mercoledì 24 ottobre 2012

Pierluigi Maria Dell’Osso, Procuratore Nazionale Antimafia Aggiunto, alla LIUC – Università Cattaneo

Pierluigi Maria Dell’Osso, Procuratore Nazionale Antimafia Aggiunto, alla LIUC – Università Cattaneo Strumenti legislativi per il contrasto alla criminalità organizzata, anche nelle zone non storicamente interessate da questi fenomeni: se ne è parlato alla LIUC nei giorni scorsi nell’ambito di un incontro di formazione permanente organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Busto Arsizio. Tra i relatori dell’incontro, Pierluigi Maria Dell’Osso, Procuratore Nazionale Antimafia Aggiunto. Al centro della lezione, il nuovo codice antimafia, con un’analisi delle principali problematiche create dal recente D.Lgs 6 settembre 2011 n. 159 "Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione" in tema di sequestro e confisca dei beni e aziende appartenenti alla criminalità organizzata che opera nella realtà economica del territorio della Lombardia. “Purtroppo non è ormai una novità - ha detto Dell’Osso - parlare delle infiltrazioni della criminalità organizzata anche al Nord, in particolare di stampo mafioso ma non solo (basti pensare ai cosiddetti collar crimes). Tra i casi più eclatanti, emersi anche grazie ad alcune segnalazioni di operazioni sospette: l’inchiesta di Brescia, dove alcune imprese usavano i rifiuti da smaltire come sottofondo per la costruzione di un’autostrada, all’insediamento, nella zona del lago di Varese, di attività legate all’ ‘ndrangheta. E ancora, in diverse zone, alcuni insediamenti storici della criminalità sono nati a fronte di passati flussi di immigrazione. Un elemento importante da cui non possiamo prescindere è inoltre la presenza sempre più significativa al Nord di mafie straniere, in particolare sudamericane, armene, albanesi, ucraine, russe. Quest’ultima si palesa attraverso l’acquisto di alcune dimore di lusso nelle nostre zone, finalizzate al riciclaggio. Di grande attualità anche il tema dei beni confiscati alla mafia e delle possibilità di un loro recupero il più possibile virtuoso: “La Lombardia - continua Dell’Osso - ha raggiunto i numeri della Puglia ed è arrivata a contendere il primato dei beni confiscati a regioni come Sicilia, Calabria, Campania”. Il Procuratore ha voluto trasmettere alcuni segnali positivi in uno scenario così difficile: “La Lombardia - ha detto - è la prima regione italiana relativamente al numero di segnalazioni di operazioni sospette, con circa il 30% del totale. L’'intero sistema delle segnalazioni e' specificamente finalizzato in Italia, come del resto negli altri paesi UE, alla prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario per scopi di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo”.