venerdì 28 aprile 2017

La comunicazione economica protagonista alla LIUC con il corso di Gianfranco Fabi


 “Informarsi comporta fatica, come studiare. Non basta uno sguardo veloce. Mai accontentarsi di una verità comoda”: parola di Ferruccio De Bortoli.
Il famoso giornalista, già direttore de Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore, ha chiuso il ciclo di lezioni del nuovo corso “Tecniche e scenari della comunicazione economica” tenuto da Gianfranco Fabi alla LIUC – Università Cattaneo e rivolto agli studenti di Economia della Laurea magistrale.

“E’ stata un’esperienza nuova all’interno dell’Università spiega Fabi, già vice-direttore vicario del Sole 24 Ore e direttore di Radio 24 nata da una proposta del Rettore Federico Visconti, condivisa dal Direttore della Scuola di Economia, Rodolfo Helg; un’esperienza che è partita dall’obiettivo di far riflettere gli studenti sulle grandi trasformazioni che la realtà della comunicazione sta vivendo, con rilevanti opportunità per le imprese e l’intero sistema economico”. 

Un’occasione preziosa per gli studenti dell’Ateneo che hanno potuto approfondire i temi della comunicazione non solo sotto l’aspetto degli strumenti, pur fondamentali, ma anche nella prospettiva dell’influenza dell’informazione sulle strategie aziendali e sulle scelte economiche, politiche, sociali delle persone. L’ottica è stata quella di esaminare il nuovo mondo del web in tutte le logiche aziendali, dall’organizzazione al marketing, dalla pubblicità agli uffici stampa. 


Nel suo nuovo ruolo di docente, Fabi ha reso partecipi gli studenti dei suoi trent’anni di impegno ai vertici dell’informazione economica con lezioni accompagnate di volta in volta da testimonianze e interventi di protagonisti della comunicazione: Giovanni Santambrogio, giornalista, autore di saggi sulla storia del giornalismo; Enrico Castelli, vice direttore Tg3 Rai; Luca De Biase, responsabile Nova 24 - Il Sole 24 Ore; Renato Vichi, responsabile comunicazione Unicredit e Ferruccio De Bortoli sono i nomi eccellenti portati in aula alla LIUC per stimolare gli studenti ad acquisire una forte capacità critica e costruttiva verso il sistema dell'informazione e verso i processi della 
comunicazione.

“La buona informazione, libera, indipendente e responsabile, è architrave di una democrazia - ha ricordato De Bortoli - I costi della non informazione si traducono in opacità, arbitrio, non riconoscimento del merito, mancanza di competitività, persino corruzione e criminalità”. E, per chi fa informazione, il richiamo a un dettame fondamentale: “La deriva dell’informazione, come la peggior politica, insegue la pancia del lettore raccontandogli falsità. E’ venuta meno l’importanza sociale della verità. I fatti hanno una loro oggettività. Perché rinunciare ad essere oggettivi a priori?”

Durante il corso si è parlato di come affrontare il mondo dell’informazione e come essere protagonisti di quella realtà in continua evoluzione che sono i social network. Inoltre, è stata sottolineata la necessità di considerare l’impresa, ogni impresa, una web company, ossia una realtà in cui in ogni funzione, ad ogni livello, in qualunque posizione gerarchica, si possono e si devono sfruttare fino in fondo le opportunità di un mondo che è caratterizzato dalla logica della connessione.
In un corso di questo tipo non poteva che essere innovativo anche l’esame: non più la classica prova, ma un video-selfie da realizzare per spiegare come si deve comportare un’azienda di fronte ad un improvviso elemento di crisi in grado di mettere a rischio la reputazione e il valore del marchio.


giovedì 27 aprile 2017

Alla ricerca del gusto perduto: costi, organizzazione e qualità del servizio di ristorazione nelle RSA

Quanto costa gestire il servizio di ristorazione di una RSA? È preferibile la gestione interna o è più “conveniente” una politica di outsourcing? Come deve essere organizzato il servizio e come può essere innovato perché il momento del pranzo/cena sia anche un’occasione di ricerca del gusto per gli ospiti della struttura?

Degli aspetti economici, organizzativi e qualitativi del servizio di ristorazione nelle Residenze Sanitarie Assistenziali si parlerà giovedì 4 maggio 2017 alla LIUC – Università Cattaneo, dalle ore 9 alle 13, nel corso del convegno, organizzato dall’Osservatorio Settoriale sulle RSA della LIUC Business School, durante il quale saranno presentati, in anteprima, i risultati di un’indagine condotta tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017e a cui hanno partecipato oltre 50 RSA associate all’Osservatorio.
Gli esiti dello studio costituiscono un primo passo, importante e significativo, per riconsiderare la gestione e l’innovazione del servizio di ristorazione nelle strutture per anziani e comprenderne i modelli organizzativi attraverso delle solide evidenze empiriche, come illustrerà Antonio Sebastiano, Direttore dell’Osservatorio.
Al geriatra Marco Trabucchi, Direttore Scientifico GRG Brescia, il compito di trattare gli aspetti clinici dell’alimentazione e della nutrizione in RSA mentre Ivano Boscardini, Docente di Tecniche di Comunicazione della LIUC Business School, interverrà sul delicato tema delle modalità di informazione e comunicazione tra la struttura, il parente e l’ospite.
In pura sintonia con la mission dell’Osservatorio, lo scopo del convegno è quello di favorire il dibattito tra enti gestori e stakeholder del settore, nella convinzione che il confronto basato su evidenze scientifiche possa rappresentare un importante volano per il continuo miglioramento dei servizi offerti dalle RSA. A tal fine saranno particolarmente rilevanti la testimonianza dello chef di Villa Ramiola Antonio Santangelo e l’intervento dell’Educatore e Pedagogista Matteo Farina sulla possibilità di coniugare il servizio di ristorazione e quello animativo a fini terapeutici.
Il convegno è realizzato con il contributo incondizionato di SALUS srl, storico sponsor dell’Osservatorio che opera da anni nella gestione dei servizi alberghieri all’interno del contesto settore socio-sanitario.

L’Osservatorio Settoriale sulle RSA della LIUC
vanta la presenza di oltre 190 Residenze Sanitarie Assistenziali associate, rappresentative di oltre 25.900 posti letto. Sebbene nato con specifica focalizzazione sul contesto lombardo (più dell’85% degli associati), negli anni hanno aderito al progetto anche RSA di altre Regioni, con presenze che vanno da Biella a Vieste, da Ronchi dei Legionari a Vallecrosia.
Da tre anni, inoltre, attraverso un processo di gemmazione, è nato un Osservatorio sulle RSA della Regione Veneto a cui aderiscono oltre 50 Centri di Servizio. 

PROGRAMMA

9.00    Registrazione Partecipanti
9.30    Prima Sessione
   
Costi e modelli organizzativi del servizio di ristorazione: evidenze empiriche dall’Osservatorio Settoriale sulle RSA
Antonio Sebastiano
Direttore Osservatorio Settoriale sulle RSA
LIUC Business School   
   
Aspetti clinici dell'alimentazione in RSA: la specificità delle problematiche degli ospiti
Marco Trabucchi
Direttore Scientifico GRG Brescia

Informare il parente: la gestione di una relazione complessa
Ivano Boscardini
Docente di Tecniche di Comunicazione
LIUC Business School
   
11.00    Coffee Break
11.20    Seconda Sessione
   
La ricerca del gusto perduto: un’esperienza di terapia occupazionale
Matteo Farina
Educatore e Pedagogista, Casa S. Giuseppe Opera Don Guanella
   
Tradizione e innovazione: la presentazione dei piatti e il ruolo dello Chef
Antonio Santangelo
Chef Responsabile in RSA, Casa di Riposo Villa Ramiola
   
12.30    Dibattito
13.00    Conclusione lavori



mercoledì 26 aprile 2017

La fine DEL lavoro o la nascita DEI lavori?

Nel 1995, durante l’ascesa di quella che all’epoca si chiamava la new economy trascinata dalla diffusione di Internet, l’attivista americano Jeremy Rifkin pubblicò un libro (La fine del lavoro) in cui profetizzava che le nuove tecnologie informatiche, unite alla globalizzazione, avrebbero reso superfluo un crescente numero di lavoratori, arrivando a una vera e propria crisi globale e alla scomparsa dell’idea stessa di lavoro, come era stato fino a quel momento inteso.
A oltre vent’anni di distanza, nonostante le numerose difficoltà e le incertezze che si legano al tema dell’occupazione, si può dire che le previsioni più apocalittiche di Rifkin non si sono realizzate e che anzi la trasformazione tecnologica legata alle Reti ha portato alla nascita di professioni nuove, nuovi servizi, nuovi prodotti, nuove forme di produzione e di distribuzione che fino a pochi anni fa non erano nemmeno immaginabili. Allo stesso modo, anche un bilancio degli effetti della globalizzazione sul mercato del lavoro non può essere semplificato in una prospettiva “tutto bianco o tutto nero”.
Per capire come cambia il mondo del lavoro, la LIUC – Università Cattaneo propone, il prossimo mercoledì 3 maggio dalle ore 18.30 presso l’Auditorium della LIUC, un incontro dal titolo “La fine DEL lavoro o la nascita DEI lavori?” con Massimiliano Serati, Professore associato di Politica economica. Si parlerà delle dinamiche che legano l’occupazione all’innovazione, alla produttività, all’apertura internazionale dei mercati, ma non solo. Grazie ai filmati messi a disposizione dall’Archivio del cinema industriale e dell’Istituto Luce – Cinecittà, infatti, sarà possibile confrontare la prospettiva di oggi con  immagini che raccontano la continua trasformazione che il mondo dell’industria ha attraversato dai primi del Novecento: dalle prime forme di meccanizzazione introdotte in una società dominata da forme di occupazione ancora tradizionali, al lavoro moderno ma alienante delle grandi fabbriche del boom economico, fino ai lavoratori-imprenditori dei distretti industriali in ascesa.

L’incontro fa parte del ciclo di eventi ‘Impresa e Cultura’, realizzato dalla LIUC grazie al contributo di Fondazione Comunitaria del Varesotto ONLUS. Un percorso attraverso il tema del cambiamento, partito con l’evoluzione del marketing in socialing e proseguito con un focus sulle dinamiche dell’innovazione tecnologica, il tutto sempre supportato dal contributo di filmati storici.

Per iscriversi gratuitamente a questo incontro è necessario compilare il modulo disponibile su: http://lavori.eventbrite.it
L’Auditorium sarà aperto dalle ore 18.00 per un welcome coffee al quale sono invitati tutti i partecipanti.

giovedì 20 aprile 2017

Vendita diretta a domicilio, il passaparola quale strumento di marketing



Il caso Vorwerk Folletto in aula alla LIUC – Università Cattaneo 
Dai tappeti, ai grammofoni, all’aspirapolvere Folletto: è una storia di creatività, azzardo e sapienza imprenditoriale quella della Vorwerk che, nell’anno successivo alla grande crisi del ’29, fece nascere l’attività di vendita a domicilio tuttora in ottima salute con 2,9 miliardi di euro di fatturato all’anno a livello globale e quasi 630 mila persone occupate, di cui il 98% venditori.
Sulla vendita porta a porta si basa il successo dell’azienda arrivata, qualche giorno fa, in aula alla LIUC – Università Cattaneo per fornire agli studenti del II anno del corso di Marketing della professoressa Carolina Guerini una testimonianza di business ben riuscito che continua a produrre profitto. Un caso da studiare, raccontato agli studenti dal Direttore delle Relazioni Istituzionali e Affari Legali della Vorwerk Folletto Ciro Sinatra.

Parlare oggi di passaparola quale strumento vincente di marketing può sembrare strano, eppure è proprio il “tam tam” ad essere considerato dai consumatori il canale più affidabile per compiere una scelta. Lo ha ricordato il segretario generale di Univendita Daniele Pirola portando in aula, in anteprima, i risultati dello studio di Format Research per Univendita - Confcommercio su “La vendita diretta a domicilio in Italia”. Anche l’indagine sul “Rapporto tra gli italiani e la vendita diretta” realizzata da Eo Ipso conferma i dati favorevoli di questa attività d’impresa.
In Italia sono 265 le imprese che fanno vendita a domicilio occupando 520mila addetti alla vendita, di cui il 77% sono donne, per un fatturato annuale del comparto pari a 3,6 miliardi di euro. E su questo volume totale, il 46% del giro d’affari è di aziende associate a Univendita, testimonianza evidentemente interessante e significativa per gli studenti LIUC. Lo stesso report del 2016 mostra una fotografia positiva del settore con un + 2,6% del fatturato rispetto al 2015.

Pirola ha illustrato i dati delle ricerche, ma soprattutto spiegato il ruolo di un’associazione di categoria come Univendita, che pur raggruppando 18 imprese (tra cui Avon, Tupperware, Bofrost, Just, Vorwerk) è assolutamente rappresentativa del settore, il cui business si basa “sulla qualità dei prodotti, sulla professionalità e serietà dei venditori e sugli investimenti in Ricerca & Sviluppo”, ha annotato Pirola. “Nel 2010, in piena crisi noi costituivamo l’Associazione, puntando su una condotta etica, sul rispetto del consumatore, sulla fiducia da parte della clientela e i risultati sin qui ottenuti ci hanno dato ragione”.
Agli studenti di Economia il compito di riflettere su un modello di marketing che propone beni e servizi al consumatore tramite il “porta a porta” o la “vendita per riunione”.
Un modo di fare impresa che la LIUC ha messo al centro di una lezione universitaria lasciando spazio ai giovani per domande e considerazioni rivolte direttamente ai referenti aziendali sull’organizzazione e il costo del lavoro, le possibilità di fare carriera e la diversificazione di prodotti e servizi da parte di una stessa azienda di vendita a domicilio.

mercoledì 19 aprile 2017

Difesa d’impresa, in che modo la tutela dei propri dati aumenta la competitività sul mercato

"Impresa e digitale: l'approccio manageriale ai sistemi informativi nell'epoca della digital revolution". Sono gli studenti dell’Associazione JELIUC, Junior Enterprise della LIUC – Università Cattaneo ad organizzare un convegno interessante rivolto ai manager e ai giovani che, in futuro,  occuperanno una posizione dirigenziale.
L’appuntamento è giovedì 27 aprile alle ore 18 alla LIUC (aula C116) per un incontro di approfondimento aperto a tutti.
“Far parte di una Junior Enterprise dà la possibilità di avere un ruolo attivo nella società ben prima di concludere gli studi. Perciò, nell'ottica di offrire, nel nostro piccolo, un servizio utile alle imprese del nostro Paese, abbiamo deciso di organizzare questo convegno che si occupa di Sistemi Informativi, colonna vertebrale dell’impresa moderna”, spiega Gianluca Zedda, studente al primo anno della Laurea magistrale in Ingegneria gestionale per la produzione industriale. Si parlerà di come gestire le informazioni per rendere i processi aziendali più efficienti approfondendo il concetto di Sistema Informativo, spesso erroneamente considerato sinonimo di Information Technology.
A trattare l’argomento saranno Luca Cremona, professore LIUC della Scuola di Ingegneria Industriale, che chiarirà quali caratteristiche del Sistema Informativo devono tenere sempre presente i manager prima di prendere delle decisioni; Andrea Scarpa, Founder di IKS srl, società leader nel settore della consulenza informatica in Italia, che darà una visione dinamica del Sistema Informativo e Barbara Compagnoni, professoressa LIUC della Scuola di Diritto che aiuterà a identificare lo scenario legislativo, in materia di gestione delle informazioni, nel quale i manager svolgono la loro attività.
“Una discussione su questi temi è resa ancor più necessaria dal fatto che, dal 2018, anche le aziende italiane dovranno rispettare le nuove direttive europee sulla privacy e, dunque, fin da ora per tanti imprenditori sarà necessario attuare azioni correttive per non farsi trovare impreparati; operazioni che interesseranno le aree coinvolte nella gestione dell'IS e, in molti casi, la struttura stessa dell'azienda”, conclude Zedda.

mercoledì 12 aprile 2017

Il nuovo corso del Como Calcio in cattedra alla LIUC


"La curatela fallimentare più lunga della storia del calcio italiano”: questa, in estrema sintesi, la storia recente del Como Calcio, oggi, mercoledì 12 aprile 2017, in cattedra alla LIUC – Università Cattaneo nell’ambito del corso di Economia e gestione delle imprese sportive, uno degli insegnamenti specifici inclusi nel percorso della Laurea in Economia Aziendale dedicato a “Management dello Sport e degli eventi sportivi”.

A introdurre il caso l’Avvocato Cesare Di Cintio, esperto di Diritto Sportivo, che quest’anno ha dedicato una serie di lezioni del corso (tenuto insieme a Ernesto Paolillo, nome storico del calcio italiano, per molti anni alla dirigenza dell’Inter) agli esempi di società sportive che hanno vissuto fasi di criticità nella loro gestione, fino al fallimento.

Per il Como Calcio, che oggi partecipa al campionato di Lega Pro, presenti il Direttore Generale della società Diego Foresti e il Direttore Sportivo Fabio Andrissi, chiamati per la prima volta a parlare in un’Università, a pochi giorni dall’insediamento della nuova proprietà, ovvero Akosua Puni, moglie del calciatore Michael Essien. “Sono arrivato al Como Calcio lo scorso anno – spiega Foresti – e ho vissuto tutta la fase di ripianamento dei debiti, dell’istanza di fallimento, della curatela fino all’esercizio provvisorio. Un vero e proprio miracolo sportivo e manageriale essere riusciti a portare avanti la squadra in queste circostanze. Con la nuova proprietà stiamo decidendo oggi il nostro futuro”.

Una società rinata dalla sue ceneri come l’Araba Fenice, dunque, e una squadra da reinventare, come illustrato dal Direttore Sportivo Andrissi: “Con il fallimento abbiamo perso diversi giocatori importanti, ma altri, alcuni di lungo corso ma anche arrivati più di recente, hanno capito e hanno creduto nella forza e nella storia del club. In tempi record siamo anche riusciti ad acquisire due nuovi giocatori e a scongiurare definitivamente il rischio di dover ricorrere alla squadra juniores. Il segreto di questa operazione? Essere stati limpidi e chiari con tutti, curando con attenzione la comunicazione interna. Ora la nuova presidenza ci sta lasciando lavorare e così sarà fino a fine stagione. Adesso ci stiamo giocando un posto ai play - off”.
 

L’Avvocato Di Cintio ha ricordato l’importanza di questi contributi per il corso: “Storie sportive, in cui si intrecciano passione e competenza - ha spiegato Di Cintio - affrontate da un punto di vista sia economico che legale. Quella della LIUC è un’opportunità unica, che permette agli studenti di entrare in contatto con un settore che può offrire ancora molto in termini di occupazione. Anche al Como Calcio, infatti, arriveranno a breve alcuni stagisti selezionati tra gli studenti di questo percorso”.

lunedì 10 aprile 2017

I casi Ichnusa e Birra Moretti in cattedra all’Università Cattaneo




Le storie di Ichnusa e Birra Moretti, due marchi di birre nostrane, arrivano in aula alla LIUC – Università Cattaneo.
Come si riposiziona un brand locale come Ichnusa? E uno nazionale come Birra Moretti? Cosa li distingue dai competitors?
Domande di marketing portate all’attenzione degli studenti LIUC attraverso lezioni d’impresa da parte dei protagonisti. Così la Senior Brand Manager Ichnusa, Katia Pantaleo, ha spiegato il lavoro di brand positionig che compie un marchio locale con l’ambizione di diventare nazionale, spiegando come il posizionamento vada a lavorare sul linguaggio della marca attraverso il packaging e la visual identity restando fedele ai valori della marca.
“Confrontarsi con questi ragazzi è stata una bella occasione per sperimentare la loro voglia di mettersi in gioco e di iniziare ad affacciarsi alle dinamiche aziendali”, ha commentato Pantaleo che, oltre a riportare il lavoro fatto per definire il linguaggio di una marca iconica, ha offerto delle anticipazioni sulle novità Ichnusa per spiegare la forza di un marchio fortemente radicato sul territorio.

Del mitico “baffo” di Birra Moretti, nelle sue diverse sfaccettature, ha, invece, parlato Marco Cristofoletto, Brand Manager Birra Moretti.  
 
Cosa chiede un’azienda a un neolaureato? “La capacità di rapportarsi con culture e linguaggi differenti e di fornire sempre la propria opinione  - ha spiegato Cristofoletto alla platea degli studenti - Non vi chiederanno subito conoscenze tecniche, ma un pensiero fresco, in contrapposizione con lo status quo e l’abilità di fornire soluzioni creative”.
Un bel modo di fare scuola, questo della LIUC, per insegnare i fondamenti delle strategie di marketing e andare oltre attraverso le testimonianze delle imprese, tra storytelling, con un chiaro richiamo alla “umanizzazione” del prodotto, e potere dei brand.
Afferma la Professoressa Carolina Guerini, Associato di Economia e Gestione delle Imprese, alla LIUC:La dottoressa Francesca Corti del dipartimento Risorse Umane aziendale ha favorito l’organizzazione della collaborazione che intensificheremo nella focalizzazione di Marketing della Laurea Magistrale. I nostri studenti hanno compreso che nell’era digital possono fare co-creation con i brand”.
Il corso di Marketing all’Università Cattaneo affronta le principali tematiche distinguendo tra attività analitiche, strategiche ed operative. Gli argomenti trattati includono: l’evoluzione delle teorie e della prassi aziendale in funzione commerciale; le vendite e la comunicazione; il significato e il ruolo della ricerca di marketing; la formulazione delle strategie comprese tra la segmentazione del mercato e le scelte di targeting e di posizionamento del prodotto/servizio.

giovedì 6 aprile 2017

Una settimana nel segno del Diritto: gli studenti scoprono il corso di laurea in Giurisprudenza alla LIUC


Studenti delle scuole delle province di Varese, Milano, Como e Monza per una tre giorni di full immersion nel mondo delle professioni legali: si è conclusa mercoledì la prima edizione della “Fabbrica del Diritto”, iniziativa di orientamento dedicata al corso di laurea in Giurisprudenza della LIUC.

Gli studenti partecipanti (selezionati sulla base del profitto e dell’interesse per questi temi) hanno seguito alcuni workshop (dedicati ad esempio alla prova nel processo penale e alle risposte del diritto rispetto ad alcune scelte tragiche), ma si sono misurati soprattutto con attività esperienziali (simulazioni di processi civili e penali nell’aula tribunale della LIUC) e con la scoperta dei luoghi del diritto, ovvero il Tribunale (sono andati in visita a quello di Busto Arsizio) e lo studio legale (in questo caso di Milano).

“Motivati, interessati e curiosi: così definirei i giovani che hanno partecipato alla nostra Fabbrica del Diritto – commenta il prof. Alberto Malatesta, Direttore della Scuola di Diritto della LIUCA tutti abbiamo cercato di trasmettere un messaggio tanto semplice quanto importante: studiare Giurisprudenza oggi è un buon biglietto da visita sia per accedere sia alle classiche professioni legali sia per il lavoro in azienda. La strada che abbiamo scelto di percorrere qui alla LIUC, in linea con altre iniziative di formazione esperienziale, è quella del “toccare con mano”. Luoghi, persone, temi e strumenti. Per capire se la curiosità è anche autentica passione e se potrà essere la base di un lavoro futuro”.

A un anno dalla laurea il 76,5% dei laureati LIUC in Giurisprudenza è occupato (è il miglior risultato del collettivo universitario Almalaurea), mentre il tempo di inserimento nel mondo del lavoro è di 2,6 mesi (a fronte di una media Almalaurea di 4,5 mesi). Ancora, il 36,9% dei laureati LIUC ha effettuato almeno un periodo di studio all’estero (contro il 15,9% della media Almalaurea) e il 63,1% ha svolto un periodo di tirocinio o stage (contro una media Almalaurea che si ferma al 12,2%).

Nell’offerta formativa del corso di laurea in Giurisprudenza della LIUC vengono particolarmente approfonditi il diritto d’impresa, compresi i rapporti transnazionali, e gli aspetti giuridici dell’innovazione.

L’attenzione è rivolta soprattutto a settori strategici che permettono sbocchi lavorativi certi, a fronte di una preparazione completa.

Sono proposti dunque corsi specifici, alcuni dei quali in collaborazione con grandi studi legali internazionali e società di consulenza globali, che riguardano il diritto tributario, la proprietà intellettuale e industriale (marchi, brevetti ecc) e i sistemi alternativi di risoluzione delle controversie (arbitrato, mediazione ecc). Inoltre, è possibile conseguire una doppia laurea, caratterizzata dall’integrazione fra gli studi economici e giuridici, per conseguire in sei anni accademici il doppio titolo di laurea magistrale in Giurisprudenza e in Economia.

mercoledì 5 aprile 2017

La distruzione creativa: dentro l’innovazione

Un incontro all’Auditorium LIUC – Università Cattaneo per capire la storia e il futuro della tecnologia

Il grande economista austriaco Joseph Schumpeter diede una famosa definizione dell’innovazione come «distruzione creativa dell’esistente», i cui attori principali sarebbero gli imprenditori.
Se guardiamo al mondo della tecnologia, vediamo ogni giorno come questo processo di distruzione creativa sia sempre in movimento: quotidianamente le imprese più innovative propongono nuovi prodotti, nuove forme di produzione e di servizi e rendono obsoleto ciò che, fino al giorno prima, sembrava all’avanguardia.
Il progresso tecnologico apre le porte a nuovi modi di lavorare e di vivere, spesso migliori dei precedenti, ma porta con sé anche problemi nuovi e difficoltà per chi non riesce a mantenersi al passo con il processo di creazione-distruzione.
Il cambiamento coinvolge non solo l’economia, ma anche la società e perfino la cultura: per questo, nella Storia, si parla di vere e proprie rivoluzioni industriali, in coincidenza della diffusione di innovazioni tecnologiche che hanno portato conseguenze epocali, come il motore a vapore, l’elettricità e le tecnologie informatiche.
Oggi si cita spesso la cosiddetta Fabbrica 4.0, un insieme di innovazioni (molte delle quali legate al mondo delle Reti) che sembra ci stiano portando verso una nuova rivoluzione industriale, la quarta.
Ma come orientarsi in questo panorama in continua trasformazione? Quali sono le forze che determinano i percorsi dell’innovazione tecnologica? Quali le opportunità e i rischi che si aprono nell’immediato futuro?

Se ne parlerà venerdì 7 aprile, alle ore 15, in un seminario organizzato presso l’Auditorium della LIUC – Università Cattaneo, con la guida di Raffaella Manzini, Professore Ordinario di Ingegneria gestionale e Prorettore alla Ricerca e di Daniele Pozzi, docente di Storia economica.
Per capire il futuro, infatti, anche il contributo della Storia è importante: grazie ai filmati d’epoca dell’Archivio del cinema industriale e dell’Archivio storico Istituto Luce – Cinecittà sarà, infatti, possibile vedere sullo schermo come le tecnologie della produzione sono cambiate dai primi del Novecento a oggi e approfondire alcuni casi di imprese innovative italiane, come Eni e Olivetti.

Il seminario prevede il rilascio di un attestato di partecipazione ai fini del riconoscimento dell'aggiornamento didattico dei docenti degli Istituti secondari. Iscrizione insegnanti sul sito: https://innovazionetecnologica.eventbrite.it

L’incontro fa parte del ciclo di eventi “Impresa e Cultura”, realizzato dalla  LIUC grazie al contributo della Fondazione comunitaria del Varesotto ONLUS. Il successivo appuntamento sarà mercoledì 3 maggio con il professor Massimiliano Serati, sul tema delle trasformazioni del lavoro nell’economia globalizzata. Per informazioni, iscrizioni e programma completo: http://archiviocinemaindustriale.eventbrite.it / http://www.liuc.it.