venerdì 28 aprile 2017

La comunicazione economica protagonista alla LIUC con il corso di Gianfranco Fabi


 “Informarsi comporta fatica, come studiare. Non basta uno sguardo veloce. Mai accontentarsi di una verità comoda”: parola di Ferruccio De Bortoli.
Il famoso giornalista, già direttore de Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore, ha chiuso il ciclo di lezioni del nuovo corso “Tecniche e scenari della comunicazione economica” tenuto da Gianfranco Fabi alla LIUC – Università Cattaneo e rivolto agli studenti di Economia della Laurea magistrale.

“E’ stata un’esperienza nuova all’interno dell’Università spiega Fabi, già vice-direttore vicario del Sole 24 Ore e direttore di Radio 24 nata da una proposta del Rettore Federico Visconti, condivisa dal Direttore della Scuola di Economia, Rodolfo Helg; un’esperienza che è partita dall’obiettivo di far riflettere gli studenti sulle grandi trasformazioni che la realtà della comunicazione sta vivendo, con rilevanti opportunità per le imprese e l’intero sistema economico”. 

Un’occasione preziosa per gli studenti dell’Ateneo che hanno potuto approfondire i temi della comunicazione non solo sotto l’aspetto degli strumenti, pur fondamentali, ma anche nella prospettiva dell’influenza dell’informazione sulle strategie aziendali e sulle scelte economiche, politiche, sociali delle persone. L’ottica è stata quella di esaminare il nuovo mondo del web in tutte le logiche aziendali, dall’organizzazione al marketing, dalla pubblicità agli uffici stampa. 


Nel suo nuovo ruolo di docente, Fabi ha reso partecipi gli studenti dei suoi trent’anni di impegno ai vertici dell’informazione economica con lezioni accompagnate di volta in volta da testimonianze e interventi di protagonisti della comunicazione: Giovanni Santambrogio, giornalista, autore di saggi sulla storia del giornalismo; Enrico Castelli, vice direttore Tg3 Rai; Luca De Biase, responsabile Nova 24 - Il Sole 24 Ore; Renato Vichi, responsabile comunicazione Unicredit e Ferruccio De Bortoli sono i nomi eccellenti portati in aula alla LIUC per stimolare gli studenti ad acquisire una forte capacità critica e costruttiva verso il sistema dell'informazione e verso i processi della 
comunicazione.

“La buona informazione, libera, indipendente e responsabile, è architrave di una democrazia - ha ricordato De Bortoli - I costi della non informazione si traducono in opacità, arbitrio, non riconoscimento del merito, mancanza di competitività, persino corruzione e criminalità”. E, per chi fa informazione, il richiamo a un dettame fondamentale: “La deriva dell’informazione, come la peggior politica, insegue la pancia del lettore raccontandogli falsità. E’ venuta meno l’importanza sociale della verità. I fatti hanno una loro oggettività. Perché rinunciare ad essere oggettivi a priori?”

Durante il corso si è parlato di come affrontare il mondo dell’informazione e come essere protagonisti di quella realtà in continua evoluzione che sono i social network. Inoltre, è stata sottolineata la necessità di considerare l’impresa, ogni impresa, una web company, ossia una realtà in cui in ogni funzione, ad ogni livello, in qualunque posizione gerarchica, si possono e si devono sfruttare fino in fondo le opportunità di un mondo che è caratterizzato dalla logica della connessione.
In un corso di questo tipo non poteva che essere innovativo anche l’esame: non più la classica prova, ma un video-selfie da realizzare per spiegare come si deve comportare un’azienda di fronte ad un improvviso elemento di crisi in grado di mettere a rischio la reputazione e il valore del marchio.