lunedì 18 luglio 2016

Generazione Erasmus e progetti per il futuro prossimo: la mobilità internazionale è di casa alla LIUC – Università Cattaneo


A quasi 30 anni di vita, il programma Erasmus continua a mantenere e a rinnovare l’interesse che ha suscitato fin dall’inizio.
Ormai si può parlare di “generazione Erasmus” e riconoscere nei giovani di allora gran parte della classe dirigente di oggi, come aveva già intravisto Sofia Corradi, 82 anni, professoressa italiana che inventò l’Erasmus dopo che, da studentessa, non le venne riconosciuto un master alla Columbia University di New York.
I più recenti studi sull’impatto del Programma dimostrano una minore disoccupazione tra gli “erasmiani” e una maggiore presenza nei ruoli manageriali (70%). Sono competenze trasversali quelle che vengono richieste a imprenditori e manager e la “contaminazione” con altre culture, attraverso un’esperienza di mobilità, predispone a un’apertura mentale e ad una flessibilità che favoriscono la crescita personale a tutto tondo e l’inserimento nel mondo del lavoro. Proprio quanto rientra nella mission dell’Università Cattaneo.

Nel 2014/15,  primo anno della programmazione Erasmus +, sono andati in mobilità dall’Italia 30.000 studenti; 5.019 in Lombardia (tra studenti in mobilità per studio e per tirocinio) e anche la LIUC – Università Cattaneo ha fatto la sua parte.
E’, infatti, un trend in continua crescita, quello della mobilità degli studenti LIUC. Su circa 2.000 studenti iscritti alla LIUC, nell’Anno Accademico 2014/ 2015 il 9,7% è stato coinvolto in programmi di mobilità. Nel 2015/16, la percentuale  è diventata dell’11,15 % e le previsioni evidenziano una crescita (12,45%) anche per il 2016/17.

In numeri, gli studenti LIUC in uscita (outgoing) sono stati: 194 nell’Anno Accademico 2014/15; 223 nel 2015/ 16 e 249 secondo le previsioni 2016/17.
In crescita anche gli studenti in entrata (incoming), ossia gli stranieri che hanno frequentato la LIUC dal 2014 ad oggi: 168 nell’Anno Accademico 2014/15; 194 nel 2015/16 e 132 quale previsione di un solo semestre per il 2016/17. 
Numeri importanti per un’Università giovane, con soli 25 anni di vita, che confermano il posizionamento della LIUC tra tutti gli atenei italiani con una maggiore percentuale di scambio.
Per vocazione volta all’apertura internazionale, la LIUC ha una particolare attenzione allo sviluppo di rapporti di collaborazione con Università in Europa e fuori dall’Europa per permettere ai propri studenti di integrare le competenze acquisite con la crescita che deriva dal confronto e dall’inserimento in realtà diverse da quelle alle quali sono abituati.  
In LIUC più del 40% degli studenti ha trascorso un periodo di studio e/o di tirocinio all’estero. 

Anche le classifiche danno ragione alla LIUC attestando i buoni risultati raggiunti nell’internazionalizzazione. Nella graduatoria stilata dal quotidiano La Repubblica su dati Censis, l’Università Cattaneo è seconda tra gli atenei fino a 5.000 iscritti con un punteggio pari a 104 per l’indicatore “internazionalizzazione” e terza considerando anche gli atenei grandi e medi per numero di iscritti.

Elevato il livello di soddisfazione dell’esperienza di mobilità da parte degli studenti LIUC, pari al 97,48%, ben oltre la percentuale di soddisfazione nazionale che è oltre il 75%.

Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, sono i Paesi preferiti del Vecchio Continente dove andare a studiare, ma la mobilità degli studenti LIUC è distribuita equamente su tutti i Paesi dell’Unione europea.  Mentre le mete per la mobilità extraeuropea sono, in particolar modo: Stati Uniti, Canada, Giappone, Korea, Australia, Thailandia.
Nel complesso sono attivi 128 accordi (di cui 38 fuori dall’Unione europea) in 41 Paesi, di cui 16 extra Ue.

Per quanto riguarda i fondi a diposizione della LIUC, nell’Anno Accademico 2015/16 l’Agenzia nazionale ha erogato 130.000 euro per la mobilità, integrati con 30.000 euro, più 40.000 euro per la mobilità extraeuropea, grazie ai fondi Miur.
A questi si aggiungono forme di agevolazione per la mobilità internazionale erogate dal Servizio per il Diritto allo Studio della LIUC, su fondi di varia provenienza quali Regione Lombardia, Camera di Commercio di Varese e Fondazione Famiglia Legnanese, per un valore medio di 35.000 euro all’anno.

Il prossimo futuro alla LIUC sarà all’insegna di una ancora maggiore mobilità internazionale degli studenti e dei docenti.
L’offerta formativa, già erogata per il 25% dei corsi e dei crediti formativi universitari in inglese, avrà altre novità importanti: il programma Visiting Professors con 6 docenti che terranno corsi e guest lectures di alto livello nel corso del prossimo Anno Accademico.
Grazie all’iniziativa di fundraising, la LIUC avrà in cattedra Dan Cable, il “guru” in Human & Resources Strategy in Transforming Organizations della London Business School e altri quattro nomi eccellenti: Dominick Salvatore, economista internazionale della Fordham University di New York che potrà approfondire i temi “euro” e “TTIP” e, sempre proveniente dalla stessa Università, Christine Janssen, Direttore di Entrepreneurship Programme alla Gabelli School of Business e Co- direttore di Fordham Foundry busincub, che terrà un corso su  Executing the Entrepreneurial Vision, docente già presente alla LIUC l’anno scorso per uno study tour comprensivo di corsi e di visite aziendali per gli studenti.
Di Economia Sperimentale collegata alle imprese, tratterà Nikos Georgantzis, professore in Behavioural Economics alla University of Reading, pronto a portare in aula questo relativamente nuovo filone delle applicazioni di Microeconomia.
Infine Fawaz Beddar, dalla IESEG School of Management  di Lille e Parigi, ateneo con cui la LIUC ha già dei contatti in essere. Esperto in Negotiating in New Market Countries, Beddar ha fatto innamorare tutti gli studenti che hanno seguito le sue lezioni e, proprio per questo, è stato scelto quale Visiting Professor dalla LIUC.
Da definire ancora il sesto Visiting Professor, mentre è in cantiere un nuovo percorso di laurea magistrale in “Entrepreneurship and Innovation” per Economia aziendale e Management per l’Anno Accademico 2017/18.
Prima Università a creare un corso all’imprenditorialità negli anni ’90, la LIUC riscopre così le proprie radici guardando al futuro del nuovo manifatturiero con una laurea magistrale in inglese aperta a studenti italiani e stranieri che consentirà diversi sbocchi occupazionali (indirizzata ai futuri imprenditori, agli startupper e ai manager d’azienda). Tra le novità anche viaggi studio nei luoghi dell’innovazione nel mondo.

“Il programma di visiting professors rafforza l’offerta in lingua inglese della LIUC, caratterizzata dal percorso in lingua inglese di laurea triennale, Business Economics, e da quello di laurea magistrale, International Business Management”, evidenzia il Professore Rodolfo Helg, Direttore della Scuola di Economia e Management della LIUC. “Una ricaduta positiva ci sarà anche per l’allargamento e il consolidamento del network di università partner che facilita la mobilità internazionale dei nostri studenti e docenti. Da quest’ultimo punto di vista, anche la ricerca scientifica può trarne vantaggio per le interazioni che si verranno a stabilire con ricercatori delle nuove università partner”.

“La mobilità internazionale di docenti e studenti è un dato strategico della LIUC”, commenta il Rettore Federico Visconti. “Dal 29° ciclo all’attuale 32° si osserva un sempre maggiore interesse da parte di candidati stranieri, il che conferma il crescente grado di internazionalizzazione del nostro dottorato. Qualche numero a supporto: da 44 candidati tutti italiani nel 29° ciclo, siamo passati a 4 candidati stranieri su 26 nel 30° ciclo (15%) e a 126 stranieri su 142 nel 32° ciclo (88%)”.