lunedì 21 novembre 2016

Inaugurato il nuovo Anno Accademico alla LIUC – Università Cattaneo all’insegna delle competenze per le nuove sfide economico sociali


Un’Università giovane e attiva che riafferma la propria identità di “Ateneo delle imprese per le imprese” preparandosi alle sfide delle trasformazioni economico e sociali in atto, desiderosa di contribuire allo sviluppo del Paese.
Nel giorno dell’Inaugurazione dell’Anno Accademico 2016/2017, in un’aula Bussolati gremita, la LIUC torna a confermarsi luogo del sapere volto all’innovazione e presenta alcuni progetti contenuti nel piano strategico 2016 – 2020.

“Quello che si conclude oggi è stato un anno accademico ricco di fatti, anche guidati dal piano strategico approvato ad aprile 2016 - ha ricordato il Rettore Federico Visconti  nella sua relazione – Un piano ambizioso perché imperniato sulle sfide derivanti dalle grandi trasformazioni che stanno interessando il sistema manifatturiero e l’intero ambiente economico. Industria 4.0, ma non solo. E un piano pragmatico nei mezzi perché identifica importanti cantieri di innovazione: gli interventi sull’offerta formativa con la progettazione di un nuovo percorso in lingua inglese “Innovation and Entrepreneurship” per la Scuola di Economia e Management; la realizzazione di i-Fab, prototipo di fabbrica dove conoscere, in forma esperienziale, l’impatto delle tecnologie abilitanti che afferiscono all’approccio di Industria 4.0; gli investimenti su progetti di ricerca d’interesse istituzionale; la creazione della LIUC Business School le cui attività saranno presentate ad inizio 2017”.

Così il Presidente della LIUC Michele Graglia: “Siamo e continueremo ad essere un piccolo Ateneo ma che, con soddisfazione, si vede costantemente classificato ai primi posti a livello nazionale come capacità di inserimento dei propri laureati nel mondo del lavoro e come opportunità di esperienze di internazionalizzazione offerte ai nostri studenti. Conseguentemente, soprattutto per questi motivi, siamo un Ateneo che ha visto negli ultimi 3 anni crescere il numero delle immatricolazioni di oltre il 40% in un periodo di crisi delle “vocazioni” universitarie”.
E ancora: “Saper cogliere i cambiamenti in ogni ambito, ma soprattutto saper adattare le proprie decisioni a tali cambiamenti è lo stimolo indispensabile per ogni imprenditore moderno, lo deve essere per tutti i futuri professionisti che usciranno da questi cancelli.
Non adagiarsi sulle consuetudini, sulle certezze del passato, sulla tranquilla accettazione di ciò che fino a ieri ha funzionato. Non può e non deve far paura la ricerca del cambiamento, unica vera strada per un continuo e positivo miglioramento. Formare dei giovani vuol dire anche trasmettere loro questi valori, non solo trasferire consolidate nozioni scientifiche”.

Al Professore Emerito del Politecnico di Milano Armando Brandolese - che è stato il Presidente del Comitato Ordinatore della Facoltà di Ingegneria nel periodo 1995-1999 -  è stata affidata la prolusione sulle competenze per le nuove sfide che la quarta rivoluzione industriale richiede: “Guardando ai decenni futuri, l’Italia non può fare a meno di avere un settore di industrie manifatturiere ampio e competitivo, settore che per tutta la seconda metà del XX secolo ha rappresentato una delle più potenti spinte allo sviluppo del nostro Paese”.
Questa affermazione, ha continuato Brandolese, ”discende innanzitutto dall’ovvia necessità di salvaguardare e, se possibile, aumentare i milioni di posti di lavoro che il settore manifatturiero assicura a tutt’oggi, ma – immediatamente dopo, e soprattutto – dalla considerazione che il manufacturing è fondamentale per assicurare il mantenimento della capacità innovativa di prodotto, che sola può garantire lo sviluppo industriale nel medio- lungo termine”. 
Per ritrovare la competitività perduta e tornare a crescere occorre aprirsi all’innovazione del processo produttivo, alla quarta rivoluzione industriale. I benefici attesi sono molteplici, ha evidenziato il Professore: “Maggiore flessibilità attraverso la produzione di piccoli lotti ai costi della grande scala; maggiore velocità dal prototipo alla produzione di serie attraverso tecnologie innovative; maggiore produttività attraverso minori tempi di set-up, riduzione degli errori e fermi macchina; migliore qualità (più precisamente, conformità come già detto) e minori scarti mediante sensori che monitorano la produzione in tempo reale; maggiore competitività del prodotto grazie a maggiori funzionalità derivanti dall'Internet delle cose”. E per i Produttori italiani di ‘tecnologia produttiva’ la possibilità  “di arricchire la propria catena del valore trasformandosi da semplici costruttori a fornitori di servizi a valore aggiunto abilitati proprio dalle tecnologie digitali”.

Le Università svolgono un ruolo essenziale in questo cambio di passo.
“Qui alla LIUC esiste proprio un percorso specifico della Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale denominato ‘Progettazione e gestione della fabbrica intelligente’, ed è stato realizzata l'i-FAB, che è una fabbrica modello che ha un duplice obiettivo: far toccar con mano a manager, imprenditori e studenti il paradigma industria 4.0 e i vantaggi a esso connessi, e fungere da laboratorio dove i ricercatori dell'università possono lavorare con vendor di soluzioni tecnologiche e imprese utilizzatrici al fine di rendere sempre più intelligenti le nostre fabbriche”, la sottolineatura del Professore.

Immancabile la voce degli studenti nel giorno dell’Inaugurazione del nuovo Anno Accademico, portata in aula da Antonio Lauri, Rappresentante degli studenti nel Consiglio di Amministrazione, il quale ha sottolineato l’importanza della partecipazione alla vita universitaria.

E, in conclusione, l’intervento del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.