciso di pescare nel testo di Occidentali’s Karma, canzone vincitrice dell’ultimo Festival di Sanremo, per far emergere concetti e valori sui quali investire, infondere speranza e ricordare che “dobbiamo alzare le soglie di attenzione e di protezione contro l’intelligenza dèmodè”. Come? “Coltivando la conoscenza selettiva e profonda, mantenendosi a giusta distanza dalla comunicazione inflattiva e superficiale; affrontando il cambiamento senza rincorrerlo; legittimando la tradizione, l’apprendimento col fare, l’esperienza, fondamentali punti di leva quando tutto cambia velocemente”.
Sono storie dal gran finale quelle su cui punta l’Università, celebrate il 23 giugno 2017 nel bellissimo parco della LIUC, alla presenza del Presidente della LIUC Michele Graglia, dei Direttori delle Scuole di Economia e management, Rodolfo Helg, di Diritto, Alberto Malatesta, e di Ingegneria industriale, Carlo Noè, dei docenti, delle autorità del territorio, di amici e parenti in attesa dello spettacolare lancio del tocco.


Prima l’intervento di 3 Alumni - Fulvio Cattaneo, Veronica Marrapodi, Marco Negrelli - con il loro racconto di successo; quindi il conferimento di 17 Dottorati di ricerca e delle Lauree per 588 dottori (387 di Economia, 58 di Giurisprudenza, 143 di Ingegneria).

Di fronte al dubbio amletico di Francesco Gabbani, la risposta è una soltanto, secondo il Rettore Visconti: L’Università, unitamente alla Scuola, svolge un compito educativo fondamentale: contribuire alla costruzione dell’identità personale, culturale, sociale e professionale dei giovani. Che vuol dire tante cose: far crescere la consapevolezza dei valori non negoziabili, sviluppare il senso di responsabilità, esercitare al pensiero critico, esporre al rischio, catapultare nel problem solving, allenare al lavoro comune, educare alle relazioni tra semina e raccolto che, come insegnano i contadini, dipendono da tante variabili e non da banali automatismi. Vuol dire anche acquisire conoscenze e competenze, in linea con il progetto formativo del percorso di Laurea che avete scelto di frequentare. Il dubbio amletico non ha vie d’uscita: per affrontare il mercato del lavoro c’è solo la strada dell’essere”.
I mantra pane quotidiano gridati dalla folla in quantità, quell’essere tutti “tuttologi del web” e le risposte facili o i dilemmi inutili impongono di tornare a parlare di mente che, “come diceva Plutarco, non è un vaso da riempire ma un fuoco da accendere”. E restando in terra greca, completando le citazioni di un brano che impazza, ha annotato Visconti rivolto ai laureati acclamati: “Comunque vada, tutto scorre. Indietro non si torna, il passato serve soprattutto per imparare, lo sguardo e le energie devono essere rivolti al futuro. Voi ne sarete protagonisti. Ogni giorno i legami con la comunità dei laureati LIUC generano idee ed opportunità, nelle forme più svariate, anche grazie all’attività dell’Associazione degli Alumni”.
Nessuna retorica, ma “una invariante, una condizione di fondo che ho imparato molti anni fa da un amico imprenditore, mio grande maestro di vita” – ha riportato Visconti – “mai mulà! Traduco in italiano: mai mollare! Dò infine il giusto tocco di internazionalizzazione: never, never give up!”

Sulla stessa linea il Presidente della LIUC Michele Graglia che ha richiamato i giovani a responsabilità e coraggio: “Voglio raccomandarvi di essere capaci di confrontarvi civilmente, di approfondire le problematiche, di assumervi le giuste e doverose responsabilità, di non lasciarvi andare al qualunquismo, all’indifferenza verso i problemi soprattutto se sono degli altri e all’egoismo, di fermarvi, ogni tanto, e riflettere se quello che state facendo ha un valore positivo anche per il mondo che vi sta attorno”. Diretto e deciso, il Presidente: “Se falciare con un automezzo i pedoni per la strada o permettere che migliaia di persone muoiano nel tentativo di migrare per costruirsi un futuro migliore diventano giorno dopo giorno degli accadimenti normali, da accettare, vuole dire che stiamo dimenticando qualche semplice ma importantissimo principio.
Certamente non è solo all’interno di un’aula universitaria che tali problemi possono trovare una soluzione, ma è altresì indiscutibile che un luogo come questo, centro di studio, cultura, conoscenza non può non essere un centro di riflessione, analisi e valutazione di questi argomenti fondamentali”.


Buoni i numeri dei laureati LIUC, arrivati ormai a 10.129 che, ha ricordato Graglia, “rafforzano il nome LIUC nel panorama universitario e ne accrescono la credibilità nel mondo del lavoro dove i nostri laureati trovano collocazione con tempi rapidi” (circa 3 mesi dal titolo). 

Cinque i migliori laureati, per ciascun corso di laurea, premiati durante la cerimonia: Monia Morscio e Matteo Felici, rispettivamente con laurea in Economia aziendale e laurea magistrale in Economia aziendale e management; Cristina Roagna, laurea in Giurisprudenza; Gianluca Zedda e Gloria Puliga, laurea in Ingegneria gestionale e Magistrale in Ingegneria gestionale per la produzione industriale. 

Da annotare l’intervento iniziale di 3 Alumni LIUC che hanno portato le loro storie di fatica, impegno e successo all’attenzione dei colleghi. Un modo, questo, voluto dal Rettore Visconti per lasciare parlare i fatti attraverso i racconti appassionati di Fulvio Cattaneo, Direttore commerciale Italia divisione Home Design di ItalianCreationGroup Spa; Veronica Marrapodi, magistrato ordinario in tirocinio presso il Tribunale di Milano e Marco Negrelli, Commercial Logistics manager di CNH Industrial.

Gran finale con musica sotto le stelle. Non poteva che essere così, quest’anno.