giovedì 30 giugno 2016

Come affrontare l’esame orale di Maturità: la parola chiave è “equilibrio”

 Maturandi attesi alla prova del nove, quella dell’esame orale che crea sempre un po’di ansia e nervi tesi. Ecco allora qualche consiglio per affrontare un momento cruciale della carriera scolastica che può mettere a dura prova anche lo studente più preparato.
“Affrontare la commissione non è poi così diverso dall’affrontare un manager delle Risorse Umane durante un colloquio di selezione” , premette Francesca Contardi, docente in Gestione delle carriere alla LIUC – Università Cattaneo, “occorre dimostrare sicurezza, ma non essere sfacciati, essere disinvolti ma non dare l’impressione di prendere l’esame con superficialità”.

Dato per scontato che è fondamentale aver studiato con costanza nel corso dell'anno, e non solo negli ultimi 10 giorni, è importante anche sapersi porre nella maniera corretta davanti alla Commissione d’esame, consapevoli dei messaggi che manda il nostro corpo. Ricorda Contardi: “Come stiamo seduti, la postura che teniamo o il modo di gesticolare raccontano molto di noi, comunicano molto più di quanto immaginiamo e contribuiscono al giudizio finale che otterremo”.
Meglio evitare di allungarsi, quasi sdraiandosi, sulla sedia: “Significherebbe dare l’impressione di non prendere sul serio la situazione”, annota la docente. “Dall'altro lato, bisogna evitare di inclinarsi eccessivamente verso il tavolo perché daremo l'impressione di essere sulla difensiva e quindi chiusi su noi stessi. Ricordate, inoltre, che le braccia conserte denotano chiusura e rifiuto”.

Il consiglio di Francesca Contardi è di: “Stare rilassati - non contratti e non curvi - e non agitare eccessivamente gambe e piedi: sono tutti segnali di eccessivo nervosismo. Se siamo seduti sulla punta della sedia e il nostro corpo è rivolto verso la porta stiamo dicendo "voglio scappare il prima possibile da questa aula". E' chiaramente un altro segnale di disagio che deve essere evitato”.

Ma non è soltanto una questione di impressioni a prima vista, occorre essere in grado di governare la relazione con la commissione d’esame. “E' assolutamente vietato interrompere chi parla: l'esaminatore potrebbe infastidirsi e questo andrà a nostro sfavore. Inoltre, non è consigliabile rispondere in maniera troppo sintetica e monosillabica alle domande, ma neanche essere logorroici o dire 100 parole in un minuto, senza mai prendere fiato. Non dimentichiamo che essere troppo timidi e insicuri è un grosso problema, ma lo è anche essere prolissi allo sfinimento (di chi ascolta)”. La soluzione è: “Parlare con il giusto ritmo, in modo che ogni parola possa essere capita ed evitare l’uso delle parole straniere quando non è strettamente necessario”.
In sintesi, chiosa la docente di Gestione delle carriere alla LIUC: “Durante l'esame di maturità o durante qualsiasi altro colloquio, gli eccessi devono essere assolutamente banditi. La parola chiave è equilibrio”.