martedì 21 febbraio 2017

Opportunità Green Jobs, altro che moda

Imprese sempre più sostenibili e opportunità di lavoro green.
Alla richiesta del mercato fa da specchio una ricerca sulle figure professionali di interesse per l’industria tessile e della moda svolta, nell’ambito di un progetto promosso in collaborazione con Centrocot, da Aurora Magni, docente di Eco efficienza, materiali e processi della Scuola di Ingegneria della LIUC - Università Cattaneo. Una ricerca che ha coinvolto 21 imprese della provincia di Varese in rappresentanza di tutti gli step produttivi.
E proprio la professoressa Magni, presidente di Blumine, mercoledì 22 febbraio 2017, interverrà come relatrice al convegno “Opportunità Green Jobs: come e dove investire forze e risorse per migliorare la sostenibilità della propria professione”. Un incontro di approfondimento, in programma a Milano Rho/Fiera a partire dalle ore 10, nel corso del quale la docente della LIUC relazionerà sui tessuti green e sulle imprese che investono in ricerca e innovazione ormai orientate ad operare in rete, con fornitori e clienti, per ridurre l’impatto ambientale.
“Nell’industria tessile le filiere che si pongono obiettivi green vedono coinvolte, oltre alle imprese che trasformano materie prime in filati e tessuti e che provvedono allo loro tintura, anche i produttori di fibre, l’industria chimica che fornisce fibre man-made, coloranti e ausiliari, i produttori di tecnologie. Si tratta spesso di filiere internazionali aperte alla collaborazione con Università e centri ricerca”, dichiara Aurora Magni.
La stessa Industria 4.0 di cui tanto si parla “sta fornendo nuove soluzioni tecnologiche a sopporto dei processi produttivi e gestionali consentendo di ottimizzare risorse, tempo, ridurre sprechi”, ricorda la docente. “La preparazione di manager  e tecnici in grado di dialogare con sistemi digitali e tecnologie intelligenti finalizzandoli a obiettivi di mitigazione dell’impatto ambientale delle attività produttive, sta emergendo come una nuova frontiera per la formazione universitaria e professionalizzante”.
Un terreno, quello dell’Industria 4.0, su cui sta investendo l’Università Cattaneo con la sua i-Fab LIUC per l’apprendimento delle tecnologie della cosiddetta fabbrica intelligente.  

Da considerare, inoltre, i 3 corsi al terzo anno, per complessivi 27 crediti, su energia, strumenti per la sostenibilità e materiali e processi sostenibili. Corsi che, dal prossimo anno, passeranno alla laurea magistrale.

L’industria del futuro dovrà dare sempre più peso alle capacità progettuali e gestionali; dovrà essere attenta alle tematiche ambientali, capace di innovare continuamente l’offerta dei prodotti oltre a monitorare flussi complessi di dati e di processi decisionali. E non potrà prescindere da figure professionali green: dal progettista di prodotti tessili sostenibili, al responsabile della sicurezza chimica, all’ingegnere Industry 4.0 che sappia far andare d’accordo lo sviluppo dell’impresa con la tutela ambientale.