mercoledì 21 dicembre 2011

Continua con successo l’avventura radiofonica dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC

Quarto compleanno di Radio LIUC

Continua con successo l’avventura radiofonica
dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC


Si chiude tra tanti successi e nuovi progetti il quarto anno di vita di Radio LIUC, la web radio dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC che con il proprio palinsesto vuole da un lato raccontare la vita universitaria, dall’altro intrattenere gli studenti e non solo con tanta buona musica.
L’Università ha fatto un investimento importante nella realizzazione del “progetto radio”, dotando il team di tutta la strumentazione necessaria, con la realizzazione di un vero e proprio studio, e con la scelta di un coordinatore, Andrea Cegna, professionista del settore radiofonico (con esperienze a Radio Lupo Solitario e a Radio Rock&Roll) e dell’organizzazione di eventi musicali
“Siamo riusciti - spiega Andrea - a proporre anche un programma in diretta, LIUC on air, in onda tutti i giorni dalle 13 alle 14. Inoltre, nella fascia serale si alternano programmi molto diversi: si spazia dall’intrattenimento alla musica techno, dal revival ‘80/’90 al rock alternativo. Abbiamo aperto le porte della radio anche ai docenti dell’Università, invitati a raccontarsi nella rubrica “Scusi prof”, anche per farsi conoscere meglio dai propri studenti”.
Radio LIUC è iscritta a Ustation, media network che aggrega informazione e contenuti prodotti dai media universitari e dai singoli studenti reporter. Non mancano collaborazioni importanti, come con Anica Flash per la segnalazione dei film in uscita, e con la Fondazione Italia Wave, che organizza il noto Festival Arezzo Wave.
E a proposito di Festival, Radio LIUC è reduce dal successo di una serata speciale in occasione del suo quarto compleanno presso il Land of Live di Legnano, serata durante la quale si sono esibiti gli Yokoano, band varesina, e Mastino e NightSkinny, Mc e Dj hip hop.
Il successo della serata conferma i buoni riscontri ottenuti dalla radio sul territorio (sulla scia dei consensi già raccolti in occasione del Festival di Radio LIUC svoltosi nel 2009 presso la Corte Ciliegio di Castellanza) e fa ben sperare per prossime iniziative dello stesso segno.
“La Radio - spiega Dino Boselli, Responsabile delle Attività Extra Didattiche dell’Università - si conferma un canale privilegiato di informazione e comunicazione interna tra Università e studenti, e anche un originale ed efficace strumento per far conoscere meglio l’ateneo ai nostri molteplici interlocutori. In questi anni, ci siamo impegnati per creare una sinergia sempre maggiore tra la Radio e le diverse iniziative proposte, tra cui il Business Game per le scuole secondarie superiori (con la diretta della finale), la festa dei laureati, l’inaugurazione dell’anno accademico, lo scambio di auguri di Natale. Con il prossimo anno, vogliamo incrementare ancora di più queste collaborazioni e prevediamo l’avvio di un altro programma in diretta. Ai ragazzi dello staff (circa una ventina, tra volontari e coloro che lavorano nell’ambito delle collaborazioni studentesche), non manca l’entusiasmo per questa attività, che permette di rafforzare ancora di più in loro il senso di appartenenza ad una community”.
Per ascoltare Radio LIUC: www.radioliuc.it. E’ possibile seguirla anche su Facebook tramite l’omonimo gruppo.

Castellanza, 21 dicembre 2011

martedì 20 dicembre 2011

Due laureati LIUC premiati da UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Veicoli Esteri)

Nell’ambito del premio per le migliori tesi di laurea sul marketing auto

Due laureati LIUC premiati da UNRAE
(Unione Nazionale Rappresentanti Veicoli Esteri)


Due laureati LIUC in Economia Aziendale sono stati premiati da UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Veicoli Esteri) nell’ambito dell’undicesima edizione del premio dedicato alle migliori tesi sul marketing auto.

Paolo Gnerro e Francesca Marinello, laureati rispettivamente a febbraio 2011 e a dicembre 2010, sono stati scelti insieme ad altri 6 neolaureati dell’Università degli Studi di Padova, del Politecnico di Milano, dell’Università Luiss Guido Carli di Roma, dell’Università degli Studi di Parma e dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma. I premiati di quest’anno si vanno ad aggiungere agli 84 che hanno già ricevuto il riconoscimento da quando, nel 2000, fu introdotta questa iniziativa, tesa a dare un concreto sostegno ai giovani interessati ad avvicinarsi, con la loro tesi, al mondo dell’automobile. I premi sono stati assegnati nell’annuale conferenza stampa di UNRAE a Milano lo scorso 15 dicembre.
“La mia tesi - spiega Paolo Gnerro - era incentrata sull’analisi del caso Volkswagen, con un approfondimento sull’intero gruppo; partendo da una analisi complessiva del settore auto, il mio lavoro fornisce una valutazione da un punto di vista strategico su tutti i brand che il gruppo comprende. L’idea di realizzare una tesi su questo argomento è nata a partire dalla mia personale passione per le automobili”. Un premio, quello assegnato ai vincitori, del valore di 1.200 Euro, al quale si aggiunge la possibilità di effettuare uno stage presso una delle case estere associate all’UNRAE. Di questa possibilità non ha usufruito nessuno dei due laureati LIUC, in quanto erano entrambi già inseriti nel mondo del lavoro, con un contratto di assunzione presso due aziende del settore.“Al momento - spiega Gnerro - lavoro in Hyundai Motor Company Italy come Market Analyst/Product Specialist.
Per Francesca Marinello, invece, l’accesso al premio UNRAE è avvenuto in virtù di una tesi in marketing sulla misurazione della propensione all’acquisto dell’auto elettrica. “Una tesi in cui, dopo una prima parte relativa alla storia delle case automobilistiche che hanno ridotto le emissioni, segue un complesso lavoro di raccolta dati reso possibile attraverso la somministrazione di un questionario predisposto ad hoc a 200 persone, dai quali si evince che vi è molto interesse verso questo prodotto ma che il prezzo rimane uno scoglio. Mi sono fatta l’idea che le case automobilistiche dovrebbero investire maggiormente nel far conoscere gli aspetti positivi dell’auto elettrica, affinchè non ci si fermi appunto al problema del prezzo o a quello della limitata autonomia”. Anche Francesca, come si diceva, non ha avuto “bisogno” dello stage perché già collocata in Renault Trucks Italia, dove si occupa di statistiche e ricerche di mercato.
Castellanza, 20 dicembre 2011


Francesca Zeroli
Comunicazione e Immagine
Rapporti con la Stampa
Università Carlo Cattaneo – LIUC
ufficiostampa@liuc.it, fzeroli@liuc.it
Tel. 0331.572.541 Fax 0331.480746
www.liuc.it

giovedì 15 dicembre 2011

La formazione per futuri consulenti diventa internazionale

Scambio con la Grenoble Ecole de Management
La formazione per futuri consulenti diventa internazionale

Una parentesi tutta internazionale, quella ritagliata all’interno del percorso di eccellenza in Business Consulting, incluso nella laurea magistrale in Ingegneria Gestionale dell’Università Carlo Cattaneo - LIUC.

L’iniziativa ha previsto uno scambio tra la LIUC e la Grenoble Ecole de Management: un gruppo di studenti internazionali che sta frequentando un corso MBA presso la Grand Ecole ha trascorso alcuni giorni presso la LIUC e ha potuto partecipare alle lezioni di Business Consulting, il percorso creato dalla Facoltà di Ingegneria per fornire competenze mirate (sia di tipo individuale, sia di teamwork) sui temi chiave della consulenza e sulle metodologie di base, anche con l’apporto di strumenti professionali di social networking (blogging, wiki, ecc.), allineati ai modelli cognitivi di studenti universitari "nativi digitali". Gli studenti LIUC che hanno intrapreso il percorso hanno poi trascorso a loro volta alcuni giorni a Grenoble, seguendo le lezioni insieme ai “colleghi” loro ospiti in Italia.
Uno scambio reso possibile grazie all’impostazione del percorso LIUC in Business Consulting, molto vicina a quella delle Business School e più in generale alla formazione executive, che interessa per lo più persone già collocate da tempo nel mondo del lavoro ad alti livelli.
“L’esperienza di scambio internazionale - spiega il professor Aurelio Ravarini, coordinatore del Percorso in Business Consulting - è coerente con il profilo di eccellenza richiesto agli studenti di questo corso dalle società di consulenza, presenti con continuità nel percorso didattico. Del resto all'interno del percorso in Business Consulting gli studenti hanno anche seguito un modulo di circa 60 ore sul tema della Business Process Innovation tenuto in inglese e con la partecipazione di alcuni studenti Erasmus”.

Sukanta Paul, originario di Calcutta, consulente con alle spalle una formazione strettamente scientifica, ha lasciato temporaneamente il lavoro per frequentare il corso presso la Grand Ecole di Grenoble e in LIUC ha acquisito “altri strumenti per passare dalla consulenza tecnica a quella più strettamente di business, indispensabili per far fronte all’internazionalizzazione dei mercati e alle sfide globali che ci vengono imposte”.
“Abbiamo colto l’opportunità dello scambio con la LIUC - racconta Brian Bourquard, statunitense - perché il corso è incentrato sulla scienza del management e perché abbiamo potuto conoscere alcuni consulenti italiani professionisti, in un’Università che è a due passi da Milano, una delle capitali della consulenza. Questa esperienza ci ha permesso di allacciare anche contatti utili per la nostra professione”.
Nabanita Choudhury, indiana, sottolinea l’importanza di alcuni strumenti tecnici che sono stati approfonditi durante il corso in LIUC: “Abbiamo lavorato con un software specifico per la modellizzazione e per la creazione di mappe strategiche, sempre finalizzate al lavoro in consulenza. Un approccio estremamente pratico, al pari di una Business School, anche grazie agli incontri con consulenti di chiara fama”.


La successiva esperienza a Grenoble si è rivelata di estremo valore per gli studenti LIUC: “In particolare - racconta uno di loro, Nicola Selvaggi - abbiamo seguito un corso interamente in lingua inglese su come avviare l’attività di ricerca finalizzata alla prima fase di un progetto di consulenza, fianco a fianco con persone che lavorano già da diversi anni. Personalmente, ho scelto
Business Consulting sulla base di un interesse per il lavoro del consulente e anche attraverso questa esperienza all’estero sto testando le mie attitudini.
Anche Fabio Malgieri sottolinea il valore aggiunto della trasferta a Grenoble: “Un proficuo scambio culturale e di contesti - spiega - che ci ha permesso di metterci alla prova con una simulazione di sessione di consulenza: abbiamo toccato con mano quanto la preparazione che offre Business Consulting ci permetta di seguire lezioni in un’aula internazionale formata da manager del settore”.

Castellanza, 15 dicembre 2011

Francesca Zeroli
Comunicazione e Immagine
Rapporti con la Stampa
Università Carlo Cattaneo – LIUC
ufficiostampa@liuc.it, fzeroli@liuc.it
Tel. 0331.572.541 Fax 0331.480746
www.liuc.it

lunedì 5 dicembre 2011

Varese ottava provincia in Italia per numero di operazioni di private equity realizzate

Un’analisi a cura dell’ Osservatorio Private Equity Monitor – PEM®
dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC

Varese ottava provincia in Italia
per numero di operazioni di
private equity realizzate

Da un’analisi condotta dall’Osservatorio Private Equity Monitor – PEM®, che svolge un’attività di monitoraggio permanente sul mercato del capitale di rischio in Italia ed è attivo presso l’Università Carlo Cattaneo – LIUC, Varese si posiziona come ottava provincia all’interno di una classifica che distribuisce il totale delle operazioni di private equity poste in essere in Italia tra il 2005 e il primo semestre 2011 secondo il criterio di localizzazione geografica delle imprese target partecipate. Nel suddetto arco temporale, infatti, sono stati 20 gli investimenti realizzati in imprese del territorio di Varese, un numero corrispondente al 3% dell’intero mercato (composto complessivamente da 607 operazioni).
In altre parole, in questi ultimi sei anni, in provincia di Varese 20 imprese hanno visto l’ingresso di un socio istituzionale all’interno della propria compagine azionaria a fianco di imprenditori che hanno trovato negli investitori in capitale di rischio validi alleati con cui condividere, per un periodo di tempo limitato, il processo di sviluppo della propria impresa, coniugando alla strategia industriale una efficace pianificazione finanziaria.
Analizzando le peculiarità delle imprese che hanno attratto questa tipologia di capitali, è emersa la seguente caratterizzazione: gli investitori hanno finanziato realtà imprenditoriali che al momento dell’investimento presentavano mediamente un volume di ricavi pari a 11,9 milioni di Euro, una forza lavoro pari a 75 dipendenti, una marginalità media del 13% e operanti nel settore tradizionale dei prodotti per l’industria. Dal lato dell’investimento, gli operatori di private equity hanno mediamente acquisito una quota pari al 53% del capitale sociale in operazioni di maggioranza (cd. Buy-out), investendo mediamente 4,5 milioni di Euro. Non sono tuttavia mancate le operazioni di minoranza (cd. Expansion capital) che hanno rappresentato il 40% degli investimenti in provincia di Varese.
L’obiettivo dello studio condotto dall’Osservatorio è stato quello di individuare un campione di imprese che rispondessero al profilo medio degli investimenti fino ad oggi realizzati sul territorio, al fine di quantificare il potenziale di mercato del tessuto imprenditoriale varesino per questa particolare forma di investimento. A tale scopo, utilizzando un database di bilanci, è stato inizialmente possibile estrarre un set di 815 imprese che rispettassero le seguenti condizioni: essere delle società di capitali con sede legale a Varese e un fatturato compreso in classi di intervalli tra 5 e 50 milioni di Euro, nonchè una classe residuale comprendente imprese con fatturato oltre i 50 milioni di Euro. Tra di esse, ben il 15% (126 imprese) sono risultate essere potenzialmente in grado di attrarre capitale di rischio, poiché caratterizzate contestualmente da una redditività (espressa come rapporto tra EBITDA e fatturato) maggiore o uguale al 10% e un indice di indebitamento (calcolato come rapporto tra debito ed EBITDA) inferiore o pari a 3x.
“ Questi numeri – ha commentato Consuelo Scionti, ricercatrice dell’Osservatorio PEM® - confermano come la provincia di Varese e le imprese che in essa creano ricchezza e occupazione siano un ottimo bacino di opportunità per chi con il private equity vuole investire denaro e lavorare da un punto di vista industriale alla creazione di valore. Un’occasione, pertanto, per tutti gli attori coinvolti: le imprese in cerca di capitali per lo sviluppo, gli investitori in cerca di valide opportunità, e il territorio, che indirettamente trae benefici da questa sinergia ”.

Castellanza, 5 dicembre 2011