venerdì 20 dicembre 2013

Studenti alla scoperta dei mercati finanziari con “LIUC The Market”

Studenti alla scoperta dei mercati finanziari con “LIUC The Market” Imparare la finanza dal vivo attraverso la partecipazione ad un laboratorio esperienziale, nuova forma didattica sperimentata dalla LIUC grazie al supporto di Fondazione Cariplo. Nel primo semestre, gli studenti della LIUC – Università Cattaneo iscritti al primo anno della Laurea Magistrale di Economia Aziendale e Management (percorso “Banche e Mercati Finanziari”, coordinato dal Rettore della LIUC, il prof. Valter Lazzari) hanno potuto sperimentare cosa significa gestire un portafoglio di titoli derivati in tempo reale. “All’interno del laboratorio - spiega il prof.Aldo Nassigh, docente titolare del corso - gli studenti costituiscono un vero e proprio mercato, nel quale, riuniti in gruppi, interpretano il ruolo di intermediari finanziari. Per la copertura dei rischi del proprio portafoglio, ciascun gruppo compra e vende derivati sul mercato simulato a cui partecipano anche gli altri gruppi, dando luogo all’incrocio di domanda e offerta. In questo modo, gli studenti possono meglio apprezzare le opportunità e i rischi crescenti proposti dal mercato dei derivati, in particolare quello sui tassi e sulle valute, cresciuti in modo esponenziale negli ultimi anni. Il prof. Nassigh, insieme al prof. Antonio Caggia e al dott. Alberto Re Fraschini della Biblioteca Mario Rostoni dell’Università, ha sviluppato “LIUC The Market”, il software alla base del laboratorio, che riproduce un vero e proprio mercato telematico secondo il meccanismo dell’asta bilaterale continua e replica esattamente quanto avviene sui monitor dei traders che partecipano al mercato dei derivati intermediati da una controparte centrale. I docenti giocano il doppio ruolo di market maker e di controparte centrale e partecipano anch’essi al laboratorio, guidando gli studenti alla scoperta ed alla comprensione delle dinamiche di mercato da essi stesse messe in pratica. In particolare, ogni gruppo di studenti rappresenta un'intera banca e il programma simula come agisce e reagisce un intero mercato. E' dunque una finestra su come funziona una realtà velata da un sistema informatico ipersviluppato. “Penso sia fondamentale per insegnamenti come questo - commenta Micaela Zanzi, una delle studentesse partecipanti - poter contare su una didattica esperienziale. Fare le cose permette di apprendere meglio i concetti e acquisire un riscontro pratico dell’applicabilità di quanto si è appreso a lezione. E’ utile anche perché è un modo di fare esperienza senza dover sopportare conseguenze rilevanti, come accadrebbe nel mondo professionale”. Questa ed altre testimonianze sono raccolte in un video che è stato inserito nella sezione LIUC TV del sito www.liuc.it.

giovedì 19 dicembre 2013

Nasce Slalom, la App per il turismo ad alta quota

Nasce Slalom, la App per il turismo ad alta quota Dall’idea di quattro studenti della LIUC – Università Cattaneo Appassionati di montagna? Indecisi su dove passare le prossime vacanze? Con Slalom, la nuova App di promozione turistica, il comprensorio di Alagna Valsesia non avrà più segreti. Slalom nasce grazie all’intuizione di quattro studenti della LIUC – Università Cattaneo (Jacopo Merlini, Cristian Mazzarro, Alessio Damonti, Alessandro Baglivo), iscritti al corso di Laurea Magistrale in Ingegneria per la Produzione Industriale. Nell’ambito dell’insegnamento di E - Business, tenuto dal prof. Aurelio Ravarini insieme a Luca Cremona e Giuseppe Catalfamo, gli studenti sono stati investiti del compito di realizzare un business plan per una start – up. Da lì, l’idea. “Abbiamo incrociato le nostre competenze, gestionali ma anche informatiche, con la nostra passione per lo sci, soprattutto in Valsesia – spiega Alessio Damonti - L’App offre una serie di servizi che spaziano dalla possibilità di cercare un alloggio e di verificare la disponibilità di posti, a quella di individuare un impianto sciistico aperto. E ancora, ci sono una web cam, una mappa completa, una sezione meteo, e a breve contiamo di implementare ulteriormente i contenuti dell’App aggiungendo la possibilità di prenotare un tavolo in un ristorante o in locale”. Il progetto dei quattro giovani start – upper del corso di Ingegneria della LIUC è stato accolto con favore dal comprensorio di Alagna, che ha presentato di recente l’iniziativa agli esercenti e agli altri attori coinvolti. “Le lezioni di E - Business alla LIUC – continua Damonti – ci hanno permesso senz’altro di avere le basi per poter realizzare il progetto, ma soprattutto ci hanno dato la spinta necessaria a credere nella nostra idea e nel fatto che potesse essere effettivamente realizzata. E non è poco”. Ora, l’obiettivo sarebbe quello di mettere a frutto questa esperienza allargandola ad altri comprensori sciistici. Slalom è scaricabile gratuitamente da Google Play. A breve sarà possibile farlo anche da Apple Store. Slalom è anche su Facebook, cercando “Slalom App”.

mercoledì 11 dicembre 2013

Nasce un acceleratore di idee per agganciare il futuro Un progetto che si rivolge a grandi imprese, PMI, studenti, designer, artisti, scuole e centri di ricerca

Un’iniziativa della LIUC – Università Cattaneo e dell’Unione Industriali per fare della provincia di Varese uno dei territori protagonisti nel Paese di quella che The Economist ha chiamato la “Terza Rivoluzione Industriale”, basata sulle tecnologie di fabbricazione digitale SmartUp – Laboratorio Fabbricazione Digitale Nasce un acceleratore di idee per agganciare il futuro Un progetto che si rivolge a grandi imprese, PMI, studenti, designer, artisti, scuole e centri di ricerca Un acceleratore dei processi di innovazione di prodotto e di idee. Un supporto alla creazione di prototipi. Un laboratorio che offrirà alle imprese la capacità di sviluppare servizi personalizzati di fabbricazione digitale. Un appoggio concreto alle startup. Un catalizzatore di innovazione per tutto il territorio. È con questi obiettivi che nasce SmartUp – Laboratorio Fabbricazione Digitale. Una nuova iniziativa targata LIUC – Università Cattaneo e Unione degli Industriali della Provincia di Varese, il cui taglio del nastro avverrà ufficialmente nel prossimo mese di gennaio, ma già oggi presentata nei suoi contorni generali alla stampa. La sfida che viene lanciata con SmartUp – Laboratorio Fabbricazione Digitale è di fare della provincia di Varese uno dei territori protagonisti nel paese di quella che The Economist ha chiamato la “Terza Rivoluzione Industriale”, basata soprattutto sulla tecnologia delle stampanti 3D e sulla quale poggerà il nuovo laboratorio che sorgerà all’interno della LIUC – Università Cattaneo e che si candida a fare da palestra per l’innovazione di prodotto e di processo dell’industria varesina, e non solo. Gli esempi del cambio di paradigma in atto nell’industria mondiale sono concreti. E’ il caso della Rolls-Royce, gigante dell’avionica inglese, il cui responsabile degli approvvigionamenti ha nei giorni scorsi dichiarato che è una prospettiva assolutamente concreta quella di produrre il sistema frenante di un aereo on demand usando stampanti 3D. Un altro esempio di applicazione di queste tecnologie potrebbe essere quello di un’impresa meccanica varesina impegnata nella realizzazione di prototipi per i propri clienti che una volta era costretta a disegnare il pezzo, a produrlo fisicamente e a spedirlo magari negli Stati Uniti, o da qualsiasi altra parte nel mondo, con tempi e costi non irrilevanti. Oggi la stessa azienda può disegnare lo stesso pezzo sui propri computer, inviare il file all’azienda statunitense che lo stamperà in tempo reale, dando un feedback a Varese in giornata. Una volta, dai primi prototipi di un prodotto alla loro messa in produzione passavano mesi e i costi da sostenere erano assai elevati. Oggi, grazie alle tecnologie di prototipazione e fabbricazione digitale, potrebbe essere questione di giorni, a costi ridotti. Sta cambiando il mondo. Non si sta parlando di fantascienza, ma di mutamenti già in atto nelle imprese. Anche di quelle più avanzate del territorio varesino. Come sottolinea il Presidente dell’Unione Industriali, Giovanni Brugnoli: “Con il laboratorio SmartUp mettiamo a disposizione delle aziende un acceleratore di idee là dove si formano. Nel mondo dell’industria c’è un fermento incredibile e basato su queste nuove frontiere della stampa digitale, già utilizzate da molte aziende anche qui, nella nostra provincia. La sfida che oggi lanciamo è quella di fare dei casi avanzati una regola generale. Così come abbiamo già fatto con i sistemi RFId e con le pratiche di Lean Production, oggi la sfida è di diffondere conoscenza e cultura per fare, dei punti di avanguardia della nostra imprenditoria, un trampolino di lancio per una messa in comune su larga scala di competenze con le quali rilanciare il sistema produttivo. La sfida, per tutto il territorio, non solo le imprese, è agganciare il futuro”. Anche per questo SmartUp – Laboratorio Fabbricazione Digitale non coinvolgerà solo la LIUC – Università Cattaneo e l’Unione Industriali. L’iniziativa avrà come obiettivo di coinvolgere grandi imprese, PMI, studenti, designer, artisti, scuole e centri di ricerca. “SmartUp – Laboratorio Fabbricazione Digitale – spiega il Presidente della LIUC – Università Cattaneo, Michele Graglia – si inquadra nelle numerose attività che questa Università, nata dalle imprese per le imprese, ha attivato, negli anni, in aggiunta alla propria attività istituzionale di formazione superiore attraverso i corsi di laurea e i master universitari. Un supporto all’innovazione delle imprese di cui SmartUp costituisce un ulteriore tassello. Il laboratorio è promosso nell’ambito della Scuola di Ingegneria Industriale, che ha attivo un corso di Ingegneria gestionale, e non corsi di Ingegneria meccanica o elettronica. Non sarà dunque un luogo di produzione di manufatti, né potrebbe esserlo. Questi edifici, come sapete, una volta erano Manifattura, ora sono Università. Ma sono sede di una Università orientata alle imprese. Che non si sostituisce quindi a queste ultime nel produrre, ma le aiuta nel progettare modalità innovative per quel che riguarda il modo di produrre”. Un laboratorio, dunque, che fungerà da supporto al tessuto produttivo del territorio. La scelta della sede, la stessa LIUC – Università Cattaneo, risponde proprio alla necessità di dare accesso, oltre agli strumenti di lavoro e a uno spazio di accelerazione di idee, anche alle competenze necessarie a utilizzarli, grazie all’affiancamento di specialisti. “Da tempo la nostra Università sviluppa iniziative di trasferimento tecnologico finalizzate a diffondere conoscenza alle aziende e alle organizzazioni – ricorda il prof. Luca Mari, coordinatore del progetto – e l’esperienza che abbiamo acquisito ci ha convinto dell’utilità di promuovere un acceleratore di nuove idee e progetti nel contesto della fabbricazione digitale: cerchiamo così di rendere concreta la lezione che il lavoro si crea dove c’è intelligenza. I ricercatori dell’Università saranno innanzitutto impegnati in attività di informazione e formazione – nei prossimi mesi realizzeremo un ciclo di seminari di presentazione delle tecnologie e delle loro potenzialità applicative – e siamo convinti che da tali attività riusciremo a far scaturire intorno all’Università stessa una comunità di soggetti con ruoli complementari: aziende che vedono in queste tecnologie opportunità di nuove opzioni di innovazione di processo o di prodotto e aziende in grado di fornire o comunque mettere a disposizione strumenti come stampanti 3D, ma anche makers e, speriamo, scuole tecniche interessate a giocare un ruolo attivo in questo scenario. SmartUp sarà dotato di macchine per la “prototipazione digitale”, che saranno a disposizione delle aziende e dei nostri studenti, ma riteniamo che il compito più importante di un’università sia di generare conoscenza e far incontrare conoscenza ove essa è già presente. In sintesi, il progetto che il gruppo di lavoro della LIUC ha definito con l’Unione Industriali prevede tre aree generali di attività per SmartUp, finalizzate al supporto alle aziende per l’innovazione di prodotto (“sviluppo di oggetti smart”) e di processo (“prototipazione digitale”) e per la realizzazione di nuovi progetti e startup (“acceleratore di idee”), con l’obiettivo strumentale di creare una rete di soggetti interessati a contribuire fattivamente all’innovazione nel nostro territorio attraverso le tecnologie di fabbricazione digitale”.

lunedì 9 dicembre 2013

Musica e ingegneria:alla LIUC al via il nuovo anno accademico con l’intervento del Maestro Uto Ughi

Inaugurato il ventitreesimo anno accademico Musica e ingegneria:alla LIUC al via il nuovo anno accademico con l’intervento del Maestro Uto Ughi Un’Inaugurazione dell’Anno Accademico all’insegna del rapporto tra creatività e rigore, quest’anno, per la LIUC – Università Cattaneo, che ha visto al centro l’intervento del violinista Uto Ughi. Un’occasione per celebrare i 20 anni dalla nascita del corso di studi di Ingegneria della LIUC, con una riflessione sul nesso esistente tra metodo e arte. “Quello che distingue l’uomo – ha detto Ughi - è la necessità di esprimere e comunicare i propri sentimenti e le proprie idee. L’artista, in particolare, aspira a condividere la propria opera e trova in questa convinzione la felicità più grande”. Di qui il messaggio rivolto agli studenti presenti: “Voi state costruendo il vostro futuro e lo state facendo studiando anche materie tecniche, tra cui quelle afferenti ad Ingegneria. Un pregiudizio sempre banale vuole che queste siano pura tecnica, pura scienza: al contrario c’è sempre tanta creativita’ in ogni cosa esatta e non a caso alcuni grandissimi artisti sono stati anche grandissimi matematici e scienziati (basti pensare al trattato di Matematica di Piero della Francesca, o a Leonardo da Vinci). D’altro canto, la musica stessa e’ basata su leggi matematiche”. Al prof. Carlo Noè, Direttore della Scuola di Ingegneria Industriale, il compito di mettere ulteriormente in luce le similitudini esistenti tra ingegneri e musicisti o più in generale artisti: “Anche oggi, sebbene in modo meno eclatante, l’ingegnere industriale è chiamato ogni giorno a compiere atti creativi. Il suo compito, infatti, consiste sempre nello sviluppare soluzioni per i problemi che, di volta in volta, il proprio mecenate, o meglio, l’imprenditore, gli affida in gestione. L’imprenditore, ovviamente, non si accontenta di una soluzione qualsiasi, bensì pretende la soluzione migliore. Ebbene, la richiesta di perfezione forza di fatto l’ingegnere a essere creativo: non basta proporre soluzioni precostituite, occorre trovare la soluzione “ad hoc” per ciascun problema. Ma la creatività si rende necessaria anche in virtù del fatto che nel mondo reale ogni problema da risolvere è soggetto a vincoli, rappresentati, per esempio, da risorse finanziarie limitate, dalla capacità produttiva che è finita, dai tempi di consegna che impone il mercato. Non tutte le soluzioni risultano ammissibili; nella gran parte dei casi, quindi, non ci si può fermare alla prima soluzione sviluppata che, magari, è anche la più scontata e comoda”. Nell’intervento del Presidente della LIUC Michele Graglia, sono state proposte una serie di suggestioni anche derivanti dalla passione musicale dello stesso Presidente, diplomato proprio in violino al Conservatorio: “Le scienze esatte – ha detto - non ammettono sbavature, e tuttavia, quando si tratta di esporre un sapere imparato a memoria, ci sono due strumenti - il ragionamento e l'esposizione - che in qualche misura possono mitigare il rigore. Spiegandosi, si può arrivare poco per volta a dimostrare di aver appreso. Con la musica, con il violino, no. Pensate ad una nota sbagliata che esca da uno strumento, da un tasto del pianoforte pigiato per errore - con il violino, ripeto, lo è ancor di più per la ragione che le dita devono non solo trovare sulle corde la nota giusta, ma devono anche saper trovare la giusta intonazione di quella stessa nota. Un decimo di millimetro in più o in meno nello spostare le dita dà luogo ad un suono crescente o calante. Stonato. Sgradevole. Occorre affinare l'orecchio, certamente, ma anche la manualità. La precisione, il rigore, deve essere assoluta. L'esercizio, assiduo e faticoso”. Il Rettore della LIUC, il prof.Valter Lazzari, ha messo poi a fuoco alcune delle principali sfide poste dall’evoluzione tecnologica all’educazione universitaria: “La LIUC – ha detto – è una comunità che affronta con fiducia e dedizione le sfide poste da un nuovo modello educativo, dalle nuove tecnologie, dall’internazionalizzazione, dall’esigenza di riconoscibilità del brand e dall’accessibilità e profittabilità degli studi”. Inoltre, ha ricordato: “Fare Comunità, Fabbricare Competenze, Generare Opportunità sono i tre principi cardine che desideriamo caratterizzino l’identità LIUC, la nostra identità. Potete notare come manchino le tipiche parole chiave ricorrenti quando si parla di università: didattica, ricerca, connessioni col mondo del lavoro, internazionalità, attività extra curriculari. Il fatto è che, per noi qui in LIUC, essi non sono gli obiettivi ultimi, ma solo cruciali strumenti da utilizzare per conseguire le vere finalità di un’educazione universitaria”. Tra le attività citate dal Rettore, i laboratori esperienziali: “Tra lo scorso anno e questo, un insegnamento su cinque è stato strutturato in modalità laboratorio esperienziale. In essi il modello didattico è ribaltato: l’applicazione guida il processo di apprendimento così da allenare lo studente alla capacità critica di ricercare in autonomia le nozioni in potenza rilevanti per il problema posto, apprenderle, valutarle e individuare quelle necessarie e opportune allo scopo”. Nel corso dell’Inaugurazione è intervenuto anche il Rappresentante degli Studenti in Consiglio di Amministrazione, Simone Magnano.

venerdì 6 dicembre 2013

Alla LIUC – Università Cattaneo nasce SmartUp, Laboratorio fabbricazione digitale in collaborazione con l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese

La terza rivoluzione industriale Alla LIUC – Università Cattaneo nasce SmartUp, Laboratorio fabbricazione digitale in collaborazione con l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese L’iniziativa verrà presentata alla stampa il giorno mercoledì 11 dicembre alle ore 11.00 presso LIUC - Università Cattaneo Piazza Soldini 5, Castellanza (VA) Che cos’è SmartUp? Un “cantiere” per l’innovazione di prodotto, che sostiene sul territorio la nuova rivoluzione industriale fatta da tecnologie come le stampanti 3D, le macchine laser da taglio e le schede di prototipazione elettroniche L’iniziativa nasce nel solco del fenomeno dei cosiddetti FabLab (Fabrication Laboratory), nei quali le imprese possono concretizzare in oggetti reali i progetti sviluppati nel mondo digitale: prototipi, pezzi unici o prodotti in basse tirature, nuove creazioni. A fare la differenza, un approccio integrato con il coinvolgimento di diverse tecnologie (grazie alle competenze sull’innovazione di processo messe in campo dall’Università con il corso di laurea in Ingegneria Gestionale) e il supporto imprenditoriale, con il ruolo di primo piano rivestito dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese A chi si rivolge? Il Laboratorio si rivolge al mondo industriale, alle imprese, che vogliono portare innovazione alle proprie attività, alle start up, ma anche ai cosiddetti makers o artigiani digitali Chi siamo? SmartUp è nato per iniziativa dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese e della LIUC-Università Cattaneo a supporto del tessuto produttivo del territorio. La scelta della sede, la stessa LIUC – Università Cattaneo, risponde proprio alla necessità di dare accesso, oltre agli strumenti di lavoro e a uno spazio di accelerazione di idee, anche alle competenze necessarie a utilizzarli, grazie all’affiancamento di specialisti. Programma Ore 11.00 Michele Graglia Presidente LIUC – Università Cattaneo Giovanni Brugnoli Presidente Unione degli Industriali della Provincia di Varese Luca Mari Coordinatore progetto SmartUp – Laboratorio Fabbricazione Digitale Professore Ordinario Scuola di Ingegneria Industriale LIUC – Università Cattaneo

giovedì 5 dicembre 2013

Uto Ughi alla LIUC per l’Inaugurazione dell’Anno Accademico: il connubio tra musica e ingegneria

Il prossimo lunedì 9 dicembre alla LIUC – Università Cattaneo Uto Ughi alla LIUC per l’Inaugurazione dell’Anno Accademico: il connubio tra musica e ingegneria Si avvicina alla LIUC – Università Cattaneo la data dell’Inaugurazione dell’Anno Accademico, che si terrà il prossimo lunedì 9 dicembre dalle ore 16.00. Quest’anno al centro dell’evento ci sarà il ventennale del corso di studi in Ingegneria Gestionale, che verrà festeggiato attraverso la proposta di un interessante binomio, quello tra ingegneria, appunto, e musica. Per questo sarà ospite alla LIUC il Maestro Uto Ughi, che terrà una delle due prolusioni, dal titolo “L’interpretazione musicale tra creatività e rigore“: “Si suole dire che l’arte e’ puro talento, e invece e’ anche disciplina e rigore – spiega Ughi - Senza il rigore dei numeri, della scienza, non si produce arte, eppure i soli numeri non sono arte”. Da Ughi giungeranno anche una serie di spunti più strettamente legati alla sua esperienza di musicista: “Il lavoro di un solista, che sia pianista o violinista, è una lotta continua contro la materia, è una ricerca della perfezione che richiede la totalità della dedizione, sacrificio, disciplina. Ciò che risulta perfetto al momento, un attimo dopo non lo è più”. Uto Ughi è uno dei violinisti più noti al mondo: ha suonato infatti nei principali Festival con le più rinomate orchestre sinfoniche, tra cui quella del Concertgebouw di Amsterdam, la Boston Symphony Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic, la Washington Symphony Orchestra e molte altre, sotto la direzione di maestri quali Barbirolli, Bychkov, Celibidache, Cluytens, Chung, Ceccato, Colon, Davis, Fruhbeck de Burgos, Gatti, Gergiev, Giulini, Kondrascin, Jansons, Leitner, Lu Jia, Inbal, Maazel, Masur, Mehta, Nagano, Penderecki, Pretre, Rostropovich, Sanderlin, Sargent, Sawallisch, Sinopoli, Slatkin, Spivakov, Temirkanov. Uto Ughi non limita i suoi interessi alla sola musica, ma è in prima linea nella vita sociale del Paese e il suo impegno è volto soprattutto alla salvaguardia del patrimonio artistico nazionale. La seconda prolusione sarà affidata al prof.Carlo Noè, Direttore della Scuola di Ingegneria Industriale della LIUC, che tratterà il tema “La creatività e l’ingegnere”, portando alcuni esempi di come gli ingegneri riescano a essere creativi e nel contempo a tener conto di vincoli e incertezze: “Per molti – spiega Noè - lo stereotipo dell'ingegnere è quello del professionista abituato a ragionare e operare secondo schemi molto rigidi: in realtà per esercitare al meglio la sua professione, l'ingegnere deve necessariamente immaginare che quello che sta progettando (che sia un prodotto, un processo, una procedura, ecc.) dovrà essere adatto al suo utilizzo futuro ma senza dimenticare una buona dose di immaginazione e creatività. Naturalmente, facendo sempre i conti con i vincoli imposti dai costi e dai contesti operativi e con l'incertezza legata alle previsioni che si fanno su quanto potrà accadere”. L’Inaugurazione prevede nella prima parte gli interventi istituzionali del Presidente Michele Graglia, del Rettore Valter Lazzari e del Rappresentante degli Studenti nel Consiglio di Amministrazione della LIUC Simone Magnano. Di seguito il programma della giornata Inaugurazione dell’Anno Accademico Lunedì 9 dicembre Programma Ore 16.00 Registrazione dei partecipanti Intervento di apertura Michele Graglia Presidente LIUC - Università Cattaneo Relazione Valter Lazzari Rettore LIUC - Università Cattaneo Intervento Simone Magnano Rappresentante degli studenti nel Consiglio di Amministrazione LIUC - Università Cattaneo Prolusioni La creatività e l’ingegnere Carlo Noè Direttore Scuola di Ingegneria Industriale LIUC - Università Cattaneo L’interpretazione musicale tra creatività e rigore Maestro Uto Ughi

Presentati i risultati dell’Osservatorio dedicato allo studio della relazione tra il sistema imprenditoriale varesino e il settore del Private Banking

Presentati i risultati dell’Osservatorio dedicato allo studio della relazione tra il sistema imprenditoriale varesino e il settore del Private Banking • Il 70% delle imprese varesine del campione ha in essere attività di sviluppo e l’86% risulta attivo sui mercati esteri • Il 79% delle aziende è a carattere familiare e il 53% ha affrontato almeno un passaggio generazionale e adotta meccanismi di family governance • Il 70% del sistema imprenditoriale varesino è interessato a strumenti finanziari innovativi che facilitino l’accesso al credito come i minibond • Il 7% della ricchezza della Lombardia è detenuta in provincia di Varese • Il 71% degli imprenditori adotta una separazione nella gestione del patrimonio aziendale e personale. Il 65% ha rapporti con strutture di private banking • La diversificazione degli investimenti nella gestione del portafoglio non è ancora sufficientemente diffusa tra la clientela imprenditoriale Castellanza, 5 dicembre 2013 - Sono stati presentati oggi presso la LIUC-Università Cattaneo i risultati dell’attività di ricerca dell’Osservatorio Private Banking, progetto promosso da Banca Cesare Ponti in collaborazione con l’Università, l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese e il supporto dell’Associazione Italiana Private Banking al fine di indagare la relazione tra il sistema imprenditoriale della provincia di Varese e il private banking, cioè l’insieme di servizi finanziari e consulenziali dedicati alla gestione del patrimonio del cliente. Nel corso dell’evento sono intervenuti Michele Graglia, Presidente LIUC; Anna Gervasoni e Francesco Bollazzi, docenti LIUC; Cesare Ponti, Presidente di Banca Cesare Ponti, Andrea Ragaini, amministratore delegato della Banca, Maria Grazia Portera, responsabile della sede di Varese dell’Istituto; Bruno Zanaboni, segretario generale di Aipb-Associazione Italiana Private Banking. Il campione oggetto dell’indagine è stato ottenuto in seguito alle risposte a un questionario da parte di oltre 100 imprese associate all’Unione degli Industriali della Provincia di Varese e, per quanto riguarda l’analisi qualitativa, sono state condotte interviste one-to-one a un sottocampione di imprenditori del territorio. La provincia di Varese, con il 7% della ricchezza privata della Lombardia – circa 19.5 miliardi di euro detenuti da 12.000 famiglie – è al quarto posto in regione e all’undicesimo su base nazionale e rappresenta un’area ad alto potenziale di sviluppo dell’attività di private banking. Dalle risultanze dell’Osservatorio è emerso che le società di capitali della Provincia di Varese rappresentano l’84% del campione, indice di un tessuto imprenditoriale significativamente evoluto, anche se connotato da dimensioni delle aziende particolarmente ridotte (oltre il 90% del campione è costituito da micro e piccole-medie imprese). Oltre il 50% delle aziende oggetto dell’indagine opera nel settore dell’industria e del manifatturiero, mentre il 24% è dedicato all’erogazione di servizi, finanziari e non. Nonostante l’attuale congiuntura economica, oltre il 70% delle imprese varesine ha in essere programmi di sviluppo e ben l’86% risulta attivo anche fuori dai confini nazionali: un’azienda su quattro genera all’estero più della metà del proprio fatturato. La marcata difficoltà di accesso al credito delle piccole e medie imprese ha incentivato la creazione di strumenti alternativi di finanziamento, quali i bond societari, le cambiali finanziarie e i nuovi “minibond”. In particolare, circa il 70% del sistema imprenditoriale locale manifesta interesse verso questa tipologia di finanziamenti innovativi. Il 53% delle imprese della provincia di Varese ha affrontato almeno un passaggio generazionale e adotta frequentemente soluzioni adeguate per la gestione di tali fasi di discontinuità, anche attraverso meccanismi formalizzati di family governance, utili per definire ruoli, competenze e rapporti all’interno della proprietà. Per quanto riguarda il delicato rapporto tra patrimonio aziendale e patrimonio personale, la maggior parte delle imprese del campione (71%) adotta una netta separazione tra le due forme di patrimonio al fine di salvaguardarli entrambi. Circa il 65% degli imprenditori ha in essere rapporti con strutture di private banking e si dichiara soddisfatto del servizio percependone il valore aggiunto rispetto al canale bancario tradizionale. Il rapporto fiduciario tra il cliente imprenditore e il private banker è una discriminante importante nella gestione delle scelte di investimento: dove questo rapporto è forte, il cliente tende a definire le strategie di base dell’investimento per poi delegare al private banker le scelte più operative. Risultano in evoluzione anche le modalità di comunicazione tra cliente e struttura di private banking: oltre all’incontro di persona, si afferma la rilevanza dei canali e delle piattaforme multimediali, soluzione ottimale per garantire una maggiore continuità e qualità della relazione. Risulta invece non ancora sufficientemente diffusa tra la clientela imprenditoriale la rilevanza strategica della diversificazione degli investimenti nella gestione del portafoglio. In un momento caratterizzato da frequenti discontinuità economiche ed elevata volatilità, per il mercato del private banking esiste quindi l’opportunità di diffondere e far comprendere alla clientela l’importanza della diversificazione degli investimenti, finalizzata alla creazione di un portafoglio personale più efficace ed efficiente. Banca Cesare Ponti - dalla sua costituzione, nel 1871, rappresenta a Milano e più in generale in Lombardia (in cui è detenuto il 30% degli asset private nazionali) un importante punto di riferimento per le esigenze di consulenza finanziaria dei clienti di elevato standing che ricercano professionalità e indipendenza di giudizio, oltre che riservatezza, attenzione e servizi effettivamente personalizzati. Dal 2005 nel Gruppo Bancario Carige, è una boutique di private banking in grado di offrire servizi effettivamente personalizzati a chi ha esigenze economiche e patrimoniali complesse e in continua evoluzione. Da 140 anni, Banca Cesare Ponti ha la propria sede e direzione generale in Piazza Duomo 19 a Milano. In Lombardia è presente a Como, Brescia, Monza e Varese. Gli Asset Under Management gestiti da Banca Cesare Ponti al 30 settembre 2013 sono pari a 2,5 miliardi di euro. LIUC - Università Cattaneo - Nasce nel 1991 per iniziativa dell'Unione degli Industriali della Provincia di Varese con l'obiettivo di offrire ai propri studenti un'esperienza di apprendimento che coniughi il rigore accademico con la rilevanza professionale. Un'impostazione che si può riscontrare sia nei corsi di laurea (Economia, Giurisprudenza e Ingegneria) sia nei master universitari e nei corsi di formazione rivolti alle imprese e al mondo delle professioni. Tra i punti di forza dell'offerta dell'Ateneo, la vocazione internazionale (con corsi in lingua inglese e numerose opportunità di scambi con l'estero) e il placement (il tempo medio di attesa per l'inserimento nel mondo del lavoro è di circa 3 mesi). La LIUC si avvale inoltre di numerosi Centri di Ricerca, Laboratori e Osservatori. Unione degli Industriali della Provincia di Varese - Associazione territoriale facente parte del sistema Confindustria, associa circa 1.400 imprese industriali, per circa 70.000 addetti, di tutte le fasce dimensionali: il 90% delle imprese associate ha meno di 100 addetti; il 79% meno di 50 addetti; le imprese con più di 250 addetti sono il 3%. Le imprese sono inquadrate in 14 gruppi merceologici: meccaniche, siderurgiche, tessiture e filature, tinto-stanmperie tessili, abbigliamento, chimiche, materie plastiche e gomma, cartarie e grafiche, legno, alimentari, estrattive, servizi infrastrutturali e trasporti, terziario avanzato, industrie varie. L'Unione degli Industriali della Provincia di Varese è, in Italia, tra le prime sei Associazioni territoriali di Confindustria.

lunedì 2 dicembre 2013

Osservatorio Private Banking

Banca Cesare Ponti, LIUC - Università Cattaneo e Unione degli Industriali della Provincia di Varese sono lieti di invitarLa alla conferenza stampa di presentazione dei risultati dell’attività di ricerca dell’: Osservatorio Private Banking L’appuntamento è per: giovedi 5 dicembre alle ore 15.00 presso LIUC - Università Cattaneo Piazza Soldini 5, Castellanza (VA) Nel corso dell’incontro saranno presentati i risultati della ricerca sulle caratteristiche del tessuto imprenditoriale varesino e sulla relazione tra l’imprenditore e il private banking. Interverranno, tra gli altri: Anna Gervasoni, Professore Ordinario LIUC – Università Cattaneo e Direttore Comitato Scientifico Osservatorio Private Banking Francesco Bollazzi, Responsabile Osservatorio Private Banking Andrea Ragaini, Amministratore delegato Banca Cesare Ponti Maria Grazia Portera, Responsabile sede di Varese Banca Cesare Ponti