mercoledì 24 luglio 2013

Primavera difficile e turismo mordi-e-fuggi: la Lombardia affronta la crisi

Milano, 24 luglio 2013 Il quadro della stagione turistica primaverile (periodo marzo-maggio) vede prevalere le ombre rispetto alle luci. Il complesso scenario nazionale influisce anche sulle dinamiche della nostra regione secondo i dati dei flussi turistici raccolti direttamente presso le strutture ricettive dall’indagine T.R.A.V.E.L. (Tourism Reporting And Evaluation in Lombardy), realizzata dal CeRST – Centro di Ricerca per lo Sviluppo del Territorio – della LIUC – Università Cattaneo in collaborazione con il Sistema Camerale Lombardo. Rispetto allo stesso periodo del 2012, gli arrivi turistici in Lombardia sono calati del 6.7% per gli alberghi/hotel e del 4.8% per le strutture extra-alberghiere (residence, bed & breakfast e campeggi). I dati sono in linea con l’andamento rilevato per le presenze negli alberghi (-6,8%), che in Lombardia assorbono l’80% dei flussi turistici. Sembra quindi confermarsi una forte problematicità per il settore: la breve durata delle permanenze medie per i turisti in Lombardia. Indicazioni provenienti da Regione Lombardia sembrano confermare che sia in atto un trend decrescente, anche più negativo di quello emerso in questa indagine Gli approfondimenti provinciali rilevano variazioni leggermente negative per Monza e la Brianza, Mantova, Milano e Sondrio (con cali compresi tra il 2 e il 5%), mentre la situazione è più critica a Bergamo, Lodi e Pavia (dove la diminuzione ha toccato valori tra il 10% e il 14%). Nelle analisi territoriali (disponibili sul sito di T.R.A.V.E.L.) sono approfonditi dati e dinamiche nell’ambito delle rispettive provincie. Secondo Massimiliano Serati, Professore Associato della Scuola di Economia e Management della LIUC e Direttore del CeRST, che coordina il team di T.R.A.V.E.L. “Purtroppo l’andamento conferma i segnali di allarme evidenziati nell’indagine T.R.A.V.E.L. relativa alla stagione autunnale 2012. Pesa sulle destinazioni turistiche lombarde una minore vivacità della domanda estera che era riuscita a lungo – nei mesi scorsi - a compensare la stagnazione della domanda interna. Oggi la percentuale di turisti stranieri rilevata nei territori lombardi nella primavera 2013 risulta leggermente inferiore a quella del biennio 2011-2012. Sarebbe quindi opportuno investire per rafforzare l’immagine all’estero in attesa della ripresa della domanda interna.” La ridotta permanenza media del turista sul territorio lombardo è un problema cronico. Solo Milano, Brescia, Sondrio e Como, tradizionalmente tra le più attrattive della regione, sembrano registrare una sostanziale stabilità o un lieve incremento della durata media dei soggiorni. Tutti gli altri territori risultano invece in arretramento e in particolare Pavia, Bergamo, Mantova e Varese (vedi approfondimenti negli allegati). Particolarmente negative le previsioni degli imprenditori in merito ai prossimi 6-12 mesi: più del 36% pensa che perderà clienti nei prossimi 12 mesi e solo il 18% conta di aumentarli; l’85% ha una percezione pessimista sul futuro del comparto turistico, mentre solo il 13% prevede un aumento di competitività del settore. Massimiliano Serati sottolinea che “In fasi come questa gli attori pubblici che programmano lo sviluppo turistico lombardo devono ragionare sull’efficacia del modello turistico territoriale con capacità di visione strategica di lungo periodo. Al contrario, le imprese del settore devono garantirsi tatticamente la sopravvivenza nel breve periodo e la preservazione di adeguate marginalità. La ricomposizione di questa dicotomia richiede abilità e conoscenza profonda del territorio. Ad esempio, per quanto riguarda la competitività di prezzo, soluzioni che puntino sul potenziamento di un’offerta lombarda low cost, oltre a essere in contraddizione con le vocazioni del territorio e con i trend in corso nel mercato, rischiano di generare un consumo incontrollato del territorio, a fronte di un impatto minimo sui margini degli operatori e sul valore aggiunto di settore. Al contrario, in questa fase è vincente adottare logiche di market intelligence e strategie di prezzo estremamente flessibili in base alle caratteristiche della domanda per coniugare tassi di occupazione dei posti letto disponibili e tutela della marginalità degli operatori. Il rapporto completo con le tabelle di dettaglio è disponibile sul sito di T.R.A.V.E.L. http://cerst.liuc.it/ Per informazioni Ufficio Stampa LIUC – Università Cattaneo Francesca Zeroli ufficiostampa@liuc.it, fzeroli@liuc.it Tel 0331-572.541 Fax 0331-480746 www.liuc.it

Turisti in Lombardia nella stagione primaverile: curiosi, eterogenei, soddisfatti

Milano, 24 luglio 2013 Sullo sfondo di uno scenario economico complesso che sta frenando anche i flussi di turismo in bound, coloro che hanno visitato la Lombardia nella scorsa primavera restituiscono un’immagine mediamente positiva della regione. E’ quanto emerge dalla prima indagine congiunturale T.R.A.V.E.L. (Tourism Reporting And Volumes Evaluation in Lombardy), realizzata dal CeRST – Centro di Ricerca per lo Sviluppo del Territorio della LIUC – Università Cattaneo - in collaborazione con il Sistema Camerale Lombardo. UNA SODDISFAZIONE AMPIA E GENERALIZZATA Oltre il 90% delle centinaia di turisti intervistati tra marzo e aprile 2013 hanno espresso una valutazione positiva del loro soggiorno in Lombardia: il 59% dei rispondenti si è dichiarato discretamente soddisfatto e ben il 34% molto soddisfatto. Tra le note più positive spiccano la qualità della ristorazione (abbastanza o molto soddisfatto il 92.3%), la qualità dell’accoglienza ricevuta dalla comunità locale (77.7%), l’offerta per tempo libero e divertimento (77.7%), l’intramontabile shopping (73%) e la sicurezza del contesto (79.4%). Non mancano tuttavia alcuni elementi di criticità: quasi un terzo dei turisti (28.5%) è poco o per nulla soddisfatto della pulizia e del decoro urbanistico, il 22.7% della tutela ambientale, il 21.3% trova inadeguata l’offerta di prodotti tipici. LE PRINCIPALI MOTIVAZIONI A portare i visitatori in Lombardia è spesso la curiosità: “visitare un posto mai visto” è la principale motivazione del soggiorno per quasi il 40% degli intervistati, seguita dalla “ricerca di riposo e relax” (poco più del 30%), dagli affari (il 29.7%), dalla motivazione culturale (un ottimo 18.4%) e infine dalla ricerca del divertimento (16.9%). Secondo Massimiliano Serati - Professore Associato della Scuola di Economia e Management della LIUC e Direttore del CeRST- che coordina il team di TRAVEL “Tutti i segmenti prevalenti della domanda turistica sono ben rappresentati in Lombardia. Il mix di curiosità e relax richiama due tendenze recenti e importanti della domanda turistica internazionale. Da un lato l’interesse crescente per i fattori di attrattività nascosti del territorio, spesso fuori dalle rotte turistiche più “battute”. Dall’altro il diffondersi e affermarsi dei cosiddetti viaggi dell’anima, che abbinano alle tradizionali attività turistiche il desiderio di esperienze intimiste e il relax meditativo”. CON CHI VIAGGIANO I TURISTI IN LOMBARDIA? A confermare l’estrema varietà dei visitatori, vale il dato fortemente diversificato sui gruppi di soggiorno: nel periodo considerato i turisti si sono mossi in compagnia del partner (25.1% dei casi), con amici (21.8%), con spostamenti di gruppi familiari (18.7%) ma anche individuali (18.2%): insomma, di tutto un po’. UNA PERMANENZA MEDIA PIU’ ALTA DI QUANTO SI PENSASSE! L’ampio ventaglio di fruitori del territorio include una fetta consistente di visitatori (26%) che alloggia presso amici/parenti o si è avvalso di una seconda casa di proprietà o in affitto. In base alle rilevazioni va sottolineato che questa tipologia di turisti ha una propensione maggiore alla stanzialità - con almeno 4 notti trascorse sul territorio – rispetto agli altri, consentendo di cogliere una rilevante differenza rispetto alle statistiche ufficiali che, limitandosi a raccogliere i dati provenienti dalle strutture ricettive, parlano di una permanenza media del turista in Lombardia molto più bassa. Secondo i dati T.R.A.V.E.L.,tra le strutture tradizionali gli alberghi attraggono il 51.9% dei turisti - per lo più in realtà di fascia media - mentre tra le strutture extra-alberghiere la parte del leone spetta indubbiamente ai Bed & Breakfast. COSA FANNO I VISITATORI NELLA NOSTRA REGIONE? Le attività svolte dai turisti durante la loro permanenza in Lombardia sono multiformi. Prevalgono la fruizione di attrattività culturali (50.3%), seguite dalle attività d’affari (25.3%) e dallo shopping (21.7%) che sembra essere una costante che accomuna e soddisfa tutte le tipologie di utenza turistica. La pratica sportiva e la visita ai “luoghi dello spirito”, pur non venendo indicate tra le motivazioni principali del soggiorno, costituiscono però ambiti importanti per il turista quando soggiorna nella regione. Questi asset possono quindi rappresentare importanti leve per completare e arricchire il menù di attività offerte al visitatore - anche quando questo è giunto sul territorio per altri motivi – rispetto ad essere fattori di attrazione principale veri e propri, incoraggiando l’estensione delle permanenze media sul territorio. DOVE TROVARE TUTTE LE INFORMAZIONI Il rapporto completo con le tabelle di dettaglio è disponibile sul sito di T.R.A.V.E.L. http://cerst.liuc.it/ Per informazioni Ufficio Stampa LIUC – Università Cattaneo Francesca Zeroli ufficiostampa@liuc.it, fzeroli@liuc.it Tel 0331-572.541 Fax 0331-480746 www.liuc.it

venerdì 19 luglio 2013

Questa mattina si è laureato il millesimo studente della Scuola di Ingegneria Industriale della LIUC – Università Cattaneo

Questa mattina si è laureato il millesimo studente della Scuola di Ingegneria Industriale della LIUC – Università Cattaneo Ingegneri gestionali, quando il lavoro ti cerca mentre stai ancora studiando Un tasso di occupazione, ad un anno dalla laurea, che supera il 90%; un mese e mezzo il tempo che separa il primo lavoro dalla discussione della tesi; una prima busta paga di 1.400 euro al mese; offerte di lavoro che spesso arrivano quando si è ancora sui libri; buone possibilità di carriera: le statistiche che premiano una scelta di studio Le statistiche (dati Almalaurea) dicono che, ad un anno dalla laurea magistrale, avrà sicuramente un lavoro. Di più: che lo troverà entro un mese e mezzo. Che guadagnerà un primo stipendio di 1.400 euro netti al mese. E che avrà, presumibilmente, un’occupazione o nell’industria manifatturiera o nella consulenza alle imprese. Con buone possibilità di carriera nei ruoli di responsabile del reparto tecnico-commerciale, responsabile del marketing, responsabile produzione e logistica, responsabile della qualità, responsabile degli acquisti, responsabile dei sistemi informativi. È questo il futuro, per molti neo-dottori invidiabile, che aspetta Edoardo Gatti, il millesimo laureato, tra titoli di primo livello e magistrali, della Scuola (così vengono ora chiamate le facoltà, ndr) di Ingegneria Industriale della LIUC – Università Cattaneo. Edoardo Gatti, classe 1991, ha discusso la tesi questa mattina, ottenendo una laurea di primo livello. Come l’82,8% dei propri compagni che lo hanno preceduto nel conseguimento di questo risultato, proseguirà lo studio con i due anni di laurea magistrale. Ed è al termine di questo secondo round di full immersion sui libri, e nelle aule universitarie della LIUC, che gli si spalancheranno le porte del mondo del lavoro. Il tasso di occupazione degli studenti della LIUC – Università Cattaneo che escono dai cinque anni di Ingegneria Gestionale, infatti, è pari, ad un anno dalla tesi, al 90,2%. Come è possibile di fronte alla crisi economica ed occupazionale che sta attraversando il Paese? “Il successo del nostro corso di laurea - spiega il professor Carlo Noè, direttore della Scuola di Ingegneria Industriale della LIUC – Università Cattaneo - sta nell’apprezzamento del mercato del lavoro per il tipo di ingegnere che riusciamo a formare. Fondamentali sono le sue competenze, ma anche il percorso che garantiamo ai ragazzi. Alla laurea triennale, infatti, per gli studenti di Ingegneria è previsto uno stage curriculare e alla magistrale circa il 60% dei nostri studenti sceglie di ripetere questa esperienza. Inoltre, tutti coloro che lo desiderano riescono a frequentare un programma di studio all’estero”. Ma cosa fa un ingegnere gestionale? “È un ingegnere – continua il professor Carlo Noè – che, fin dall’inizio, viene preparato non per progettare, come avviene per le classiche Scuole di Ingegneria, ma per far funzionare un sistema di produzione. Nella sua carriera può ricoprire diverse funzioni: nella gestione della produzione, nell’approvvigionamento, nel controllo qualità, nella sicurezza degli ambienti di lavoro. La maggior parte lavora dunque su mansioni legate alla produzione, ma la ricerca di questa figura e delle sue competenze si sta sempre più allargando al mondo dei servizi, nella consulenza aziendale e anche al sistema bancario”. Il percorso di studi del corso di laurea in Ingegneria della LIUC – Università Cattaneo parte con un triennio, quello che ha appena concluso Edoardo Gatti. Per la gran parte gli insegnamenti sono identici per tutti, tranne pochi crediti formativi assegnati in un semestre di specializzazione diviso in due: • da una parte, quella Industriale (legato al mondo produttivo); • dall’altra, quella in Business Services (concentrata sui sistemi informatici al servizio del business). Nella maggior parte dei casi (82,8%), chi ottiene la laurea di primo livello, continua lo studio nel biennio di laurea magistrale. Di questi il 92,5% (come conferma la stessa scelta di Edoardo) lo fa proseguendo il suo percorso proprio all’interno della LIUC – Università Cattaneo. Cinque i percorsi a cui i ragazzi si posso iscrivere: • Chimica industriale; • Energy management; • Lean manufacturing; • Business consulting; • Finanza d’impresa e mercati finanziari; • International business management; • Environment and safety management Specializzazioni che pagano in termini di spendibilità sul mercato del lavoro. Ottenuta la laurea, il tempo di attesa per trovare un’occupazione è veramente limitato: 1,6 mesi, la media degli ingegneri gestionali della LIUC, contro una media italiana per i laureati dello stesso tipo di 3 mesi, che sale a 4,1 mesi facendo una media di tutte le lauree, quelle umanistiche comprese. Poco più di un mese e mezzo, dunque. Giusto il tempo, non tanto di trovare un’occasione, ma di scegliere tra quelle già arrivate mentre ancora si è sui libri. Il racconto del professore Carlo Noè ha dell’incredibile nell’attuale scenario occupazionale: “In realtà – spiega il direttore – il tempo che separa i laureati dal lavoro non deve ingannare. I giorni potrebbero anche essere pari a zero. Il mese e mezzo che registriamo mediamente è legato, nella gran parte dei casi, alla necessità dei ragazzi di capire bene la loro strada, di scegliere, più che di essere scelti”. Tutto un altro mondo. Anche in termini di prospettive sul fronte della busta paga. Mediamente un ingegnere gestionale LIUC guadagna, nel suo primo anno di lavoro, 1.399 euro netti al mese, contro un dato medio per i laureati dello stesso tipo usciti da altri atenei italiani di 1.298 euro. Nota. La fonte di tutti i dati contenuti nel comunicato è Almalaurea.

giovedì 18 luglio 2013

Un libro racconta la storia del Lab#ID e di un pezzo del mondo RFId italiano

Un libro racconta la storia del Lab#ID e di un pezzo del mondo RFId italiano Il Lab#ID, laboratorio RFId della LIUC – Università Cattaneo si racconta nel libro “Sei anni di storia Lab#ID”, ricostruendo attraverso i progetti, le attività, e le relazioni che ne hanno scandito la storia, anche un pezzo del mondo italiano dell’RFId degli ultimi anni. E in un momento in cui se ne sente particolarmente il bidogno, lancia un messaggio positivo sulla possibilità di costruire modelli virtuosi di collaborazione tra università, imprese e istituzioni. Il libro raccoglie i contributi delle persone del Lab#ID, ciascuna cronista della propria esperienza diretta dal punto di vista della propria attività, dei partner istituzionali e industriali e di altri soggetti con i quali il laboratorio collabora a vario titolo. Ne esce lo spaccato di vita di un laboratorio che si è dato, e ha mantenuto nel tempo, un proprio assetto originale rispetto alle esperienze analoghe fiorite nelle altre università italiane, perfettamente funzionale alla propria missione. Evidenzia anche il ruolo fondamentale delle istituzioni per il successo di iniziative finalizzate al trasferimento tecnologico a un intero territorio, nel caso specifico creando un centro di competenza sui sistemi RFId nel territorio stesso, con l’obiettivo di favorire la competitività delle proprie imprese: dalla Camera di Commercio di Varese che supporta il laboratorio con un contributo sin dalla sua nascita nel 2007, inizialmente affiancata anche dalla Regione Lombardia, alla LIUC – Università Cattaneo che lo ospita, all’Unione degli Industriali della Provincia di Varese con la quale è in atto una stretta collaborazione legata anche alla storia dell’università stessa. Inoltre emerge con forza l’importanza di fare rete anche con i partner industriali, attori del mercato RFId, che hanno chiesto di entrare nel network e che hanno espresso il loro il livello di gradimento sulle attività del laboratorio attraverso una survay realizzata ad hoc. Il libro si può scaricare gratuitamente dal sito di Varese Smart City (il link è: http://www.varesesmartcity.com/g?c=10000: in questo modo gli autori hanno voluto renderlo disponibile al maggior numero di persone che potrebbero trarne utilità. E’ inoltre distribuito con licenza Creative Commons ed è quindi liberamente utilizzabile nei contenuti. Lab#ID Il Lab#ID della LIUC - Università Cattaneo (http://labid.liuc.it) è un laboratorio per il trasferimento tecnologico sui sistemi RFId (Radio Frequency Identification) e NFC (Near Field Communication) nato nel 2007 grazie al contributo della Camera di Commercio di Varese e della Regione Lombardia, e con la collaborazione dell'Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Il laboratorio opera come centro di competenza super partes e no profit all'interno di una rete dinamica di soggetti diversi (oltre alle aziende utenti, aziende fornitrici di sistemi RFId, professionisti e studenti) nei confronti dei quali si propone in un ruolo di facilitatore in una logica demand-pull. Dall'inizio della sua attività, il Lab#ID affianca alla ricerca anche una intensa attività divulgativa, convegnistica e progettuale. Ha infatti supportato una sessantina di organizzazioni private e pubbliche in progetti di introduzione dei sistemi RFId, soprattutto studi di fattibilità. Ha inoltre promosso e realizzato progetti per ecosistemi complessi nell’ambito dei quali sono stati attivati diversi servizi abilitati dall’NFC, come i pagamenti contactless: la card multiservizi della LIUC (progetto vincitore della Misura 1 del Bando “Lombardia più Semplice” per il quale LIUC è stata anche premiata come ente semplice), e Varese SmartCity. Dal 2009 il Lab#ID è registrato in QuESTIO, il repertorio dei Centri di Ricerca e Trasferimento Tecnologico della Regione Lombardia, e può quindi fornire servizi anche nell'ambito dei bandi

martedì 16 luglio 2013

LIUC aperta nel mese di agosto

Proseguono le attività di accoglienza dei nuovi studenti LIUC aperta nel mese di agosto Anche nel mese di agosto, la LIUC – Università Cattaneo resta aperta per permettere a coloro che si avvicinano alla scelta dell’università di venire a visitare l’ateneo e di richiedere informazioni all’Orientamento ma anche agli studenti LIUC che fanno parte del team di accoglienza. Le future matricole potranno apprendere direttamente da loro cosa significa vivere l’esperienza LIUC, in un ambiente di vita nuovo ed accogliente, ispirato ai famosi Campus di tradizione anglosassone. Grande attenzione è dedicata come sempre alla presentazione one to one dei corsi di laurea in Economia Aziendale, Giurisprudenza e Ingegneria Gestionale. Inoltre, saranno illustrate le informazioni relative ai principali servizi dell’ateneo. Due su tutti, le numerose possibilità di vivere esperienze internazionali e di svolgere stage, primo passo concreto per l’inserimento nel mondo del lavoro. Molte anche le opportunità per ottenere borse di studio e usufruire dell’iniziativa “Premiamo il merito”, che permette di avere riduzioni dal 12,5% al 50% della retta universitaria in base al voto di maturità compreso tra 90 e 100 (riduzioni rinnovabili ogni anno al conseguimento di un determinato merito accademico). Infine, è possibile visitare la Residenza "Carlo Pomini", per gli studenti fuori sede che vogliono vivere a pieno l’esperienza universitaria. Il Servizio Orientamento e Rapporti con le Scuole rimane aperto per tutto agosto dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13 e dalle 14 alle 17, ad eccezione dei soli 14 e 16 agosto.

lunedì 8 luglio 2013

Business angels e venture capitalist finalmente insieme

II° edizione del report congiunto IBAN - VeMTM sull’early stage in Italia Business angels e venture capitalist finalmente insieme • Cresce il numero delle operazioni in cui sono presenti sia i business angels sia i venture capitalist (14 operazioni nel 2012 rispetto alle 9 dell’anno precedente) • Ammontare stabile nelle operazioni di early stage a 80 milioni di euro (50 milioni di euro dal venture capital, 30 milioni di euro dai business angels), escludendo reinvestimenti e fondi pubblici • Gli angels riducono il numero delle operazioni ma raddoppiano l’investimento medio che passa dai 180.000 euro ai 360.000 mila euro • Il mercato confluisce sempre più verso operazioni di seed capital Milano, 8 luglio 2013 – Il secondo report congiunto tra il Venture Capital Monitor VeMTM della LIUC – Università Cattaneo – e l’associazione IBAN fotografa lo scenario dell’early stage italiano nelle operazioni initials e nei comparti di seed e startup. Nel 2012 sono state monitorate 125 società partecipate rispetto alle 163 del 2011 di cui 55 riconducibili a operazioni dei fondi istituzionali (erano 45 nel 2011) e 70 di investitori informali (116 nell’anno precedente). Da sottolineare un dato importante: mentre nel 2011 si marcava nettamente la separazione tra attività dei venture capitalist e quella dei business angels, nel 2012 c’è un exploit del numero di operazioni in cui si vede la loro contemporanea presenza. Nel 2011 erano infatti solo 9 le operazioni in cui erano presenti entrambe le tipologie di investitori, questo dato è quasi raddoppiato nel 2012 arrivando a 14. Il numero sale ulteriormente a 24 se si considerano poi le operazioni già in portafoglio a uno dei due operatori e in cui è entrato anche l’altro investitore. “La rete dei business angels è internazionale,” dice Tomaso Marzotto Caotorta, Segretario Generale IBAN, “e si sta sempre più consolidando. La cooperazione tra noi e con altri attori della filiera del venture capital consente di investire insieme con importi superiori per progetti innovativi e meritevoli. Le nuove norme fiscali e amministrative per chi come noi, investitori informali, fornisce aiuto a startup di qualità in Italia e nel mondo, potranno aiutare molto le nostre operazioni”. Investimenti Nel mercato dell’early stage, nel 2012, esclusi gli operatori pubblici e i follow on, si registra un ammontare investito totale di 80 milioni di euro di cui 50 milioni di euro da parte degli operatori istituzionali e 30 milioni di euro da parte dei business angels. Mentre i fondi aumentano gli investimenti nelle aziende, i business angels segnano un -40%. Se però nell’ambito delle operazioni si registra una riduzione da parte degli angels, l’ammontare dell’investimento medio è in crescita, raddoppiando: si è passati, infatti, da una media di 180.000 euro per operazione, nel 2011, a 360.000 euro del 2012. Il venture capitalist continua a investire ma si sta orientando più verso operazioni di seed capital che comportano una riduzione del taglio medio dell’investimento da un milione di euro a circa 800.000 euro; il dato medio dell’intera filiera dell’early stage è invece di circa 650.000 euro per lo più dovuto ad alcune grandi operazioni. “In un mercato in rapida evoluzione, notevoli sono gli spazi per l’early stage italiano. La crescente collaborazione tra angels e fondi è un punto di partenza: nelle Università e nei centri di ricerca è obbligatorio rivolgere la propria attenzione”, sostiene Jonathan Donadonibus, responsabile dell’Osservatorio VeMTM della LIUC. “Se l’80% delle aziende in cui si è investito è di iniziativa privata, gli spin off universitari rimangono ancora residuali con una quota del 10% dell’intero mercato”. Geografia Per quanto riguarda la geografia degli investimenti, a livello aggregato, la Lombardia cattura il 33% del mercato mentre al Sud si vede ancora poca attività. Da sottolineare come i business angels continuano a focalizzarsi prevalentemente su Lombardia, Toscana e Piemonte mentre i venture capitalist hanno guardato con molto interesse anche al Sud, per circa il 35% dei loro investimenti. Settori Sui settori di investimento, l’ICT è primo per interesse con il 44% del mercato (il venture capital da solo supera per il 50% del totale), soprattutto nelle applicazioni web e mobile. I business angels continuano a investire molto nel settore energia e ambiente, seguito da ICT e da med tech; comparti in cui sembra che i venture capitalist abbiamo ridotto nel tempo il loro interesse. Francesco Torelli, Studio Legale Bird & Bird, evidenzia come “Il 20% degli investimenti effettuati sia dagli angels sia dai fondi è stato in startup innovative. Il dato è interessante e testimonia il riscontro positivo degli operatori nel settore della nuova tipologia di società, soprattutto se si considera che la legge che ha introdotto le startup innovative nel nostro ordinamento è in vigore solamente da fine 2012 e che non sono ancora operativi i relativi incentivi fiscali”. AIFI – Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital AIFI - Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital, è stata istituita nel maggio 1986 con la finalità di promuovere, sviluppare e rappresentare, istituzionalmente, l’attività di private equity e venture capital in Italia. AIFI è costituita da istituzioni finanziarie che, stabilmente e professionalmente, effettuano investimenti nel capitale di rischio attraverso l’assunzione, la gestione e lo smobilizzo di partecipazioni prevalentemente in società non quotate, con un attivo coinvolgimento nello sviluppo delle aziende partecipate. Per ulteriori informazioni: www.aifi.it. Associazione Italian Business Angels Network – IBAN IBAN - Italian Business Angel Network, è un’Associazione senza scopo di lucro, ufficialmente riconosciuta e con personalità giuridica; fondata il 15 marzo 1999 a seguito del Progetto “DG Impresa” promosso dalla Commissione europea. L’Associazione coordina e sviluppa l’attività di investimento nel capitale di rischio di piccole imprese da parte di investitori informali (termine anglosassone ‘Business Angels’. All’interno del contesto nazionale si pone come punto di riferimento per gli investitori privati, per i network nazionali (BAN) e per i Club di Investitori, mentre a livello europeo fa capo a BAE (Business Angels Europe) ed è fondatore di EBAN, Associazione europea dei circuiti dei business angels. Per ulteriori informazioni: www.iban.it. Studio Legale Bird & Bird Bird & Bird è uno Studio legale internazionale fondato a Londra nel 1846 che conta 25 uffici nel mondo e più di 1000 avvocati. Lo Studio è particolarmente attivo nel venture capital prestando consulenza a società hi-tech e biotecnologiche nonché a fondi istituzionali e altri investitori in operazioni di finanziamento e nell'ambito del diritto societario e commerciale in generale, con particolare attenzione alle tematiche relative alla tutela della proprietà intellettuale. Bird & Bird presta inoltre assistenza in campo giudiziale e stragiudiziale in materia di diritto bancario, finanziario e assicurativo, real estate, diritto del lavoro, antitrust, privacy & data protection, diritto fallimentare e diritto fiscale. Bird & Bird è presente in Italia da 10 anni con uffici a Milano e Roma ed oltre 120 avvocati. Per ulteriori informazioni: www.twobirds.com. Osservatorio Venture Capital Monitor - VeMTM L’Osservatorio Venture Capital Monitor – VeMTM attivo presso la LIUC – Università Cattaneo nasce dalla considerazione che, in Italia, all’interno del più ampio mercato degli investimenti in capitale di rischio, il segmento del venture capital ha conosciuto, negli ultimi anni, un notevole sviluppo, sia sotto il profilo dell’offerta, che della domanda. L’obiettivo dell’Osservatorio è quindi quello di contribuire alla trasparenza e all’efficienza del mercato sia attraverso la raccolta, la rielaborazione e l’analisi di una serie strutturata di informazioni di dettaglio relative alle operazioni di venture capital realizzate in Italia, sia attraverso l’attività istituzionale di ricerca svolta anche grazie alla collaborazione e interazione con gli altri soggetti player di mercato. Per ulteriori informazioni: www.venturecapitalmonitor.it. LIUC – Università Cattaneo Nasce nel 1991 per iniziativa dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese con l'obiettivo di offrire ai propri studenti un'esperienza di apprendimento che coniughi il rigore accademico con la rilevanza professionale. Un'impostazione che si può riscontrare sia nei corsi di laurea (Economia, Giurisprudenza e Ingegneria Gestionale) sia nei master universitari e nei corsi di formazione rivolti alle imprese e al mondo delle professioni. Tra i punti di forza dell'offerta dell'ateneo, la vocazione internazionale (con corsi in lingua inglese e numerose opportunità di scambi con l'estero) e il placement (il tempo medio di attesa per l'inserimento nel mondo del lavoro è di circa 3 mesi). La LIUC si avvale inoltre di numerosi Centri di Ricerca, Laboratori e Osservatori. Tra i master attivati è presente quello in Merchant Banking, specificamente pensato per incontrare la domanda crescente di professionisti espressa dalle banche di investimento, da società di Private Equity e Venture Capital e da Società di Gestione del Risparmio. Per ulteriori informazioni: www.liuc.it.

mercoledì 3 luglio 2013

Test di ammissione alla LIUC – Università Cattaneo e continuano le iniziative di orientamento

Il prossimo giovedì 18 luglio Test di ammissione alla LIUC – Università Cattaneo e continuano le iniziative di orientamento Una nuova opportunità per sostenere il test d’ammissione alla LIUC - Università Cattaneo è offerta per il giorno giovedì 18 luglio ore 12.00 (LIUC – Università Cattaneo Edificio Aule, Piazza Soldini, 5 Castellanza) E’obbligatorio per gli studenti con voto di maturità inferiore a 80/100 (per tutti gli altri l’ammissione è diretta). La prova di ammissione è unica per Economia Aziendale, Giurisprudenza e Ingegneria Gestionale ed è volta a valutare le attitudini nell’ambito della logica e della comprensione del testo e le conoscenze nell’area di alcuni elementi della matematica di base e della cultura generale e attualità. E’ possibile ripetere il test per un massimo di due volte. Per informazioni: www.liuc.it/test Inoltre, per tutti gli studenti interessati ad avere informazioni sull’Università è possibile rivolgersi all’Ufficio Orientamento, dove il team degli studenti LIUC impegnati nell’accoglienza delle matricole è a disposizione per rispondere a tutte le domande sull’ “esperienza LIUC” e per condurre in visita all’ateneo. Prosegue intanto fino al 19 luglio l’iniziativa “Conosciamoci meglio”, con la possibilità di colloqui individuali con i docenti per approfondire i contenuti dei corsi di laurea. Per informazioni: Telefono 0331 572.300 - Fax 0331 572.320 - email: orientamento@liuc.it

martedì 2 luglio 2013

La LIUC – Università Cattaneo forma i Project Manager di domani

La LIUC – Università Cattaneo forma i Project Manager di domani Per i partecipanti al corso, la possibilità di conseguire una certificazione professionale La Scuola di Ingegneria Industriale della LIUC – Università Cattaneo ha attivato, in collaborazione con IPMA (International Project Management Association) Italy un insegnamento in Project Management dai contenuti didattici particolarmente innovativi nell’ambito del corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale. L’insegnamento in PM, di alto profilo formativo e della durata di circa 90 ore, consente di acquisire una solida cultura tecnico-manageriale per affrontare con competenza i cambiamenti sempre più rapidi che spesso s'impongono nella gestione di progetti nelle imprese industriali, in quelle di servizi (banche, assicurazioni, sanità, ecc.), negli enti locali e nella pubblica amministrazione. L’obiettivo è di quello di arricchire il bagaglio formativo degli allievi attorno alle problematiche del Project Management e formare figure professionali capaci di progettare e gestire sistemi in contesti estremamente complessi ed eterogenei. Al termine del percorso formativo gli studenti hanno la possibilità di sostenere l’esame per l’Introductory Certificate in Project Management, che attesta il conseguimento dei requisiti fondamentali richiesti ad un Project Manager. La Certificazione, ad oggi, è stata conferita ad oltre 200 studenti LIUC. Il successo di questa iniziativa rappresenta un segnale concreto di come la LIUC, da sempre molto vicina al mondo delle imprese, sia in grado di ridurre i tempi di inserimento dei giovani laureati nel mondo del lavoro. Dal 2013 agli studenti di Ingegneria della LIUC viene offerta anche la possibilità di conseguire il primo livello professionale della certificazione IPMA (Level D), frequentando un laboratorio esperienziale integrativo in lingua inglese, erogato anche da docenti certificati IPMA International.