venerdì 12 maggio 2017

Sui profili giuridici della Sharing economy: la LIUC discute di un’idea che cambierà il mondo

Definita qualche anno fa dal settimanale Time “una delle dieci idee che cambieranno il mondo”, nel volgere di poco tempo la sharing economy si è trasformata da fenomeno di nicchia a realtà economica imponente, in grado di sconvolgere interi settori dell’economia impattando sulla dinamica delle relazioni sociali.
Sebbene l’espressione non risulti sempre puntualmente definita, per sharing economy si intende generalmente la condivisione di beni e servizi della più varia natura -  mezzi di trasporto, denaro, capi di abbigliamento, tempo libero, capacità - direttamente tra soggetti privati, senza l’intervento dei tradizionali intermediari (hotel, aziende di trasporto, banche, negozi, associazioni), ma avvalendosi unicamente di piattaforme telematiche. Molte di esse sono già note e affermate: basti citare Airbnb, Uber, BlaBlaCar o le “italiane” Gnammo e ClubSharing.

Proprio allo scopo di mettere a fuoco la portata di questi cambiamenti epocali, la LIUC – Università Cattaneo ha organizzato un incontro venerdì 19 maggio 2017 (a partire dalle ore 14), che vedrà l’intervento di relatori autorevoli.
Il seminario approfondirà in particolare i profili giuridici dell’economia della condivisione. Le categorie giuridiche sviluppate nei diversi rami del diritto, che distinguono il consumatore dal prestatore di servizi, il lavoratore subordinato da quello autonomo, l’imprenditore dal privato, non appaiono, infatti, adeguate a cogliere le peculiarità del nuovo modello economico, generando incertezza normativa e, quindi, frizioni con gli operatori dell’economia tradizionale.
Basti ricordare il recente fermo del servizio di Uber ordinato dai tribunali di Torino e Roma, che segue a due analoghi provvedimenti del Tribunale di Milano nel 2015, per pratiche di concorrenza sleale a danno dei tassisti. Non è, in effetti, un caso che al centro delle contestazioni dei mesi scorsi da parte delle auto bianche vi sia proprio lo slittamento dell’entrata in vigore delle limitazioni ai servizi di noleggio con conducente, Uber compreso. Peraltro non mancano criticità anche laddove il legislatore ha deciso di intervenire. Lo dimostra l’approvazione, nel gennaio scorso, da parte della Camera della legge sull’home restaurant, attualmente all’esame del Senato e tuttavia già oggetto di forti critiche da parte dell’Autorità Garante delle Concorrenza e del Mercato.
Come ricorda il Professor Guido Smorto, Ordinario presso l’Università degli Studi di Palermo, che introdurrà l’evento, “di fronte alla comparsa delle prime automobili, il Parlamento inglese reagì approvando una legge per tutelare i pedoni e il traffico a cavallo. Il Locomotive Act del 1865 impose che, per ragioni di sicurezza, le auto dovessero circolare con almeno tre persone di equipaggio: un autista, un fuochista e un portabandiera, il quale doveva precedere l’auto di almeno cinquanta metri sventolando un vessillo rosso. L’auto seguiva ad una velocità massima di due miglia all’ora”.

La storia del Locomotive Act, oltre ad evidenziare il fraintendimento della portata del nuovo che avanzava, “dimostra che il cambiamento si impone sempre sulle regole, da cui l’importanza, per chi stabilisce tali regole, di ascoltare le ragioni di coloro che, per prove ed errori, creano innovazione. Ciò peraltro senza voler nascondere le problematiche che l’innovazione comporta. Piuttosto che dividersi tra sostenitori e detrattori della sharing economy” – continua Smorto – “si dovrebbe progettare una visione d’insieme delle nuove forme economiche e lavorare per tradurre questa visione in politiche concrete al passo con i tempi”. Ecco allora l’importanza di alimentare un dibattito sull’argomento, mantenendo un canale di comunicazione sempre aperto tra tutti gli stakeholder coinvolti (autorità pubbliche, piattaforme online, utenti ed esperti del settore). “Questo principio vale anche per le problematiche fiscali della sharing economy” – concorda il dottor Giorgio Beretta, dottorando alla LIUC che, al convegno, tratterà appunto di tale aspetto. “La norma sulle locazioni brevi contenuta nel decreto legge che accompagna la recente Manovra correttiva, ove viene previsto che i gestori dei portali online agiscano da sostituti d’imposta dei proprietari, dimostra la crescente attenzione del legislatore rispetto ai profili fiscali del fenomeno. In questo senso, la possibilità che vengano stipulati appositi accordi di collaborazione tra l’Agenzia delle entrate e le piattaforme online rappresenta un passo avanti importante. Tuttavia la strada per regolamentare compiutamente un fenomeno che, come ha riconosciuto la stessa Direttrice dell’Agenzia delle Entrate Orlandi, ha enormi potenzialità per la competitività e la crescita del Paese, rimane ancora lunga”. 

PROGRAMMA

14.00   Registrazione
   
 Saluti
 Prof. Alberto Malatesta
 Ordinario di Diritto Internazionale
 Direttore della Scuola di Diritto  LIUC - Università Cattaneo
      
  Prof. Giuseppe Zizzo
  Ordinario di Diritto Tributario LIUC - Università Cattaneo

14.15   Interventi
            Regolare la sharing economy
            Prof. Guido Smorto
            Università degli Studi di Palermo

15.00    La prassi contrattuale nella sharing economy
             Prof.ssa Daniela Di Sabato
             Università degli Studi della Campania

15.30   La peer economy tra autonomia privata e tutela del contraente debole
            Dott.ssa Alessandra Quarta

            Università degli Studi di Torino

16.00    Coffee Break

16.30    La sharing economy: profili giuslavoristici
             Dott. Gionata Cavallini
             Università degli Studi di Milano

17.00    Problematiche fiscali nell’ambito della sharing economy
             Dott. Giorgio Beretta
             LIUC - Università Cattaneo

17.30    Chiusura lavori