giovedì 16 luglio 2015

VII edizione del Rapporto Venture Capital Monitor - VeMTM - Crescono gli investimenti in seed e startup con 71 operazioni: +8% rispetto al 2013

È stato presentato il Rapporto di ricerca Venture Capital Monitor – VeM sulle operazioni di venture capital in Italia nel 2014. Lo studio è stato realizzato dall’Osservatorio Venture Capital Monitor – VeM attivo presso la LIUC – Università Cattaneo e da AIFI, Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital.

Operazioni
Il 2014 si è chiuso con una crescita dei nuovi investimenti in seed (investimento nella primissima fase di sperimentazione dell’idea di impresa) e startup (investimento per l’avvio dell’attività imprenditoriale), con 71 operazioni: +8% rispetto al 2013 (66 operazioni) e +25% rispetto al 2012 (57 operazioni). Il decreto startup (D.L. 18 ottobre 2012, n. 179) entrato in vigore nel dicembre 2012 ha iniziato a mostrare effetti positivi già a partire dal 2013, proseguendo nel 2014.
“Quando si parla di venture capital, è utile riflettere sul fatto che si tratta di un capitale che consente la traduzione in impresa di nuove idee o il sostegno alla prima fase di attività di una realtà ancora embrionale” afferma Innocenzo Cipolletta, presidente AIFI. “Si tratta, dunque, di un capitale che permette di intraprendere i primi percorsi di sviluppo e che genera processi innovativi in grado di irrorare tutto il sistema imprenditoriale. In altre parole, il venture capital è un fattore di crescita e, pur nelle difficoltà del mercato italiano, ha favorito negli anni lo sviluppo e l’evoluzione del nostro sistema produttivo e dell’occupazione".
Il numero degli investitori attivi (coloro che hanno fatto almeno un’operazione durante l’anno) si attesta a 33 (a cui si aggiunge la categoria dei business angel), in leggera crescita, +6%, rispetto al 2013; il numero degli investimenti è stato pari a 112 (erano 86 nel 2013); in merito alla provenienza degli investitori, solo il 9% dei deal è stato realizzato da operatori stranieri. I business angel hanno partecipato a 26 operazioni molto spesso in affiancamento a un operatore di venture capital; questo dimostra come ci sia sinergia e un buon livello di cooperazione tra le due categorie di operatori.
“Il 2014 conferma il trend di crescita intrapreso dal segmento del venture capital nel nostro Paese”, afferma Anna Gervasoni, direttore generale AIFI e professore ordinario LIUC - Università Cattaneo, “per il contesto economico italiano, è possibile porsi obiettivi maggiormente ambiziosi attraverso l’aumento degli operatori attivi nel settore, la creazione di un ecosistema ancora più incentivante e un incisivo ruolo delle Università e dei centri di ricerca, che, come accade nei contesti più virtuosi, sono in grado di fungere da traino della ricerca e dell’innovazione”.

Tipologia ed ammontare
Per quanto riguarda le operazioni di seed capital, l’ammontare medio investito è di 0,3 milioni di euro per l’acquisizione di una quota media pari al 50%. Nelle operazioni di startup, l’ammontare medio, per il 2014, è stato di 1,4 milioni di euro per acquisire una quota media di partecipazione apri al 23%.

Distribuzione geografica e settoriale
Come per gli anni passati, la Lombardia è la regione in cui si concentra il maggior numero di operazioni e che continua a crescere coprendo il 49% del mercato (era il 26% nel 2013). Seguono Lazio con l’11% e, a pari merito, Piemonte e Veneto con il 7% del totale delle operazioni realizzate in Italia.
“Lo studio mostra come la Lombardia abbia vissuto un 2014 importante mentre al Sud l’attività di venture capital ha subito una flessione rispetto al 2013” afferma Francesco Bollazzi, responsabile dell’Osservatorio Venture Capital Monitor – VeM. “La contrazione dipende soprattutto dall’esaurimento del Fondo HT per il Mezzogiorno. Il numero di operazioni resta comunque più elevato rispetto agli anni antecedenti la misura, segno che questi interventi se ben strutturati possono offrire impulso al mercato in modo stabile”.
Dal punto di vista settoriale, l’ICT monopolizza l’interesse degli investitori di venture capital che cresce, negli investimenti, del 56% (era il 50% nel 2013); in questa categoria si segnala la diffusione di applicazioni web e mobile riconducibili ad app innovative. In aumento il terziario avanzato con il 21% rispetto al 6% del 2013 e il settore della grande distribuzione che arriva al 6% rispetto al 2% dell’anno precedente.

 Profilo di investimento per le operazioni di seed capital                                                                                                                                                   Ammontare medio investito (milioni di euro) 0,3 milioni di euro
Quota media acquisita    50%
Deal origination    Private enterprise (66%), University spin off (27%), Corporate spin off (7%)
Regioni prevalenti    Lombardia (53%), Lazio (20%)
Settori prevalenti    ICT (66%), Terziario avanzato (13%)
Fonte: Venture Capital Monitor – VeMTM

Profilo di investimento per le operazioni di startup
Ammontare medio investito (milioni di euro) 1,4 milioni di euro
Quota media acquisita 23%
Deal origination Private enterprise (88%), University spin off (12%)
Regioni prevalenti  Lombardia (48%), Lazio (9%), Piemonte (7%), Veneto (7%)
Settori prevalenti ICT (55%), Terziario avanzato (24%), GDO (5%)
Fonte: Venture Capital Monitor – VeMTM


Il Venture Capital Monitor – VEM è un Osservatorio nato nel 2009 presso la LIUC - Università Cattaneo, in collaborazione con AIFI, Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital, che si pone come obiettivo quello di sviluppare un’attività di monitoraggio permanente sull’attività di venture capital svolta nel nostro Paese. L’attività del VEMTM è realizzata attraverso la pubblicazione di un rapporto annuale, ricerche su commessa e altre iniziative di confronto tra soggetti pubblici e privati coinvolti nell’attività di early stage in Italia.

La LIUC è nata a Castellanza (VA) nel 1991 per iniziativa dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. 3 i corsi di laurea proposti, ovvero Economia, Giurisprudenza e Ingegneria, tutti connotati in un’ottica internazionale con la possibilità di frequentare interi percorsi in lingua inglese. Alla LIUC il sapere accademico si intreccia con lo spirito del fare, attraverso laboratori esperienziali, già orientati al mondo del lavoro. L’Università è inoltre ai primi posti nelle classifiche sull’internazionalizzazione, con 1 studente su 3 che fa un’esperienza all’estero. Altro punto di forza è il placement: i laureati si inseriscono infatti nel mondo del lavoro dopo un’attesa media di soli 3 mesi. Per il post – laurea, la LIUC offre opportunità di formazione che includono master universitari per neo laureati, corsi di specializzazione per figure manageriali, moduli brevi ad hoc, corsi di medio periodo interni all’azienda e company academy.

AIFI, Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital, è stata costituita nel maggio del 1986 al fine di sviluppare, coordinare e rappresentare, in sede istituzionale, i soggetti attivi sul mercato italiano dell'investimento in capitale di rischio. L'Associazione è un’organizzazione di istituzioni finanziarie che stabilmente e professionalmente effettuano investimenti in aziende, sotto forma di capitale di rischio, attraverso l'assunzione, la gestione e lo smobilizzo di partecipazioni prevalentemente in società non quotate, con un attivo sviluppo delle aziende partecipate.